Make up therapy e Camouflage

Con Make up therapy si intende un approccio ed un “percorso” capace di valorizzare, attraverso il trucco, l’interazione positiva tra immagine e cura del sé, quindi, può essere in alcuni casi un risorsa che affianca una terapia tradizionale in corso. Lo scopo è anche quello di facilitare l’approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative e presuppone un atteggiamento collaborativo.

Truccarsi, pertanto, non ha solo la funzione di abbellimento dell’immagine corporea ma contribuisce anche a rafforzare il concetto d’identità e di appartenenza culturale alle diverse etnie.

Il suo uso è diff usissimo, in tutte le culture. Le operazioni del trucco sono molto diverse in funzione del canone di bellezza dell’epoca e della società. Il trucco può evidenziare i tratti più gradevoli del viso e del corpo ma può coprire inestetismi e difetti, in alcuni casi, anche importanti.

Traumi, incidenti e malattie richiedono lunghi interventi di cura e riabilitativi che compromettono in modo decisivo l’immagine di sé e, di conseguenza, il desiderio di prendersi cura della propria persona. In queste situazioni, il trucco assume una valenza terapeutica che può essere così sintetizzata: la cura del viso come cura di sé, la cura del corpo e dell’aspetto per la ripresa dell’autostima.

L’obiettivo dei laboratori  è quello di offrite la possibilità ad ogni persona di riconquistare un modo di piacersi attraverso la cura del proprio corpo per accogliere gradualmente il cambiamento anziché lasciarsi travolgere da esso e imparare a convivere con la nuova e non voluta condizione.

A partire dalla ridefinizione della “cura del sé” e dall’importanza che tale fattore assume in un contesto di integrazione sociale, riabilitativa e lavorativa, i laboratori si articolano nelle seguenti fasi:

  • caratteristiche della pelle, conoscenza dei prodotti estetici e il loro impiego
  • procedure per una corretta pulizia del viso
  • procedure per un corretto “Make-up”, conoscenza dei prodotti e degli strumenti, apprendimento delle sequenze e tecniche di trucco
  • utilizzo del Make Up dermatologico – correttivo per nascondere o mitigare gli inestetismi della cute (vitiligine,  macchie cutanee,  couperose, cicatrici ecc…)
  • correzione delle imperfezioni cutanee attraverso l’applicazione delle varie sequenze del Camouflage
  • procedure e conoscenza dei vari prodotti per la manicure
  • applicazione della tecnica Camouflage in autonomia.

La make up therapy utilizza il trucco come tecnica di valorizzazione esteriore ed interiore, come messaggio positivo che viene rivolto a sé stessi. Attraverso il trucco vengono coinvolti mente e spirito, comunicando un messaggio di riconoscimento delle proprie risorse interiori che passa attraverso il ristabilirsi di un rapporto equilibrato con il proprio corpo seppur in situazioni di fragilità fisica e/o psicologica. Una tecnica che diventa, così, una forma di comunicazione rivolta anche e soprattutto agli altri. Sentirsi bene con sé stessi consente alla persona di interagire con l’ambiente in modo più sereno, equilibrato e immediato, favorendo processi di autostima e di inclusione sociale.

Non è un caso, dunque, se il trucco correttivo è molto apprezzato da tutti coloro che lo hanno provato perchè non solo ha un forte valore sociale, ma è anche in grado di alleviare paure ed insicurezze in persone che hanno subito importanti cambiamenti del proprio aspetto.

 

Il camouflage cosmetico è un “trucco terapeutico” realizzato con appositi prodotti che agiscono in maniera specifica. Il camouflage può essere utile dal punto di vista psicologico ai pazienti che, a seguito di interventi chrurgici, incidenti stradali o ustioni più o meno gravi, mostrano deturpazioni e cicatrici. In questi casi il camouflage non è semplicemente una banale tecnica per “coprire le imperfezioni” quanto, piuttosto, un vero e proprio supporto alle terapie mediche e al reinserimento sociale e relazionale.

 

 

Ben-Essere, in collaborazione con il  Centro Grandi Ustionati del C.T.O. di Torino (Centro Traumatologico Ortopedico) ha avviato un progetto pilota di camouflage su un campione di pazienti, donne e uomini, che presentano cicatrici da ustione  di 2° e 3° grado su mani, volto, collo e arti superiori. Il progetto è stato realizzato grazie alla cooperazione e al supporto di più figure professionali tra le quali: un’estetista esperta in Camouflage, un primario di chirurgia plastica, fisioterapisti e volontari formati dall’Associazione Verba.

 

Ciprie, rossetti e fondotinta possono avere un importante pregio terapeutico: un  metodo facile da imparare che con un po’ di pazienza può diventare un’ operazione quotidiana per tutti.

 



  • lunedì, 13 Aprile 2015

Premio ANCI anno 2009

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