La vita sessuale e affettiva delle persone con disabilità: un tema silenzioso su cui si concentrano ambiguità, imbarazzo, equivoci, ignoranza e pregiudizi.

Una scelta coraggiosa quella della CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà che, in collaborazione con ADN – Associazione Diritti Negati e il VSSP – Centro Servizi per il Volontariato ha dedicato a queste tematiche una profonda riflessione approfondita attraverso il convegno “Amare ed essere amati: un diritto di tutti”.
Si è così concretizzata la possibilità di affrontare una questione apparentemente banale, ma in realtà ampia e complessa e focalizzando l’attenzione sulla fatica che tutti – ma ancor più una persona con disabilità – devono affrontare per conquistarsi uno spazio nel mondo relazionale e affettivo.

Riunite intorno al tavolo sul palco, le autorevoli opinioni di chi la disabilità la vive direttamente o attraverso gli altri.
Franco Bomprezzi, scrittore e giornalista a rotelle (come lui stesso ama definirsi), addentrandosi nell’analisi della sfera affettiva ed emozionale, ha chiarito come l’adolescenza sia decisiva nel determinare il percorso di vita: “Il rispetto per gli altri nasce dal rispetto per se stessi. Durante l’adolescenza l’affetto che ci circonda determina il carattere di una persona, soprattutto se in difficoltà. Non bisogna essere tristi, né provare compassione davanti a una persona disabile: il rischio è quello di trasmettere l’idea che non bisogna accettarsi e se una persona non si accetta è impossibile che accolga a sé e che sappia amare gli altri. Noi dipendiamo da come guardiamo e da come siamo guardati” continua “gli occhi sono la nostra prima arma. E per qualcuno l’unica” .

A seguire, l’intervento di Antonio Guidi, ex Ministro per la Famiglia: “Se l’amore è vita, la società ci sta negando la vita. In un mondo così corrotto, sciocco, difficile, l’amore è la sfida più grande che possiamo affrontare se pensiamo che per colpa delle barriere sociali, mentali e architettoniche, nel 2012 a molte persone non è concesso amare/vivere, per colpa di un gradino.”
Si trova d’accordo con quest’affermazione Gabriele Piovano, presidente di ADN, sostenendo che “Una persona con disabilità non è libera, c’è sempre chi decide come e quando deve spostarsi, uscire di casa e dove recarsi per non imbattersi in disagi relativi all’accessibilità. Tutto questo limita di molto le relazioni affettive e interpersonali”.

Valeria Alpi del Centro Documentazione Handicap di Bologna ha proiettato il film documentario “Sesso, amore & disabilità”, realizzato con l’obiettivo di promuovere la visibilità di queste tematiche contribuendo, così, alla piena affermazione personale e sociale delle persone con disabilità.

“Bene, ora le parole su amore, famiglia e sessualità sono state dette tutte” esordisce Claudio Foggetti, responsabile del Servizio Passepartout del Comune di Torino “ma molte sono ancora da specificare, soprattutto per quanto riguarda il diritto di tutti. Tutti hanno diritto al rispetto, alla fiducia, all’affetto, all’amore, come sancisce l’articolo 23 della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità. Parlare di diritto di amare ed essere amati è, però, un’acrobazia concettuale, un non senso, qualcosa che dovrebbe esistere a priori senza neanche la necessità di dover rivendicare ciò che già appartiene all’individuo dalla nascita. Dov’è la dignità nel dover chiedere il permesso alla società di esercitare un diritto? Chi si prende inoltre, il diritto di parlare di amore e disabilità? La famiglia? I medici? Gli operatori? Amore non significa solamente sessualità, ma racchiude in sé una rete di rapporti di affetti, di amicizie e soprattutto di famiglia”.

Questo incontro ha sicuramente ampliato gli orizzonti sulle relazioni, sugli affetti e sui rapporti che vivono le persone con disabilità, ma sono ancora tanti gli interrogativi e le barriere da abbattere sull’argomento. Amore e affetto non sono oggetti di discussione riducibili in una manciata di ore, bisogna considerarli costantemente perchè non diventino l’idea fissa di qualcosa che non si può raggiungere.

Solo se l’amore si vive come un sogno e non come un’ossessione, è raggiungibile – F. Bomprezzi

 

Per Servizio Disabilità e Sessualità
Vittoria Trussoni