Per capire più da vicino in cosa consiste questo tipo di assistenza, abbiamo deciso di parlarne con Judith Aregger, che dal 2009 esercita la professione in Svizzera, uno dei Paesi europei (insieme a Belgio, Olanda e Scandinavia) in cui è regolamentata. «Non c’è una sessualità delle persone disabili, ma delle persone, degli individui, con le loro storie, il loro vissuto, le loro esperienze, capacità e difficoltà», ha precisato a SexTelling.

DOMANDA: Per lavorare come lovegiver è necessaria una formazione particolare?
RISPOSTA: Per poter essere accettati nelle istituzioni per persone  con disabilità o anziane, è di frequente richiesta una formazione. Non c’è, però, alcun obbligo di tipo legale.
D: In generale, quali sono le caratteristiche che un buon assistente sessuale deve avere?
R: Deve avere minimo 25 anni, una certa esperienza sessuale personale, essere dotato di empatia (ma non troppo), ed essere altruista. Deve avere pazienza, una buona relazione col proprio corpo e deve fare l’amore con piacere. È necessario, inoltre, che sia in grado di gestire situazioni inattese, avere fiducia nelle sue intuizioni, essere sé stesso ma allo stesso tempo essere sempre pronto a rimettersi in discussione. Deve infine avere coraggio e amare la diversità umana, quindi non sentire la necessità di nascondere l’attività che svolge alle persone vicine.

 

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Fonte: sextelling.it