Ciò che più mi dispiace, è che mio figlio a 27 anni non abbia ancora incontrato una donna. Eppure è un bel ragazzo». Ed è vero, Angelo (nome fittizio per celare la sua identità) è un gran bel ragazzo, alto, biondino, con due occhi azzurri limpidi e sinceri. Sembrano gli occhi di un bambino quando cerca lo sguardo di sua madre che lo accompagna a ricevere il premio assegnato della Fondazione della comunità bresciana e dal fondo Antonio e Luigi Goi per la sua laurea fresca di conseguimento. Lui è un ragazzo autistico, con sindrome di Asperger. E ha un modo tutto suo di vivere la propria sessualità: «Sta chiuso in bagno, al buio, con gli occhiali scuri calati sul volto a masticare una cicca di sigaretta raccolta forse per strada – racconta la mamma -. Nient’altro». Fa tenerezza e riporta alla mente i gesti del film Quasi amici, quanto il protagonista provava piacere sessuale semplicemente facendosi accarezzare le orecchie. Una storia che mi fa riconsiderare il disegno di legge sull’assistente sessuale.

 

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Fonte: invisibili.corriere.it