Dal bicarbonato di sodio all’aceto di mele, tutti gli errori del fai-da-te sulla pelle

Solo perché alcuni trattamenti di bellezza sono a base d’ingredienti naturali, non significa che siano anche senza rischi: al contrario, possono spesso scatenare reazioni di tipo irritativo o allergico, con gravi danni alla cute. Molte persone sono solite cercare i consigli di bellezza su Google, convinte che il “passaparola” della rete e i trattamenti naturali giovino sempre alla pelle. In realtà è spesso vero il contrario e, come avverte la dottoressa Cristiana Colonna, Responsabile dell’Ambulatorio di Dermatite atopica del reparto di Dermatologia Pediatrica del Policlinico di Milano, «è bene non confondere “naturale” con “innocuo”, perché non è affatto vero che ciò che prendiamo dalla natura e applichiamo poi sulla pelle sia sempre sicuro al cento per cento. Al contrario, può capitare che questo prodotto “tutta natura” scateni reazioni di tipo irritativo o, ancor peggio, allergico, sia per il costituente naturale stesso del prodotto in questione che per il veicolo nel quale viene miscelato».

Usare l’amamelide come astringente

È il caso dell’acqua di amamelide, un antinfiammatorio naturale usato spesso come astringente nei trattamenti fai-da-te: «Quello che però le persone non sanno – spiega ancora la dottoressa Colonna – è che questa pianta viene spesso distillata in una base alcolica che, se applicata sulla pelle, può causare estrema secchezza e desquamazione». Non bastasse, la fragranza naturale che la compone è l’eugenolo, che è un potente irritante.

Ricorrere al limone per schiarire la pelle

Adorato dai guru della bellezza fai-da-te come miglior rimedio schiarente presente in natura, in realtà questo frutto è l’incubo di ogni dermatologo, perché il suo pH 2 può danneggiare gravemente il pH naturale della pelle, che è compreso fra 4 e 5, mentre l’elevata componente acida finisce per erodere il film protettivo dell’epidermide. E se tutto questo non fosse già sufficiente a sconsigliarne l’utilizzo, è bene sapere che il limone aumenta anche la sensibilità al sole, provocando dolorose vesciche e scolorimenti cutanei che possono durare diversi mesi. Riassumendo: il limone è perfetto nel tè, ma non in faccia.

Scegliere la maionese come maschera di bellezza

La maionese andrà bene per i panini (con moderazione), ma per la pelle assolutamente no. «La composizione oleosa della maionese esercita un’azione occlusiva sui follicoli – sottolinea infatti la dermatologa milanese – e questo può favorire la formazione di “comedoni” o “tappi di sebo”, spianando così la strada all’acne». Meglio invece sfruttare i grassi della maionese per fare un impacco idratante per i capelli o come rimedio per le estremità screpolate, come consiglia anche la dermatologa Rebecca Tung della Loyola University.

Utilizzare le uova per rendere la pelle più tesa

Le proteine delle uova sono un toccasana per il tono e l’elasticità cutanea, tanto che molti istituti di bellezza propongono trattamenti per il viso a base di albume d’uovo, che non solo distendono la pelle ma ne aumentano anche la luminosità e minimizzano le piccole rughe. Mai come in questo caso, però, è bene lasciar perdere il fai-da-te, per non correre rischi di possibili intossicazioni alimentari: gli albumi contengono infatti il batterio della salmonella, che se accidentalmente ingerito durante l’applicazione del composto sul viso, può avere conseguenze gravi per la salute.

Sostituire il deodorante con l’aceto di mele

Sempre più persone sono restie ad usare i deodoranti a causa del possibile legame (per la verità ancora tutto da accertare) fra il cloruro di alluminio e il cancro al seno. Di conseguenza, gli anti-traspiranti naturali stanno diventando sempre più popolari e l’aceto di mele viene comunemente usato come base deodorante per le sue proprietà antibatteriche e assorbi odori. Sebbene il rimedio non sia dannoso per la pelle, in questo caso la perplessità è più di tipo pratico, perché l’aceto di mele non ha affatto un buon odore e, oltre tutto, è pure difficile da mascherare, anche aggiungendo l’olio essenziale preferito. Non bastasse, secondo la dottoressa Tung non sarebbe poi nemmeno così utile a fermare il sudore.

Esfoliare il viso con la cannella

Perfetta nei dolci, decisamente meno in faccia. «Spezie come la cannella e il peperoncino hanno un’azione vasodilatatrice – mette in guardia la dottoressa Colonna – quindi il contatto con la cute, soprattutto in zone sottili come la regione periorale e perioculare del volto, può scatenare una reazione infiammatoria, che si traduce in una dermatite di tipo irritativo, ma può anche arrivare ad una vera e propria ustione chimica».

Disinfettare la pelle con l’acqua ossigenata

Classico rimedio per pulire escoriazioni e graffi, in realtà l’acqua ossigenata svolge il suo lavoro nel modo corretto solo la prima volta. Essendo infatti tossica per la pelle, continuare a rinnovarne l’applicazione provoca l’effetto contrario: ovvero, la ferita e la pelle circostante non guariranno mai.

Esfoliare la pelle col bicarbonato

Ci sono moltissimi rimedi della nonna che possono regalare una pelle luminosa, ma il bicarbonato di sodio non è certo uno di questi. «Molti dermatologi consigliano spesso delle soluzioni a base di acqua e bicarbonato di sodio da utilizzare sotto forma di impacco per alzare il pH cutaneo e rendere così ostile l’ambiente alla sopravvivenza della candida – spiega ancora la dottoressa Colonna – ma ciò non significa che usare lo stesso impacco come esfoliante per il viso vada altrettanto bene. Infatti è vero il contrario, perché si va ad alterare il normale pH della cute, creando così cambiamenti nella flora cutanea resistente, che possono favorire il proliferare di alcuni germi, a discapito di altri».

Applicare il dentifricio sui brufoli

Trattamento fra i più gettonati quando si tratta di soluzioni fai-da-te per accelerare la scomparsa dei brufoli, in realtà ha delle controindicazioni da non sottovalutare. «Contenendo perossido d’idrogeno, il dentifricio potrebbe in effetti agire come antisettico – avverte l’esperta – e spingere così i ragazzi ad applicarlo sui foruncoli. Non va però dimenticato che in genere il dentifricio contiene anche altri ingredienti, fra cui i disinfettanti (come ad esempio il triclosano) che, a contatto prolungato sulla pelle, possono causare irritazioni anche gravi. In altre parole, il foruncolo passa, ma lascia spazio alla dermatite».

 

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  • martedì, 3 Maggio 2016