Il libro è di Giacomo Mazzairol, non ancora vent’anni e all’attivo già un cortometraggio postato su youtube che lo scorso anno balzò all’onore delle prime pagine dei giornali: “The simple interview”. Protagonista il fratello Giovanni, dalla nascita con sindrome di Down.
Nel libro, è il fratellino a tornare al centro.
Giacomo sceglie il se come punto di vista e i suoi ricordi.
Quelli dei cinque anni appena compiuti. Quelli dell’annuncio di un nuovo bimbo in arrivo a casa al quale è lui stesso a dargli nome di Giovanni.
Un fratellino “speciale”. La fantasia a quell’età ti porta a pensare speciale, sinonimo di super eroe.
Cresci d’improvviso e quella parola “speciale” diventa rabbia, vergogna, rifiuto a volte.
Ma poi la crescita di slancio torna a bilanciarsi con rami nuovi che ti restituiscono equilibrio e forza. Qui il racconto salta anch’esso a piè pari perché spoilerare non è bello.
Ti riscopri fratello maggiore e quel cromosoma in più che conta Giovanni ti si palesa in tutta la sua capacità di “aggiungere”. Scopri che l’aritmetica non ti ha tradito e quel più significa davvero un oltre.
Leggi Giacomo e ti viene da piangere, leggi Giacomo e ti viene da pensare, lo leggi ancora e ti viene da sorridere.
Quando hai finito, come direbbe Renzi, senza neppure accorgertene pensi che hai cambiato verso.
La sindrome di Down, che non hai mai incontrato prima, la leggi tra le parole di Giacomo che ti scorrono dentro e ti viene da pensare che magari quel cromosoma in meno certo ti permette di vivere questa società, ma è pur sempre un meno.
Fonte: invisibili.corriere.it