“Il tema della sessualità nei ragazzi con disabilità deve essere affrontato: è necessario abbattere questo tabù. Il progetto Sessualità e disabilità voluto dalla Società della Salute della zona pisana e dal dipartimento di Medicina Clinica Sperimentale dell’Università di Pisa, ha lavorato in questa direzione e può diventare un modello nazionale”.

Lo ha detto Sandra Capuzzi, presidente della Sds di Pisa illustrandolo nel corso di un convegno. “Il nostro – ha spiegato – è stato un percorso pionieristico, durato tre anni, che ha coinvolto 20 famiglie di persone affette da una disabilità intellettiva ed è è nato da un’idea di Ciro Basile Fasolo, andrologo dell’ateneo pisano: inizialmente rivolto agli operatori dei centri diurni e finalizzato all’acquisizione di strumenti e strategie per gestire la sessualità e l’affettività nel disabile, si è poi consolidato, diventando un vero e proprio gruppo di sostegno per le famiglie di ragazzi con disabilità”.

Durante le attività sono state esplorate diverse tematiche: sessualità, genitorialità, il momento della scoperta della disabilità del figlio, l’accettazione, il futuro, il rapporto con i fratelli sani. “Abbiamo lavorato – ha aggiunto Basile Fasolo – per fare uscire le famiglie dalla loro solitudine. Genitori che non si conoscevano sono riusciti ad aprirsi e a darsi sostegno a vicenda. Non è stato semplice, ma siamo molto contenti dei risultati. Il progetto andrà avanti per ora su base volontaria, ma sarà necessario trovare nuove risorse per poter proseguire nei prossimi anni”.

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Fonte: gonews.it