Ci sono tipe e tipe. Se sei giovane e incontri quella “wild, forse un po’ troppo wild”, allora la serata prende quella piega che ti fa sentire quello che conquista, e poi invece il conquistato sei tu. Roba da raccontarlo agli amici, anche se forse non ricordi tutto bene bene, perché, sai, hai mischiato alcool a sesso a chissà cosa altro ancora. E’ che un po’ ci sei rimasto coinvolto, è che vorresti rivederla, è che “c’era amore”. Però stavolta no, è lei che dice: “Ti chiami Luigi, vero? Mi spiace, sei stato solo quello di una botta e via…”. E c’è un altro ‘ma’. Perché quella che ti ha scaricato così, su una panchina del parco, e ti è andata bene non fosse un sms, la “tipa wild”, quella che ti “ha preso, sbattuto al muro, e infilato la lingua in bocca”, sì, proprio lei, è una ragazza con sindrome di Down.

Leggi l’articolo completo. Fonte: invisibili.corriere.it di Claudio Arrigoni