Smalto semipermanente: fa davvero male alla salute?

Lo smalto semipermanente è un prodotto lanciato sul mercato della cosmetica nel 2010. Ormai non c’è più salone di bellezza ed estetista che proponga una manicure classica. Del resto chi ha provato questo tipo di smalto o una ricostruzione con il gel, difficilmente tornerà indietro.

I vantaggi dello smalto semipermanente sono molteplici. La durata è notevolmente superiore rispetto a quelli tradizionali, di circa 3 settimane, e i colori risultano davvero brillanti e compatti. Inoltre, non c’è la necessità di recarsi in un salone di bellezza, perché il kit è acquistabile nei negozi specializzati anche da privati.

Pur avendo moltissimi punti a favore, l’applicazione dello smalto semipermanente può avere anche qualche contro. Un passaggio inevitabile è quello dell’asciugatura tramite una lampada a raggi UV, conosciuti per la loro pericolosità. Inoltre, anche i solventi chimici e i componenti degli smalti possono provocare delle reazioni allergiche. Quindi, il semipermanente è davvero sicuro come si pensa o sarebbe meglio evitarlo?

Scopriamo insieme se davvero gli smalti semipermanenti sono nocivi per la salute.

1) La prevenzione
Per prevenire la fragilità dell’unghia e l’invecchiamento precoce della pelle è importante adottare delle semplici accortezze ogni qual volta si vorrà applicare lo smalto semipermanente. Per prima cosa si dovranno sempre utilizzare prodotti di buona qualità e mai su zone irritate o arrossate. Inoltre, gli strumenti utilizzati nei centri professionali dovranno sempre essere sterilizzati e confezionati singolarmente. Applicare una protezione solare o indossare dei guanti che lascino solo scoperta l’unghia durante il trattamento, diminuirà il rischio di invecchiamento cutaneo e di melanomi. In linea generale è importante non eccedere con le applicazioni, preferibilmente solo 1 volta al mese, e le conseguenti esposizioni ai raggi dei fornetti. Inoltre, tra una manicure e l’altra sarebbe buona abitudine attendere almeno 1 settimana per far respirare l’unghia. Infine, per evitare le micosi dell’unghia è necessario asciugarle bene dopo ogni lavaggio.

2) Cosa fa davvero male?
Sotto accusa sono soprattutto i prodotti che si utilizzano per rimuovere lo smalto semipermanente. Perché le radiazioni UV emanate dalla lampada per l’indurimento dello smalto risultano a basso dosaggio, quindi presentano una lieve probabilità di causare effetti cancerogeni. Per questo motivo, i veri colpevoli risultano essere i prodotti scadenti utilizzati e una rimozione scorretta dello smalto. Infatti, la lima utilizzata per togliere il semipermanente, se usata in modo errato, può provocare degli sfaldamenti dell’unghia e ridurne lo spessore. Inoltre, le sostanze chimiche, come ad esempio la formaldeide, possono provocare reazioni allergiche sia alla pelle sia all’unghia. Infine, anche i solventi utilizzati per favorire la stesura e l’asciugatura più rapida dello smalto possono danneggiare la lamina ungueale provocando anche fastidiose irritazioni cutanee.

3) I pareri scientifici
Uno studio scientifico pubblicato recentemente sulla rivista Jama Dermatology sostiene che ci siano dei rischi. Certi tipi di tumore e l’invecchiamento cutaneo delle mani e delle unghie, sarebbero correlati all’esposizione dei raggi UV delle lampade per l’asiugatura. Infatti, gli esperti della Georgia Regents University di Augusta, negli Stati Uniti, hanno evidenziato come queste radiazioni nocive siano in grado di penetrare all’interno della pelle, provocando così dei danni al DNA delle cellule che potrebbero sviluppare dei melanomi. Un altro parere è quello dello scienziato Doug Shoon. Secondo lui, i reali fattori di rischio siano in realtà connessi ai prodotti scadenti e all’uso eccessivo del semipermanente. Invece, secondo il dermatologo dell’Università Cattolica di Roma, Leonardo Celleno, il rischio più concreto è quello di rendere più fragile l’unghia a causa dei prodotti utilizzati per rimuovere lo smalto.

4) Cos’è?
Lo smalto semipermanente è una via di mezzo tra la ricostruzione unghie in gel e lo smalto tradizionale, decisamente più difficile da far asciugare. A differenza di quest’ultimo, il semipermanente è un prodotto fotoindurente. Questo significa che per asciugare necessita di una lampada specifica a raggi UV, in quanto la sola esposizione all’aria non è sufficiente. Il vantaggio dell’applicazione di questo tipo di smalto è la durata. Infatti, il semipermanente resta inalterato per 2-3 settimane per le mani e fino a 1 mese se applicato sui piedi. Inoltre, al contrario della ricostruzione unghie che deve essere praticata in un salone specializzato da mani esperte, l’applicazione dello smalto semipermanente può essere fatta anche a casa in totale autonomia, avendo a disposizione tutte le attrezzature e i prodotti necessari per questo tipo di manicure.

 

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  • martedì, 13 Giugno 2017