Come scegliere il fondotinta in base alla propria pelle

Lo si è sempre considerato solo un make up ma, grazie alle sue capacità idratanti e protettive, può rivelarsi un valido alleato per la salute della pelle

Il passato del fondotinta

«La sua storia risale ai primi anni del Novecento, quando le donne hanno iniziato a colorare il viso con un prodotto che aveva una tinta il più possibile vicino a quella naturale», racconta Angela Cammarata, dermatologa dell’Istituto dermoclinico Vita Cutis di Milano. Perché fino a un secolo fa, infatti, la tendenza, partendo dalla regina Cleopatra fino alle dame del Settecento, era quella direndere il volto più chiaro possibile, quasi di ceramica. Per questo motivo sulla faccia ci si spalmava polvere chiara di argilla o impasti burro di cacao e farina. «Nel corso degli anni le formulazioni si sono evolute, perfezionate e, soprattutto, regolamentate: ora è impensabile produrre un cosmetico che non abbia superato tutti i test clinici», precisa Carla Scesa, professore di cosmetologia all’Università di Siena.

Non fa male alla pelle

E, fortunatamente, dalle formulazioni collose e improvvisate, di strada ne è stata fatta, tanto che il primo luogo comune sconfitto è proprio quello che il fondotinta faccia male. «Per tanto tempo è stato considerato colpevole di non far respirare la pelle e alterarne il pH», prosegue la cosmetologa. «Poi si è dimostrato che non è così: anzi, oggi il fondotinta rappresenta un valido alleato per la salute della pelle». Della valenza positiva di questo prodotto è convinta anche la dermatologa, secondo la quale non solo non è dannoso, ma «aiuta aproteggere il viso dall’inquinamento e dagli agenti atmosferici e mantiene idratato il film idrolipidico della pelle».

Occhio all’etichetta

In commercio esistono moltissime formulazioni. «La prima cosa che si deve fare quando si sta per comprare il cosmetico è controllare la lista degli elementi che lo compongono, per evitare di sceglierne uno che contenga un elemento a cui si è eventualmente allergiche», continua Scesa. «Per di più, così, è possibile sapere se abbia o meno il fattore di protezione e i principi attivi». Come la vitamina Co le ceramidi, sostanze di solito contenute nelle normali creme idratanti. Non a caso, infatti, «questo tipo di prodotto può, alcune volte, arrivare anche a sostituire il normale trattamento giornaliero», aggiunge Cammarata. «Attenzione, però, se si hanno gravi problemi cutanei: in quei casi è necessario un tipo di trattamento particolare detto camouflage». Come alcune creme da giorno anche il fondotinta non può fare a meno del fattore protettivo, il vero antiage per il viso.

A ogni pelle il suo fondotinta

Con protezione dai raggi ultravioletti e idratante: di fondotinta con queste caratteristiche se ne trovano a decine. E, allora, come scegliere quello più adatto alla pelle di ognuna? «Andrebbe provato sul viso prima dell’acquisto per valutarne la texture», suggerisce la dermatologa, «perché è importante sentire come il fluido si amalgama alla pelle. Il colore, poi, dovrebbe essere il più possibile vicino a quello del viso». Aggiunge la cosmetologa: «L’ideale sarebbe avere due tonalità, una più scura e una più chiara, in modo da poterle mischiare a dosare a seconda della nuance del volto».

A seconda del tipo di cute, i prodotti si possono dividere in tre grandi gruppi.

Pelle secca

«Si devono scegliere cosmetici specifici ricchi di oli emollienti, per mantenereidratata e morbida la pelle tutta la giornata», dice Scesa. Quello che si vuole evitare è l’effetto viso spento, con possibili screpolature in evidenza (specie nei mesi invernali). La texture deve essere «fluida, quelli ricchi di polveri seccherebbero il derma ancora di più». Da evitare, a tal proposito, anche leciprie: meglio optare per un blush da applicare solo nelle guance.

Pelle grassa

«In questo caso siamo di fronte a una produzione eccessiva di sebo», spiega la dermatologa. «Al fine di evitare l’antiestetico effetto lucido sulla fronte e sul mento bisogna scegliere preferibilmente prodotti compatti, a base di minerali, il cui obiettivo è quello di tamponare l’eccesso di lucidità delle pelle». Un’alternativa: applicare un primer per pelli grasse e dopo un fondotinta fluidoprivo di sostanze oleose. A differenza di quello compatto, quest’ultimo è più performante e modulabile.

Pelle normale

Per questa tipologia di cute non ci sono controindicazioni particolari. «Io consiglio quelli a base siliconica, perché si stendono con più facilità e i pigmenti di colore si adattano meglio all’incarnato del viso», dice la cosmetologa.

Non c’è trucco senza strucco

Raccomandazione importante quando si parla di fondotinta (e di trucchi up in generale): rimuovere il make up a fine giornata. «Struccare la pelle è importante tanto quanto idratarla al mattino, con sieri e creme. I tessuti, durante la notte, si devono rigenerare», spiega Cammarata. Ora la skin care routine può fare affidamento su tanti prodotti che rispondono alle esigenze di tutte, quindi non ci sono più scuse.

Salviettine

È sicuramente il metodo più pratico, veloce e anche molto efficace: le salviettine sono già inumidite di prodotto e ne bastano un paio per rimuovere anche il trucco più ostinato. Questi prodotti, però, possono contenere ingredienti irritanti come tensioattivi e alcol, che finirebbero per alterare il pHdella pelle e causare arrossamenti. Nonostante oggi molte case cosmetiche propongano salviettine struccanti arricchite con oli e sostanze nutrienti, è bene considerare questo metodo non come la prassi, ma come l’eccezionequando proprio la stanchezza regna sovrana.

Acqua micellare

È il prodotto che negli ultimi anni ha rivoluzionato il beauty case delle donne. Dalla consistenza leggera e fresca, l’acqua micellare deve la sua forza alle micelle, delle piccole bolle che puliscono il viso e al tempo stesso lo idratano lasciandolo morbido. Con un paio di dischetti di cotone imbevuti di acqua micellare si inizia la pulizia dalle zone maggiormente truccate (come occhi e labbra), si lascia agire per un paio di secondi, poi si passa al resto del volto. Come scegliere fra i vari tipi di acque micellari? Quelle bifasiche con oli non sono indicate per chi ha la pelle tendenzialmente grassa, mentre per i tipi più sensibili sono consigliate quelle con agenti termali. A ogni modo, dopo aver pulito la faccia è sempre bene risciacquare con abbondante acqua tiepida.

I detergenti

Esiste, poi, una categoria di donne che non rinuncerebbe al proprio sapone per il viso: può andare bene, a patto che non secchi la pelle. Perciò, vanno privilegiate le formulazioni che non alterano lo strato idrolipidico della cute: schiuma leggera per le pelli miste; lozione in gel con ceramidi o glicerina per quelle più secche; detergenti arricchiti di microgranuli, con effetto scrub, per chi ha un viso a tendenza acneica. Gli esperti consigliano di bagnare un panno con acqua calda e tamponarlo sul viso, dopo la detersione, per dare tono alla pelle.

 

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  • venerdì, 29 Novembre 2019