Parrucche da principesse per bimbe in chemioterapia

Grazie al generoso sostegno della sua comunità, una mamma in Alaska è riuscita a portare un tocco di magia nella vita dei bambini malati di cancro, con delle bellissime e stravaganti parrucche da principessa, realizzate a mano.

La storia ha avuto inizio lo scorso anno quando Holly Christensen ha scoperto che alla figlia di 3 anni di una sua amica era stato diagnosticato il cancro. Ex infermiera di oncologia, la Christensen si è detta profondamente addolorata per la bambina: “Sapevo quello che stava per passare”.

Molta sofferenza avrebbe atteso Lily, che si sarebbe dovuta sottoporre alla chemioterapia. “È una bimba molto femminile, ama le principesse e sapevo che presto avrebbe perso i suoi bei capelli lunghi”, ha raccontato la donna ad ABC News.

Per questo ha deciso di creare per Lily una speciale parrucca fatta a mano: una treccia bionda inspirata al personaggio di Rapunzel. La chemioterapia può rendere la pelle di un bambino molto sensibile e le tradizionali parrucche risultano scomode da indossare. Quella creata per Lily è sata realizzata su un morbido berretto fatto all’uncinetto.

“Sapevo che avrebbe attraversato un periodo difficile e che nessuno le avrebbe potuto evitare quella sofferenza”, dice la Christensen, “Sapevo inoltre che perdere i suoi lunghi biondi capelli ricci a neanche 3 anni sarebbe stato difficile per lei, così ho pensato che la parrucca avrebbe portato un po’ di magia e divertimento in un momento difficile della sua vita”. Lily si è immediatamente innamorata del suo regalo e indossarlo l’ha fatta sentire la “principessa più bella”.

L’esperienza con Lily ha convinto la donna a continuare a realizzare parrucche da principesse per portare gioia nella vita dei bambini malati di cancro. Così è nato il progetto Christensen’s Magic Yarn, i magici filati di Christensen.

La sua missione: creare parrucche ispirate alle principesse Disney e inviarle gratuitamente ai bambini malati di cancro nei centri di trattamento di tutto il paese.

Il progetto è gradualmente cresciuto in maniera esponenziale. La donna ora non è più sola: prima ad aiutarla erano intervenuti i suoi amici della chiesa, ora donatori e volontari provenienti da tutto il paese stanno offrendo il loro tempo e i loro soldi per sostenere la causa.

La risposta positiva ha spinto la donna a decidere di trasformare il progetto in una no-profit, che potrebbe avere una portata globale: “Portare un po’ di magia in un momento così difficile della loro vita è stata la cosa più gratificante”.

 

Leggi l’articolo originale su huffingtonpost.it

  • martedì, 24 Novembre 2015