Tumore al seno, una ‘membrana biologica’ per restituire bellezza e autostima alle donne

A Trieste il convegno Estetica in oncologia per aiutare le persone che devono riprendere la vita sociale e lavorativa.

Quando le terapie per combattere un tumore sono terminate, l’immagine allo specchio non è delle migliori. Interventi chirurgici e farmaci hanno lasciato inevitabilmente il segno. Una situazione che può portare problemi psicologici quando si ritorna ad affrontare la vita quotidiana. Al problema è dedicato il congresso GIST (Gruppo italiano di studio sulle tecnologie) “Estetica in oncologia”, il 25 giugno a Trieste. L’evento è preceduto, oggi 24 giugno, da una tavola rotonda per un confronto multidisciplinare tra chirurghi plastici, medici estetici e oncologi.

Benessere psico-fisico. “In questi ultimi anni è totalmente cambiato il concetto di salute: non più inteso come assenza di malattia ma come benessere psico-fisico che nasce dalla piena integrità e percezione del proprio corpo – spiega Francesco Dell’Antonia, dell’ Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica di Treviso diretta dal Giorgio Berna e tra i relatori del Congresso d Trieste – Nella pratica clinica le varie specialità lavorano insieme per ripristinare quanto prima ciò che è stato asportato a causa di un tumore. La donna deve riappropriarsi nel più breve tempo possibile del proprio seno e della propria femminilità. Proprio per venire incontro a queste esigenze, si cerca sempre più di eseguire l’intervento in tempo unico, associando alla fase oncologica una ricostruzione immediata. In questo modo si riducono i tempi di degenza e di conseguenza i costi, con grande vantaggio per la donna che si vede e si sente guarita”.

Le tecniche. Sono le tecniche chiamate “one stage”, ossia le procedure chirurgiche che in una sola volta eseguono la ricostruzione del seno con protesi e membrana biologica o l’utilizzo di lembi autologhi. In alternativa il seno viene ricostruito in un’operazione successiva. Per il tipo di intervento di rimodellamento più adatto, e per la sua tempistica, non esistono regole assolute: per ogni donna va scelta la strategia più adatta. Un esempio di tecnica “one stage” viene eseguita nel centro ospedaliero di Treviso. L’ospedale veneto nel 2012 , in collaborazione con il Breast Care – North Bristol NSH Trust in Gran Bretagna, ha ideato la tecnica detta Braxon. Il sistema permette una ricostruzione fisiologica del seno con risparmio del muscolo pettorale, riduzione del dolore e veloce ritorno alle abituali attività. Viene utilizzato materiale biologico, cioè di origine animale.

Un impianto ‘nascosto’. “E’ innovativa perché oltre a rispettare il muscolo pettorale, prevede il completo avvolgimento della protesi con tessuto biologico. – spiega il dottor Dell’Antonia – .In questo modo l’organismo non ‘vede’ l’impianto come qualcosa di estraneo, e pertanto si ha una netta riduzione dei fenomeni di fibrosi peri-protesica, molto diffusi con la tecnica tradizionale. Più di mille casi sono stati realizzati in Europa, con un follow-up a quattro anni privo di complicanze. Le tecniche ‘mini invasive’ sono applicabili a un grande numero di casi nella moderna senologia. Grazie alla diffusione della diagnosi precoce e agli esami di screening mammografico, si scoprono tumori sempre più piccoli, che permettono una mastectomia conservativa e la ricostruzione immediata con queste procedure”.

La pelle. Fra le priorità dopo una malattia c’è anche quella di restituire alla pelle un aspetto piacevole. “Le necessarie terapie farmacologiche causano spesso fotoinvecchiamento e altri danni ai tessuti cutanei. Anche le cicatrici sono uno sgradito ricordo che si vorrebbe cancellare. Recuperare un bell’ aspetto è un’esigenza molto importante da punto di vista dell’autostima. Soprattutto nel momento in cui si riprende l’attività sociale e lavorativa. Abbiamo richieste di filler, trattamenti di biorevitalizzazione dei tessuti, laser per le cicatrici o interventi contro l’ipertricosi che può insorgere dopo l’uso di alcuni farmaci”, spiega Afferma Bruno Bovani, chirurgo plastico, presidente GIST. “E’ quindi molto importante che ci sia un confronto tra la medicina estetica e l’oncologia, per trovare punti fermi condivisi – aggiunge Bovani – . Questo dialogo tra specialisti è iniziato lo scorso anno a ottobre al Festival della Scienza a Genova. E abbiamo deciso di riprendere lo scambio di opinioni e valutazioni di lavori scientifici. I temi della tavola rotonda di quest’anno? Ad esempio, se i farmaci biologici utilizzati nelle terapie antitumorali possano rendere controindicato ogni trattamento medico estetico con sostanze iniettabili. E gli elementi critici che sconsigliano qualunque trattamento medico estetico in un paziente oncologico”.

 

PDF Gli appuntamenti del convegno Estetica in oncologia

 

Il colorito. “La medicina estetica può intervenire per restituire alla pelle un aspetto normale, in modo che la malattia non sia evidente per il colorito spento del paziente – aggiunge la dottoressa Rossana Castellana, presidente e organizzatrice del

Convegno – I relatori presenti illustreranno le recenti tecniche micro- invasive di medicina estetica che possono dare a chi si guarda allo specchio un’immagine gradevole e sana. Un fattore che è di grande aiuto psicologico”.

 

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  • martedì, 7 Giugno 2016