L’arrivo nelle sale cinematografiche del film The Sessions di Ben Lewin ha riacceso, in Italia e in Francia, molteplici discussioni attorno alla necessità o meno di istituire la figura dell’assistente sessuale per le persone con disabilità.

In Italia il dibattito ha “conquistato” settori non solitamente dedicati alla disabilità divenendo argomento di opinione pubblica, grazie soprattutto agli interventi e alle campagne a sostegno della figura dell’assistente sessuale promosse da Massimiliano Ulivieri, che hanno invaso trasmissioni radiofoniche, puntate televisive, quotidiani e riviste nazionali, blog e siti.

Per far conoscere Massimiliano Ulivieri, a chi ancora non ne abbia avuto il piacere, si riporta la presentazione pubblicata come incipit sul blog de IlFattoQuotidiano da lui stesso curato:

Appassionato di tecnologia, ho studiato web design e ultimamente come social media manager. Insomma, “paroloni” per dire che lavoro nel web. Ho creato blog/contenitori di utilità verso i disabili e non solo. Uno di questi è dedicato al turismo accessibile (diversamenteagibile.it) con reportage sulle strutture attrezzate per tutti i viaggiatori. La mia ultima creazione è loveability.it che tratta di amore e sessualità nella disabilità. Dimenticavo di dirvi che sono affetto da distrofia muscolare, ma questo è solo un particolare.

Preme aggiungere che nel mese di gennaio lo stesso Ulivieri ha istituito un Comitato promotore per concretizzare gli argomenti sostenuti con passione sulla rete e sostenere un’iniziativa di legge popolare a favore dell’assistenza sessuale.

Diversamente in Francia il dibattito è stato riacceso dal politico Jerome Guedj,  presidente socialista dell’Essonne, dipartimento vicino a Parigi con poco più di un milione di abitanti. La sua proposta è stata quella di creare un tavolo di riflessione attorno alla tematica, istituendo un gruppo di lavoro pubblico con esperti di varie materie per studiare le problematiche legate all’istituzione dell’assistente sessuale. L’iniziativa ha suscitato notevoli opposizioni all’interno del partito (PS) stesso di Guedj tanto da portare a una modifica dei termini, sostituendo tavolo di riflessione attorno all’assistente sessuale con riflessione sulla formazione dei professionisti dei servizi e sulle istituzioni interessate ai problemi di risveglio e di accompagnamento alla sessualità per persone con disabilità.

Le due iniziative, di impronta popolare quella italiana e politica quella francese, e l’eco che hanno attivato all’interno dell’opinione pubblica con molteplici articoli e trasmissioni sul tema dimostrano un forte interesse in campo giornalistico. Parallelamente, riflettendo particolarmente in ambito italiano, le numerose discussioni presenti su blog e Social Network, come il post Assistente sessuale? In Francia ora si fa sul serio, pubblicato da Franco Bomprezzi sul blog Invisibili che in meno di una settimana ha ricevuto oltre cento commenti favorevoli e contrari e le numerose discussioni presenti quotidianamente sul profilo Facebook personale di Ulivieri, testimoniano un appassionato interesse da una gran parte della popolazione con disabilità e non.

Tale dibattito dimostra quanto sia necessario attivare un confronto aperto e rispettoso dei diversi punti di vista e delle diverse necessità con la volontà di affrontare le molteplici questioni che il tema solleva, interrogandosi: sugli effettivi risultati che l’assistente sessuale può offrire riguardo alle necessità fisiche, psichiche e affettive dei suoi destinatari, sulla diversità di trattamento nei confronti delle disabilità motorie e intellettive e sui differenti modi di aprocciarsi alla sessualità da parte del genere femminile e maschile.

Un contributo in tal senso è stato offerto da Fabrizio Quattrini nel suo articolo pubblicato su IlFattoQuotidiano del 26 marzo dove in chiusura scrive:

Pur riconoscendo le difficoltà che il nostro paese vive in materia legislativa sui temi dell’educazione sessuale in generale, e ancor più su quelli del mestiere più antico del mondo, l’assistenza sessuale può tardare a decollare, oppure rischiare di non venire mai presa seriamente in considerazione. Non dimentichiamo però, che la sessualità, a prescindere dalle caratteristiche psico-fisiche degli individui, non può essere negata, ovvero nascosta e identificata come un peso solo da scrollarsi di dosso. Il sesso non può essere escluso dall’esperienza di vita. Non esiste un sesso degli “angeli”! Il sesso è l’esperienza relazionale, che completa la dimensione umana dell’affetto e dell’amore.

Fonte: invisibili.it; leparisien.fr; assistenzasessuale.it; superando.it; ilfattoquotidiano.it