Disabilità e sesso. Un doppio tabù che nel caso di Marietto, 53enne genovese, diventa addirittura triplo. La sua storia è raccontata dal Secolo XIX.
Quando aveva 30 anni a Marietto è stata amputata una gamba a causa del morbo di Buerger, chiamato anche “la malattia del fumatore” o meglio tromboangioite obliterante. Così da infermiere si è trasformato in paziente a soli trent’anni.

Marietto è passato dalla sedia a rotelle a una protesi artificiale. Quando tutto è cominciato, nel 1989, Marietto aveva un compagno e già da allora ha cominciato a capire il tabù rappresentato dalla sua nuova condizione di disabile. «C’è una cosa di cui non si sente mai parlare in tv: la sessualità dei disabili. Probabilmente è un argomento che spaventa, più che altro un tabù. Io chiamo la mia condizione “doppia diversità”: spesso si dice che gli omosessuali siano dei “diversi”. Dicono. In realtà, di diverso non mi sembra di avere proprio niente». Per fare un po’ di chiarezza, insieme ad altri ragazzi e al regista genovese Adriano Silanus, ha realizzato un documentario dal titolo “Sesso, amore e disabilità” «per ricordare che anche i disabili hanno degli impulsi fisici e dei desideri assolutamente naturali».

«La sessualità è inevitabile per un disabile. Conosco mamme che “aiutano” materialmente i propri figli: senza contare paesi come la Svizzera e la Danimarca, che formano professionalmente degli “assistenti sessuali”, che hanno il compito di aiutare quelle persone che soffrono di una qualche particolare patologia fisica o mentale e che hanno bisogno, appunto, di assistenza sessuale, ma anche di carezze, abbracci, insomma, un po’ di affetto – spiega Marietto ai microfoni del Secolo XIX – Prima dell’amputazione ho girato diverse cliniche insieme al mio ex compagno: era il 1989, e come coppia siamo sempre stati accolti bene nelle strutture ospedaliere che mi hanno ospitato. Come una qualsiasi coppia etero, sposata o fidanzata che fosse. Ed erano 23 anni fa. Segnale che i tempi sono maturi da un pezzo per legalizzare in qualche modo le coppie omosex».

Fonte: leggo.it