Troppo sole per un bimbo su 4, e almeno il 15% non usa creme

Se in Italia un bambino su 4 si brucia al sole almeno una volta, almeno il 15% delle persone non usa creme o protezione da raggi solari, esponendo la propria pelle al rischio di melanoma, tumore causato delle radiazioni Uv, che colpisce sempre più individui tra i 20 e i 30 anni.

Sono questi i dati di uno studio che accompagna la campagna di prevenzione ‘Il Sole per amico’, promossa da Imi-Intergruppo Melanoma Italiano, con la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, il patrocinio del Ministero della Salute e dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), e il contributo di Merck & Co. L’iniziativa si è conclusa ieri con un evento al Ministero dell’Istruzione al quale hanno partecipato, tra gli altri, anche il responsabile salute del Pd, Federico Gelli, e il sottosegretario di Stato al Miur, Vito De Filippo.

Si è trattato di un progetto educazionale sulla corretta esposizione al sole per gli alunni delle scuole primarie e le loro famiglie, che dal 2015 ha coinvolto 300 scuole di 11 Regioni, circa 50.000 alunni e oltre 4.000 docenti e che ha avuto come testimonial Licia Colò.

Nell’ambito del progetto insegnanti e specialisti hanno tenuto lezioni a cui hanno fatto seguito attività in classe gestite dagli insegnanti, che si sono avvalsi di supporti cartacei e multimediali, compreso un sito web. Parallelamente, Imi e Gised-Gruppo Italiano Studi Epidemiologici in Dermatologia hanno condotto uno studio epidemiologico su oltre 12.000 bambini e le rispettive famiglie e sono stati inoltre i due concorsi che hanno coinvolto migliaia di bambini nella realizzazione di disegni, temi, recite ispirati ai contenuti della campagna. “La campagna e il progetto educazionale ‘Il Sole per amico’ sono stati voluti da IMI per contrastare la diffusione del melanoma, che sta diventando sempre più frequente tra i giovani adulti di 20-30 anni di età, e ormai rappresenta il secondo tumore per incidenza nella popolazione maschile e il terzo in quella femminile al di sotto dei 50 anni” ha affermato Giuseppe Palmieri, presidente Imi.

“Questa campagna di sensibilizzazione sulla prevenzione primaria, tra le più importanti mai realizzate in Italia, ha insegnato a bambine e bambini delle scuole elementari le regole fondamentali per l’esposizione al sole– ha dichiarato Paola Queirolo, ideatrice della campagna e presidente uscente Imi- in modo da ridurre il rischio che sviluppino melanoma in età adulta”.

I bambini rappresentano la fascia di popolazione più a rischio per il melanoma: le scottature prese nell’infanzia sono un fattore di rischio perché la pelle ‘memorizza’ il danno ricevuto e può innescare il processo patologico anche a diversi anni di distanza. Per questo le scuole primarie sono state il canale naturale per raggiungere il i bambini e coinvolgere le loro famiglie. L’iniziativa dell’Imi ha visto anche il coinvolgimento anche del mondo politico: “Ho accettato di presentare la campagna ai miei colleghi parlamentari- ha detto Federico Gelli- perché sono pienamente consapevole dell’impatto del melanoma, un tumore della pelle troppo spesso sottovalutato che rappresenta una crescente emergenza socio-sanitaria. Bisogna riservare altrettanto impegno ad altre forme di prevenzione delle patologie oncologiche, come le vaccinazioni, nonché al momento della cura di queste patologie, sostenendo scelte di politica sanitaria che aiutino i medici e i pazienti garantendo loro un accesso equo alle terapie innovative”.

“‘Il Sole per amico’ è una campagna di prevenzione primaria, ha l’obiettivo di ridurre l’incidenza del melanoma spiegando i danni che provocano i raggi ultravioletti. Quindi spiegando come noi possiamo ridurre i danni sulla nostra cute, conoscere noi stessi: qual è il nostro fototipo, qual è il nostro colore, la sensibilità che abbiamo ai raggi uv. E quindi mettere in atto dei comportamenti adeguati per ridurre l’incidenza della malattia, che in forte aumento soprattutto della popolazione bianca occidentale”, ha spiegato il presidente Imi, Giuseppe Palmieri, a margine della conferenza stampa di chiusura della campagna di prevenzione “Il Sole per amico”. “I ragazzi- ha aggiunto- sono quelli più recettivi. Se facciamo arrivare il messaggio con la giusta maniera, quindi con una cartoni animati, animazioni ad hoc, possiamo raggiungere l’obiettivo di sensibilizzarli per un comportamento che dovranno avere nel corso della vita”.

Sui risultati dello studio epidemiologico condotto da Imi e Gised è intervenuto il presidente Centro Studi Gised, Luigi Naldi. Si tratta di un’indagine sulla consapevolezza del melanoma e della corretta esposizione al sole nella popolazione, dal quale emerge che il 25,5% dei bambini ha riportato almeno una scottatura solare nel corso della vita, con una maggiore incidenza tra gli alunni del Sud e le isole (28,2%) e il 9,4% dei bambini almeno una scottatura nei dodici mesi prima della rilevazione. Circa l’85% del campione utilizza qualche volta o sempre creme solari, il 73,5% il cappellino, il 73,6% la maglietta, il 54,2% gli occhiali da sole. Permane quindi uno “zoccolo duro” di popolazione (circa il 15%) che manifesta livelli non adeguati di consapevolezza e comportamenti non idonei riguardo all’uso di lettini abbronzanti, protezione solare e storia di conseguenti ustioni. “La ricerca è stata fatta per capire come e quanto si potesse influire sulle modalità di esposizione al sole dei bambini attraverso un intervento educativo- ha detto Naldi- Quello che si è visto e che buona parte dei bambini ha un buon grado di protezione dal sole ma esiste un 20% che comunque tende ad essere esposto in maniera eccessiva al sole e un’9% dei bambini che avuto ustioni nell’ultimo anno. La percezione del rischio c’è nella stragrande maggioranza delle famiglie, ma c’è comunque una quota dove questa percezione non esiste, spesso strati più svantaggiati della popolazione persone con un livello di istruzione o economico più basso”. Naldi ha poi elogiato i risultati della campagna “Il sole per amico”, aggiungendo che “in futuro le strategie per aumentare la consapevolezza si dovranno distribuire nel lungo periodo con interventi più continuativi nel tempo, che facciano un ottimale uso degli strumenti attualmente disponibili, ossia i nuovi media e i social, per trasmettere nuovi modelli di comportamento”.

“Come sempre, la scuola italiana quando viene sollecitata si dimostra essere un luogo aperto e capace di interagire su iniziative importanti. Questa è sicuramente decisiva per i bambini perché la scuola non è solo luogo di apprendimento e di formazione ma anche luogo dove si possono acquisire elementi importanti anche in termini di prevenzione che potranno servire nella vita”, ha detto il sottosegretario all’Istruzione, Vito De Filippo, in merito alla campagna di prevenzione del melanoma “Il Sole per amico”.

 

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  • mercoledì, 22 Marzo 2017