Sole amico o nemico? Le malattie della pelle che temono l’abbronzatura

Acne, eczema, psoriasi, cuperose e vitiligine: come gestirle quando ci si espone ai raggi solari.

Il sole può essere un nostro grande alleato, a patto di essere consapevoli di tutti i rischi che esso può comportare per il nostro organismo. Conoscere le regole da seguire in caso di esposizione ai raggi solari e comportarsi di conseguenza è quindi fondamentale, soprattutto in presenza di condizioni dermatologiche che dalla luce potrebbero trarre beneficio ma anche peggiorare. Quando esporsi al sole e quando è meglio non farlo? Lo abbiamo chiesto al professor Santo Raffaele Mercuri, primario di Dermatologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele a Milano, centro di riferimento per la diagnosi e il trattamento della vitiligine e per la diagnosi e la terapia della psoriasi attraverso l’impiego di farmaci biologici e laser.

ACNE: I BENEFICI DELL’ELIOTERAPIA

L’acne, che affligge milioni di giovani, d’estate può migliorare ma anche peggiorare. «L’esposizione ai raggi solari fa bene alla pelle con acne in piccole quantità e durante le ore meno calde, come la mattina prima delle 11 e il pomeriggio dopo le 17» spiega il professor Mercuri. «I raggi UV abbassano la reattività della pelle acneica e diminuiscono l’infiammazione».

È necessario prestare attenzione a fototipi chiari (1 e 2): le pelli acneiche chiare che non si abbronzano ma si scottano non beneficeranno dei raggi solari che, al contrario, andranno a peggiorare la situazione aumentando la cheratinizzazione della pelle, già disturbata in caso di acne.

«L’ispessimento dello strato corneo della pelle ostruirà i pori, con una conseguente riacutizzazione dei disturbi», spiega lo specialista. Un peggioramento della condizione è possibile anche in caso di clima caldo umido. Che fare dunque? «Esporsi quando il sole è meno forte, usare una crema o un gel specifico per pelli acneiche – spiega il professore – mangiare frutta e verdura, limitare latticini, pizze e focacce, detergere bene il volto due volte al giorno».

ECZEMA: SÌ ALL’ESPOSIZIONE GRADUALE

Il termine eczema deriva dal greco «eczeo» che significa bollire. È questa una condizione di massima reattività verso delle sostanze generalmente innocue; ha carattere infiammatorio e causa rossore, gonfiore e prurito sulla superficie cutanea. Per questa ragione il sole, inibendo la normale capacità di reazione della pelle, porta ad un certo miglioramento, sempre nel rispetto delle norme di protezione e di un’esposizione graduale.

PSORIASI: SOLE E MARE BINOMIO PERFETTO

Sono circa 5 milioni gli italiani che soffrono di psoriasi, malattia alquanto complessa che coinvolge la pelle – con ispessimento, desquamazione, eritema – ma anche l’intero organismo e vari altri aspetti della vita del paziente. Il sole inibisce la produzione delle cellule dell’epidermide, aiutando così una pelle già spessa e con placche. «Se al sole, preso con cautela nelle ore migliori, si abbinano dei bagni al mare, con l’effetto peeling che se ne ricava si possono ottenere dei risultati sorprendenti, superiori a quelli di molte creme» assicura il professor Mercuri, che ricorda di sospendere sempre l’assunzione di farmaci per uso topico quando ci si espone.

COUPEROSE E ROSACEA: IL SOLE È VIETATISSIMO

Cappelli a falde larghe o con visiera, ombrelloni, protezione solare totale non devono mai mancare nell’equipaggiamento di chi soffre di couperose e di rosacea. Costoro devono evitare il più possibile la luce solare, ma anche il vento e gli sbalzi di temperatura, perché «se è vero che un certo beneficio potrebbe derivare dall’azione antibatterica del sole contro il demodex folliculorum, batterio coinvolto nella rosacea, complessivamente però l’azione vasodilatatrice del sole è nociva per una pelle così delicata, fragile e reattiva».

VITILIGINE: IL SOLE STIMOLA LA PRODUZIONE DI MELANINA

La vitiligine è una malattia multifattoriale che colpisce 2,5 milioni di italiani e 100 milioni di persone nel mondo. Questo disturbo immunologico, per il quale spesso c’è una predisposizione ereditaria, consiste in un’aggressione verso i melanociti, le cellule che producono la melanina, il pigmento che da colore alla pelle; laddove la pelle ne rimane priva presenta delle chiazze bianco latte (macchie ipocromiche). «Il sole fa bene, perché stimola la produzione di melanociti» spiega il professor Mercuri, nel cui centro di riferimento al San Raffaele per il trattamento della vitiligine si utilizzano proprio i raggi UVB da fonte artificiale, con apparecchiature laser di ultima generazione. «Massima attenzione deve essere posta nel proteggere le macchie ipocromiche – spiega il dermatologo – ma sul resto del corpo può essere utilizzato un fattore di protezione medio, proprio per permettere al sole di esercitare la sua azione di stimolo».

ATTENZIONE A FARMACI, INTEGRATORI E COSMETICI

Numerose sostanze, assunte oralmente o applicate localmente sulla cute, possono aumentare la fotosensibilità e dare origine a reazioni fotoallergiche, ovvero reazioni simili a quelle allergiche causate dall’interazione con la luce solare. Ad esempio, gli antibiotici, i farmaci per il controllo della pressione, gli anticontraccettivi, i diuretici, i cortisonici e i lassativi, ma anche gli integratori come l’iperico e l’imperatoria. «Attenzione anche alle allergie che possono essere scatenate da prodotti cosmetici, schiume da barba, profumi, emulsioni – spiega il professor Mercuri – Non tutti sanno, infatti, che molti composti che potrebbero sembrare innocui, come carciofi, angelica, limone, carote, prezzemolo, possono invece scatenare queste reazioni quando c’è un’esposizione prolungata e intensa alla luce solare».

BAMBINI: MASSIMA CAUTELA SEMPRE E COMUNQUE

Un’ultima raccomandazione, che dovrebbe essere ormai nota a tutti, riguarda i bambini. L’appello del professore è «I bambini sotto i due anni, il cui sistema immunitario non è ancora matura, sono particolarmente vulnerabili: non devono mai essere esposti in modo diretto al sole tra le ore 11 e le 17 e devono sempre essere protetti dalla luce solare con degli abiti chiari e con uno schermo di protezione totale». Il legame tra le scottature infantili e i tumori della pelle in età adulta e l’abbondante letteratura sui danni provocati da un’esposizione irresponsabile ci insegnano che ostinarsi ad ignorare sistematicamente le indicazioni dei medici può essere molto rischioso.

 

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  • venerdì, 12 Agosto 2016