Gli Stati troppo spesso non riescono a rispettare i loro obblighi nei confronti delle donne e delle ragazze con disabilità. È il parere senza appello del Comitato sui diritti delle persone con disabilità delle Nazioni Unite (CRPD). “Le politiche adottate nel campo della disabilità sono miopi nei confronti delle donne e trascurano la differenza di genere. Al contrario, le discriminazioni ci vedono bene, e colpiscono giovani e meno giovani proprio per via del loro sesso”. Ha detto Theresia Degener, un membro del Comitato. Per contribuire a risolvere questo problema, l’ONU ha fornito indicazioni per i 166 Paesi che hanno ratificato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. Dando consigli su come possono promuovere l’empowerment delle donne con handicap per consentire loro di partecipare a tutte le sfere della vita su base egalitaria. Le linee guida ruotano attorno a tre aree principali:

1) la violenza fisica, sessuale, o psicologica, che può essere istituzionale o interpersonale;

2) la restrizione dei diritti sessuali e riproduttivi, compreso il diritto di informazioni accessibili e comunicazione, il diritto alla maternità e alla genitorialità;

3) la discriminazione multipla.

 

Fonte: west-info.eu