Chemioterapia: il make up per essere sempre belle e stare meglio

Imparare a truccarsi nel modo giusto durante la chemioterapia,  un modo per valorizzarsi che aiuta a sentirsi e a vivere meglio in un periodo così difficile. A Milano un’associazione organizza incontri gratuiti per aiutare le pazienti oncologiche nella riabilitazione anche con consigli sul make up.

Scoprire di avere un tumore, magari al seno, che per noi donne si sa è la parte del corpo simbolo della nostra femminilità, e ritrovarsi a dover affrontare il difficile percorso che segue la diagnosi. Intervento, chemio e radioterapia. Un percorso lungo durante il quale predominano il dolore e la paura della malattia e tutto il disagio che purtroppo la chemioterapia spesso comporta. I farmaci chemioterapici infatti, spesso necessari anche a titolo preventivo dopo la scoperta del cancro, comportano numerosi effetti collaterali che complicano la vita di ogni paziente oncologica: dalla caduta dei capelli, con la conseguente calvizie parziale o totale – e comunque, ricordiamolo, temporanea! – alla mucosite, dalla pelle che si secca alle unghie che si macchiano o si rompono più facilmente, il viso che si gonfia a causa del cortisone.

A Milano l’associazione A.N.D.O.S (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno) segue le donne operate per cancro al seno curandone la riabilitazione fisica, psicologia e non solo. Il programma “In&out, la bellezza dentro e fuori anche nei momenti difficili” prevede consigli sul look e laboratori di trucco. Un aspetto non da poco perchè anche sentirsi a posto con se stesse, piacersi e piacere agli altri aiuta a stare meglio e a continuare a vivere la quotidianità più serenamente.

A curare la parte estetica del progetto due make up artist: Giuditta Mereu, specializzata in trucco semipermanente e micropigmentazione paramedicale e Monica Guidi, consulente di bellezza ed esperta di immagine e trucco.

Monica perchè tanta attenzione al make up e come si svolgono i laboratori di trucco?

È il momento in cui forniamo gli strumenti per gestire la pelle in questa condizione, serve a riacquistare sicurezza in se stesse anche proprio dal punto di vista sociale. I laboratori sono divisi in due parti: una preparatoria, durante la quale si affrontano le problematiche legate alla pelle che in chemioterapia si secca, diventa più sensibile e reattiva. Le parole d’ordine in questa fase sono idratare e proteggere. No invece agli anti age. La pelle infatti non va stimolata, il sistema immunitario è indebolito e anche la pelle va s messa a riposo. È già aggredita ogni giorno da smog e raggi Uv, quindi va difesa, protetta, e non sovraccaricata. Bisogna invece idratarla, preferibilmente con prodotti che non contengano parabeni, siliconi e meglio se senza profumazione. Il consiglio è quello di affidarsi a buone case cosmetiche e puntare su idratanti di base. Per quanto riguarda la protezione è importante scegliere un idratante che contenga anche un fattore di protezione. In questo caso però la crema andrà sostituita per la notte perché gli SPF sono comunque sostanze chimiche. Bisognerà scegliere dunque un idratante senza fattore protettivo o una crema notte.

A proposito di detersione, cosa consiglia?

L’ideale in questo momento sono prodotti morbidi e cremosi, latti detergenti legermente schiumogeni. No invece al sapone che è troppo aggressivo e agli esfolianti. Da evitare anche la pulizia del viso con vapore e strizzamento dei pori. Uno stress in questo momento per la pelle. Si invece a maschere idratanti anche in settimana.

Per quanto riguarda il contorno occhi?

È la zona più sottile e con meno acqua del viso. Quindi la più secca e con meno collagene ma anche la più sollecitata dalla mimica facciale. Va sostenuta con una crema contorno occhi che deve essere drenante e da applicare con una piccola digitopressione per riattivare la microcircolazione sanguigna e linfatica. Da applicare partendo dall’esterno verso l’incavo e su tutta l’orbitale dell’occhio.

E ora passiamo al trucco vero e proprio. Primer si o primer no?

Primer decisamente si! Bianco per correggere l’incarnato, albicocca per annullare i segni di affaticamento. Se la pelle è gialla va scelto arancione se grigia stenderne uno color lilla.

Quindi si passa al fondotinta. Quale preferire?

Il fondotinta deve essere idratante, meglio se con una percentuale oleosa all’interno. L’ideale sarebbe trovarne uno senza parabeni e siliconi come i fondotinta minerali che però, in generale, tendono a seccare la pelle. Attenzione poi a BB cream o CC cream: vanno benissimo ma bisogna ricordare che contengono fattori di protezione 30 quindi se le usiamo bisogna accertarsi che la crema idratante non ne contenga. Per quanto riguarda il colore bisogna scegliere sempre quello che più si avvicina al proprio incarnato. Meglio un po’ più chiaro che un po’ più scuro anche perché stendendoli i fondotinta si “scaldano” di mezzo tono. Se si applicano con le mani bisogna sempre ricordare di lavarle prima per evitare di contaminare i prodotti con batteri. Per lo stesso motivo per se si opta per la spugnetta deve essere usa e getta. Perfetto il pennello purchè sia quello per fondotinta che ha setole sintetiche (si riconosce perché sono sempre chiare) che vengono sottoposte a specifici trattamenti antibatterici. Da lavare comunque ogni due giorni con sapone di marsiglia.

