Piemonte: 16 centri di riferimento per il tumore al seno

La partecipazione al convegno “Tumore al seno e breast unit in Piemonte”, organizzato il 19 febbraio nell’Istituto Rosmini di Torino dall’associazione Europa Donna Italia, che da anni si occupa di tutelare gli interessi delle donne per la prevenzione e cura di questa patologia, ha fornito all’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, l’occasione per ricordare che “il Piemonte è stata la prima Regione italiana ad individuare, con apposita delibera, i centri di riferimento per il trattamento delle patologie oncologiche.

“Un provvedimento molto importante – ha proseguito Saitta – e non solo sotto il profilo organizzativo e della razionalizzazione del sistema, ma soprattutto dal punto di vista della qualità delle cure: individuare i centri di riferimento significa fornire ai malati oncologici le risposte più appropriate rispetto alle complessità delle patologie, assicurando qualità delle prestazioni e la presa in carico in tutto il percorso di cura”.

Entro il 2016 su tutto il territorio nazionale dovrà essere attiva una rete omogenea di Breast Unit, centri di senologia caratterizzati da un approccio multidisciplinare alla malattia e da un adeguato volume di casi trattati all’anno (almeno 150). Spetta ai Centri accoglienza e servizi (Cas) indirizzare il paziente nella struttura ospedaliera appropriata per la sua patologia, garantendo così una risposta terapeutica e assistenziale corretta ed efficace. I centri sono stati scelti sulla base di requisiti precisi: il modello organizzativo multidisciplinare, il volume di attività appropriata, l’esperienza degli operatori, le dotazioni tecnologiche. Per i tumori della mammella sono stati individuati 16 centri di riferimento.

“Il criterio fondamentale che ha guidato il nostro operato – ha voluto ancora ountualizzare l’assessore – è la sicurezza: occorre mettere al centro la sicurezza del malato e far comprendere che solo quei reparti che hanno una certa soglia di attività possono garantirla. Si pensi che solo il 14% delle strutture italiane di senologia raggiunge la soglia minima di attività. Un grazie al coordinatore della rete oncologica Piemonte Valle d’Aosta. Oscar Bertetto. che ha sottolineato alcuni concetti a me assai cari: occorrono scelte chiare perché indecisione, confusione e mancanza di cooperazione anche queste sono forme di spreco. Un ringraziamento va soprattutto alle associazioni di volontariato che fanno un lavoro prezioso per i malati, le loro famiglie e il sistema istituzionale. Con la loro presenza ed il loro impegno i volontari garantiscono un ‘supplemento d’anima’, e per questo l’amministrazione ha il dovere di ascoltarli e valorizzarli”.

 

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  • venerdì, 4 Marzo 2016