La psicologia del rossetto: ecco che cosa racconta di te

Non chiamatelo solo make up. Il rossetto è (quasi) un presidio psicologico che aiuta a vedere il mondo meno grigio. E che racconta molto di noi e del mondo che ci circonda.

Altro che spread! Se volete sapere come stanno l’economia, i consumi e il morale della popolazione femminile guardate il loro (e il vostro) beauty case. Contate i rossetti, gli smalti, i mascara, i fard: se ce ne sono in abbondanza il vostro umore sta bene, il sistema economico un po’ meno. Perché, è dimostrato, in tempi di recessione i ‘beni di lusso accessibile’ vanno in controtendenza: piccoli piaceri che ci concediamo quando la crisi ci deprime. Gli esperti lo chiamano ‘lipstick index’, indice del rossetto – definizione coniata da Leonard Lauder, presidente di Estée Lauder, all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle nel 2001 -: più la recessione morde, più s’impenna la vendita di cosmetici.Perché darsi un tocco di fard o una passata di rossetto è come concedersi una carezza. E il mondo appare subito meno grigio.

D’altra parte, in tempi di crisi: «Sono le donne ad aver più che raddoppiato la quota di stress e quindi rivendicano maggiormente il diritto al benessere», spiega Enrico Finzi, sociologo e direttore di Astra Ricerche. «Al contrario di quello che si pensa, le donne usano i cosmetici per se stesse e non per gli altri. Spalmarsi una crema, aggiungere una pennellata di fard, indulgere allo specchio per un tocco di mascara o un velo di rossetto significa in realtà concedersi una carezza, gesto primario altamente simbolico di cui, in tempi così spenti e grigi, si sente particolarmente bisogno», aggiunge Finzi. E lo pensava anche la Royal Ordnance Factories che, durante la Seconda Guerra Mondiale, ordinò 1000 sterline di cosmetici per le donne al fronte perché, secondo il Governo, i cosmetici erano essenziali per le donne come il tabacco per l’uomo.

E infine, non è un caso se noi italiane, con altri 20 milioni di donne francesi, inglesi, tedesche e ungheresi, ovvero il 66% dell’universo femminile in età da trucco in Europa (dati Eurisko), continuiamo a colorarci la vita con smalti e rossetti.

Cosa dice di noi un rossetto e come si sceglie? 

Il rossetto è taumaturgico
Il rossetto, diversamente da altri prodotti di make up, ha un intrinseco potere taumaturgico (da “Thay Mata”, prodigio, miracolo, cosa meravigliosa), perché aiuta a risollevare lo spirito affranto, a dare fiducia in se stesse, a lenire le pene. Sarà la luce che dona al viso, sarà il colore che funziona da cromoterapia, qualunque sia il suo segreto, funziona! Una passata di rossetto, et voilà, ci si sente meglio.

Perché si usa il rossetto?
Lo sosteneva anche Coco Chanel: «Se siete tristi, se avete un problema d’amore, truccatevi, mettevi il rossetto rosso e attaccate». E lo sostiene una interessante ricerca condotta da AstraRicerche per Coty Beauty Italia nel 2012, non recente ma sempre attuale, secondo la quale «La motivazione principale di utilizzo del rossetto non è per ‘piacere agli altri’ (partner, uomini per i quali si prova interesse o anche amici, parenti, colleghi di lavoro) ma per piacere di più a se stesse, per essere più allegre, più forti e combattive, per rafforzare il proprio stile individuale e, di conseguenza, per stare meglio con se stesse e con gli altri», afferma Cosimo Finzi, Market Researcher di AstraRicerche.

Quando si vendono più rossetti?
Non è un caso che nei momenti più grigi le vendite dei rossetti aumentino, come rilevato dalla rivista scientifica americana Cosmetics and Toiletries Science Applied, secondo la quale nel 2013 in piena crisi economica, le americane risulta abbiano acquistato l’11 per cento di rossetti in più rispetto al 2012. Numeri simili anche in Inghilterra, dove l’aumento è dell’8%, mentre l’Italia si attestò su un +0,5% (dati di Cosmetica Italia). I dati di Cosmetica Italia relativi alle vendite di make up del 2017, segnalano un’ottima ripresa del trucco per le labbra con un +7,2. Che sia segno di crisi? 

Dateci un rossetto, cambieremo il mondo
Non si possono fare le rivoluzioni con un rossetto… O forse sì. Fu Coco Chanel a invitare le donne a smettere di comportarsi come le ‘unpainted ladies’ vittorianeche esibivano un incarnato di pesca, dalle sopracciglia depilate e con le vene azzurrine accentuate con la matita blu, come simbolo di nobiltà e virtù, e a truccarsi invece, per affermare la propria identità e determinazione. E fu Elizabeth Arden, nel 1912, a unirsi alle 15.000 donne che marciavano per i propri diritti invitandole a mettere un rossetto rosso fuoco.

