Cisti sebacea: quali sono i sintomi e le cure?

Si presenta come un rigonfiamento tondeggiante in genere non doloroso. Quali sono le cause? Come bisogna intervenire?
La cisti sebacea è una neoformazione sottocutanea di natura benigna, che si forma per l’occlusione di una ghiandola sebacea. Queste ghiandole si trovano in tutte le parti del corpo umano. Di conseguenza la cisti sebacea può svilupparsi dappertutto, anche se sono più comuni all’altezza del collo, del cuoio capelluto, della parte posteriore delle orecchie e della schiena. Possono raggiungere anche dimensioni comprese tra i 5 e i 6 centimetri.

La cisti sebacea ha di solito una forma rotondeggiante. Quando la ghiandola sebacea si ostruisce, non riesce più a far defluire in maniera idonea il proprio secreto, che di conseguenza sviluppa la cisti. La cisti cresce lentamente e non è dolorosa, a meno che non si sviluppi contemporaneamente un’infezione.

Quali sono le cause?
Come abbiamo detto la cisti avviene quando si chiude una ghiandola sebacea o il suo condotto, cioè il canale che permette la fuoriuscita del secreto della ghiandola stessa. Il secreto contiene materiale cheratinico, follicolare o sebaceo e cellule morte. Questo secreto continua a crearsi, solidificandosi nella ciste.

La causa principale è un trauma nella zona vicina alla ghiandola sebacea. È sufficiente un graffio o una piccola ferita. Anche l’acne può aumentare il rischio di sviluppare una ciste sebacea. Alcuni studi sostengono che tra i fattori di rischio ci siano anche:

l’uso di alcuni tipi di cosmetici,
lo stress,
il fumo di sigaretta,
l’abuso di alcolici,
alcune malattie genetiche, come la sindrome di Gardner e la sindrome del nevo basocellulare.
Quali sono i sintomi della cisti sebacea?
Questo tipi di cisti ha una forma rotondeggiante e si presenta con un rigonfiamento sotto la pelle, ben visibile. Le sue dimensione aumentano lentamente, ma in modo progressivo e possono raggiungere anche i 5-6 centimetri di diametro. Una grande cisti tende a recidivare frequentemente, a meno che la parete cistica non venga asportata completamente.

Quando viene toccata, la cisti appare come semi-solida, globulare e mobile. In genere non provoca dolore. Può dare una sensazione di fastidio, quando si sviluppa in aree particolarmente sensibili. Se schiacciate può fuoriuscire del materiale giallastro, che è anche maleodorante. Gli esperti raccomandano di non spremere mai una cisti sebacea. La fuoriuscita del materiale può favorire la penetrazione di germi e causarne l’infezione. In questi casi la cisti aumenta rapidamente di volume, la pelle diventa rossa e molto dolorosa.

Ci possono essere complicanze se non curo o curo male la cisti sebacea? 
Il rischio principale è la formazione di un ascesso. Questo si verifica se la cisti si rompe o viene rotta. In questi casi può avvenire un’infezione batterica secondaria, con dolore, arrossamento e formazione di materiale purulento.

Diagnosi della cisti sebacea
La diagnosi è particolarmente facile. È sufficiente la visita di un medico, che la riconosce per la forma e per i sintomi, dopo una veloce palpazione. Solo in alcuni casi può essere confusa con un’altra lesione benigna frequente, il lipoma. Si procede con un esame ecografico quando il medico vuole escludere altre patologie.

Come si cura la cisti sebacea?
Generalmente la terapia di base è con soluzione topiche, come creme antibiotiche o cortisoniche. Esistono anche compresse. Se la cisti non guarisce o se aumenta di dimensioni, si procede con un piccolo intervento chirurgico che prevede il drenaggio e l’escissione della massa con rimozione completa della parete cistica. Dopo l’anestesia locale, lo specialista incide la cisti per far fuoriuscire il contenuto. Successivamente asporta le pareti della cisti con un bisturi o una pinza emostatica, per evitare che la cisti si riformi. La ferita chirurgica suturata rimane coperta e sterile indicativamente per 7-10 giorni.

Se la cisti si rompe, bisogna rivolgersi immediatamente a un medico. In questo caso si procede immediatamente all’incisione e si introduce una garza da drenaggio che viene rimossa dopo 2-3 giorni. Il medico può decidere di far assumere al paziente degli antibiotici per via orale.

 

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  • venerdì, 7 Febbraio 2020