Una donna con il cancro ha anche problemi di aspetto: i progetti per aiutarla

Guidate dall’Ospedale San Raffaele di Milano iniziative per supportare le persone malate. Tre step fondamentali per affrontare la perdita dei capelli e il cambiamento fisico.

La priorità è rappresentata dall’individuazione delle cure più efficaci. Ma per una donna colpita da un tumore – quello al seno rimane il più frequente: 48mila le nuove diagnosi realizzate nel 2014 – anche le ricadute psicologiche sono notevoli e si riflettono soprattutto sulle conseguenze estetiche che la malattia spesso comporta.

È da questa presa di coscienza che negli Anni 80 è nata la psiconcologia, una branca della psicologia sviluppatasi con l’obiettivo di avvicinare la cura della mente a quella del corpo. Dopo anni di osservazione degli effetti, la svolta è avvenuta. Oggi le più importanti strutture ospedaliere hanno unità specializzate di psiconcologia che aiutano le pazienti a «metabolizzare» gli effetti collaterali della malattia e a convivere con essa. Come da anni ripete Umberto Veronesi, il leit-motiv è cambiato: non si cura più la malattia, ma la persona. La parola d’ordine è «umanizzare» le cure.

DONNE ALLO SPECCHIO AL SAN RAFFAELE DI MILANO

È con questo obiettivo che nel 2013 è nato il progetto Salute allo Specchio (www.saluteallospecchio.it). A volerlo con decisione l’Ospedale San Raffaele di Milano (i servizi di psicologia clinica e della salute, l’unità operativa di ginecologia e ostetricia e il dipartimento di oncologia medica), la medesima università e l’Associazione Volontari Ospedalieri di Segrate Onlus. La priorità dell’iniziativa – riservata alle donne in cura nella struttura che sorge alle porte del capoluogo meneghino – è quella di realizzare un intervento di supporto psicosociale alle pazienti con una malattia oncologica in corso di trattamento.

«L’intervento è indirizzato all’insegnamento di tecniche e strategie per gestire dal punto di vista estetico gli effetti collaterali delle terapie che impattano sull’aspetto fisico – afferma la psicoterapeuta Valentina Di Mattei, ricercatrice universitaria al San Raffaele e ideatrice di Salute allo Specchio -. Ciò permette di gestire meglio gli effetti collaterali dei trattamenti, di migliorare la qualità di vita percepita, l’adattamento alla malattia e alle cure e riduce gli stati ansiosi e depressivi».

LA STRUTTURA DEL PROGETTO

Dopo un colloquio individuale, il progetto si articola in una serie di tre incontri di gruppo nel corso dei quali vengono insegnate tecniche e strategie per gestire dal punto di vista estetico gli effetti collaterali delle terapie.

Il primo appuntamento si apre con il fotografo che ritrae le pazienti prima dei trattamenti di bellezza. Tocca poi a una truccatrice illustrare – e mettere in pratica – le tecniche e le strategie di make-up. In questa fase entrano in scena anche i professionisti della Clinica della Parrucca, chiamati a individuare il modello più appropriato per ogni paziente, e le stylist, cui è affidata la dimostrazione di come utilizzare e indossare il foulard (con o senza la parrucca).

La seconda giornata è invece dedicata alla pelle ed è gestita da specialiste in estetica oncologica. In primis una lezione sulle corrette modalità per prendersene cura durante le terapie oncologiche, successivamente la pratica e alcune indicazioni per valorizzare il proprio aspetto.

La terza giornata è un momento di condivisione dell’esperienza vissuta ed è condotta dalle psicologhe presenti agli incontri. «Si tratta della fase più importante, perché aiuta ciascuna delle partecipanti a inserire l’esperienza all’interno della propria storia di cura e personale», racconta Giorgia Mangili, responsabile dell’unità di oncologia ginecologica del San Raffaele. «Il confronto con altre donne che stanno vivendo un’esperienza simile offre un contesto in cui si condividono i vissuti e le emozioni e meglio si comprendono i sentimenti e i pensieri legati alla malattia».

UN TURBANTE PER LA SALUTE ALLO SPECCHIO

«Perderò i capelli?». «Non avrò più la forza di guardarmi allo specchio?». Sono queste le domande più ricorrenti che una donna, dopo aver ricevuto una diagnosi di tumore, rivolge spesso agli specialisti. Da qui l’idea maturata negli ultimi anni, e condivisa all’interno della comunità scientifica, di sostenere, anche in un momento difficile come quello delle cure oncologiche, l’estetica. Il tema sta oggi a cuore pure alle aziende, se Mantero Seta, eccellenza tessile comasca, ha realizzato il turbante Vita in diverse fantasie e colori. Lo stesso sarà infatti protagonista di una serie di scatti che saranno esposti martedì e mercoledì (10 e 11 maggio) negli spazi della Triennale di Milano, realizzati dal fotografo Guido Taroni. Volutamente fatti indossare a donne sane, coi turbanti si vuole valorizzare la bellezza e la femminilità di ogni donna: da qui il legame con il progetto Salute allo Specchio.

INIZIATIVE A SOSTEGNO DELLE DONNE CON TUMORE

Che l’attenzione emotiva nei confronti delle donne malate di tumore – e in generale nei confronti di tutti i pazienti oncologici – sia cresciuta negli ultimi anni lo dimostrano diverse iniziative. Dal 2013 l’Associazione Professionale di Estetica Oncologica organizza corsi mirati a diffondere le «conoscenze teoriche e pratiche necessarie per effettuare trattamenti di benessere e di bellezza su persone in terapia oncologica, a ogni stadio della malattia» e a oggi sono quasi cento le estetiste formate.

È una realtà consolidata pure La Forza e il Sorriso, un programma attivo sul territorio nazionale che prevede l’organizzazione di laboratori di bellezza rivolti a donne affette da tumore. È cronaca di pochi giorni fa, invece, l’iniziativa di venti adolescenti di Altamura (Bari) – grazie alla collaborazione nata tra la scuola media «Ottavio Serena» e «Una stanza per il sorriso onlus», che nel reparto di oncologia dell’ospedale locale supporta le pazienti – che hanno tagliato i propri capelli affinché gli stessi fossero donati per la realizzazione di parrucche da riservare a un gruppo di malate oncologiche. Simile l’operazione che sempre nella provincia pugliese (a Santeramo) viene portata avanti da Un Angelo per capello, attraverso cui vengono donate parrucche alle donne che non possono permettersi di acquistarne una. Sentirsi belle (anche) con un tumore oggi si può.

 

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  • martedì, 17 Maggio 2016