Perché si sceglie quel colore
Le donne, quindi, usano il rossetto soprattutto per piacere a se stesse piuttosto che per “conquistare”. E questo incide anche sulla scelta del colore: «Ho trovato molto interessante anche il vero ‘arcobaleno’ di tonalità del rossetto indicato dalle intervistate quando abbiamo chiesto loro qual è il colore che meglio rappresenta il loro modo di essere: varietà di certo (si arriva perfino all’arancione e all’oro come colore più rappresentativo del proprio ‘essere’) ma anche alcune sorprese, a partire dal fatto che il gruppo di colori più indicato è quello costituito da beige/marroncino/cannella e che il rosso (scuro oppure vivo) è superato dal rosa delicato e dal rosa ‘pelle’. Quasi quasi non dovremmo più chiamarlo ‘rossetto’…», afferma Finzi.

Il rossetto dice molto di te
Le più giovani (15-24 anni) lo usano soprattutto nel weekend e la sera, mentre con l’avanzare dell’età il rossetto viene usato con regolarità. Le ‘rouge addicted’ sono le donne tra i 25 e i 35 anni, mentre le meno fedeli hanno tra i 35 e i 44 anni(quando l’impegno familiare e professionale è più alto, il rossetto è meno diffuso). Dalla ricerca condotta da Astra Ricerche per Coty, fra le user attuali di rossetto, emergono 5 categorie di donne: Distante, Basic, Ammaliatrice, Intensa, Fan assoluta. E tu che donna sei?

Distante
Senza una particolare passione ovvero donne che investono poco nel rapporto con il prodotto, che comunque non deve cambiare il loro stile e che serve esclusivamente per piacere più a se stesse. Usandolo si sentono comunque più curate e il loro colore preferito è il rosa nude, naturale.

Fan totale
Sono le donne che lo usano ogni giorno, ogni stagione, in qualsiasi momento della giornata, compreso quando fanno sport. E si caratterizzano anche per il frequente cambio di colore e di tonalità. Per loro il rossetto è polifunzionale, per piacere a se stesse ma anche per essere più sensuali e comunque per sottolineare il loro stile o addirittura per trasformarlo in certe occasioni. Lo usano perché si sentono più belle e più alla moda, più allegre e più forti e preferiscono i rosa, dal delicato all’acceso/fucsia, ma anche i toni del rosso. Al rossetto chiedono di tutto di più: dalla lunga durata, alla luminosità, alla morbidezza alla protezione.

Basic
Alla ricerca solo di un po’ di colore: sono donne che usano il rossetto moderatamente, in particolare per occasioni speciali. Più di giorno che di sera e più in primavera/estate, con tendenza a variare poco i colori: per loro il rossetto ha quasi esclusivamente lo scopo di dare colore o luce al volto e l’effetto che ha su di loro è di farle sentire più curate. Al lipstick chiedono soprattutto lunga durata e comfort. Il loro colori sono beige,  marroncino, ramato.

Intensa
Affermano il proprio io, ovvero user regolari, sia in situazioni formali (quali colloqui di lavoro) che informali (andare a fare la spesa); lo usano per piacersi di più, per essere più eleganti per mantenere labbra morbide e sane. Usandolo si sentono più attente all’estetica e alla moda, ma non più sexy. Dal rossetto vogliono lunga durata e luminosità del colore.

Ammaliatrice
User intermedie del rossetto, ovvero spesso ma non tutti i giorni, soprattutto di sera e nei week end e piuttosto fedeli a un colore. Il rossetto le deve aiutare a piacere di più al partner e usandolo si sentono più sexy e a volte anche più aggressive. Il loro colore è sicuramente il rosso (sia vivo sia scuro), arrivando fino al viola. Ciò che chiedono al rossetto è un colore non banale.

Come si sceglie il rossetto
Secondo i make up artist, il rosso perfetto si trova provandolo sulle labbra e non sulla mano, perché il colore della mucosa incide sul risultato finale e, inoltre, il tono dell’incarnato del viso non è mai uguale a quello delle mani. Proibito usare il tester degli espositori direttamente sulle labbra, of course… Il modo più semplice?Pulite delicatamente il rossetto tester con un  fazzolettino di carta, prelevate un po’ di colore con il dito medio e distribuitelo sulle labbra. Per testare un’altra nuance, pulite bene la bocca e ripetete l’operazione.

 

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  • mercoledì, 20 Febbraio 2019