Guardare una persona con disabilità non mi ha mai portata ad abbassare gli occhi neppure da bambina, ho degli amici con il quali sono cresciuta accompagnandoli sulla “carrozza” a quattro ruote e non li ho mai considerati diversi da me. Forse un po’ sfortunati perché un incidente in auto ha inibito loro il dono di camminare o perché malattie rare hanno interrotto un loro percorso aprendone uno più complesso e doloroso; e loro non hanno la fortuna di riprovare quella sensazione “naturale” di lasciare libere le gambe come accade, invece, al protagonista di Avatar.

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Fonte: lapecorainkashmeer.it