E il correttore? Meglio applicarlo prima o dopo il fondotinta? E il fard?

Anche il correttore deve essere illiminante e idratante, quindi meglio fluido, anche perché un prodotto troppo spesso rischia di accentuare le rughe. Per correggere l’occhiaia verde o blu il correttore dev’essere arancione. Se invece il problema sono le borse, causate da un ristagno di liquidi, è importante scurire la parte sporgente e schiarire l’incavo. È necessario quindi sceglierne più di uno. Se invece sono le discromie i difetti che vogliamo correggere bisogna ricordare che: l’arancione serve per correggere l’occhiaia blu e/o verde, il giallo per quella viola mentre il verde corregge il rosso quindi è perfetto per problemi di cuperose. Il correttore va steso con i polpastrelli picchiettando sempre dall’interno verso l’esterno. In generale è meglio applicare il correttore dopo il fondotinta che potrebbe già da solo riuscire ad attenuare le occhiaie. Inoltre se steso prima si rischia di toglierlo senza volerlo o di coprirlo con il fondotinta. Il fard è invecr importante per definire i lineamenti. Se in crema basta stenderlo con i polpastrelli, se se ne sceglie uno in polvere o si utilizza una terra bisogna invece ricordarsi di applicare la cipria sul fondotinta, prima della sua applicazione per evitare l’effetto macchia di colore.

Quindi si passa alle sopracciglia?

Si. Uno degli errori più comuni in generale è quello di trascurarle. Sono invece la cornice naturale dell’occhio e devono avere una linea definita. Se non le avete tatuate prima di iniziare la chemio potete delinearle con le apposite matite, da preferire alle polveri che in assenza di peluria non attaccano facilmente.

E gli occhi come vanno truccati?

Il primo suggerimento è quello di non usare il mascara e soprattutto di eliminare prodotti waterproof: difficili da togliere, costringono a una sollecitazione che in questo momento è meglio evitare. Vietate extension delle ciglia e prodotti che ne stimolano la crescita. Dal momento che anche ciglia e sopracciclia possono cadere del tutto o comunque sfoltirsi, è invece fondamentale valorizzare e delineare lo sguardo con la matita, da stendere lungo rima palpebrale, superiore, all’attaccatura delle ciglia. Da ricordare che la sua applicazione anche sulla rima palpebrale inferiore tende a accorciare il viso. Da evitare se siete paffutelle e con il viso tondo, perfetto invece per chi ha il viso allungato.

Come scegliere l’ombretto?

Sono da preferire quelli in polvere dall’effetto più naturale. Si schiarisce la palpebra all’interno dell’occhio e si scurisce verso l’esterno. Se si vuole accentuare maggiormente l’effetto quello chiaro dev’essere luminoso, quello scuro opaco. Al contrario se l’occhio è gonfio bisogna adottare un trucco “all’orientale”: si scurisce la palpebra all’interno, all’attaccatura delle ciglia, per poi sfumare verso l’esterno. In questo modo la palpebra sembra più grande e meno gonfia. Per valorizzare lo sguardo bene anche uno smokey eye: chi ha il viso tondo dovrà sfumare il colore verso l’alto per alzare gli occhi, chi lo ha magro e allungato deve sfumare verso l’esterno. Da ricordare che ombretti e matite dai colori blu, viola e verde tendono a sensibilizzare la pelle e a dare fastidio. Meglio evitarli. In chemioterapia inoltre si è più sensibili alla luce e l’occhio tende quindi a lacrimare. Bisogna sottolineare che in questo modo l’occhio sopperisce alla mancanza delle ciglia e alla loro funzione protettiva con un’azione pulente e disinfettante anche se molto fastidiosa. Una lacrimazione eccessiva poi rende difficile la permanenza del trucco. Se è una giornata no puntate tutto sulle labbra!

Quindi via libera a rossetti sgargianti….

Si.. e no! Naturalmente anche le labbra durante la terapia sono secche e disidratate e spesso i rossetti contengono lacche che aiutano a stabilizzare il colore sulle labbra ma che non favoriscono l’idratazione. Meglio quindi puntare su lucida labbra e glos che contengano oli e formulazioni il più possibile naturali. Il nude look tra l’altro è l’ultima tendenza…Tra gli ingredienti migliori il burro di karité e l’estratto di kokun, potenti cicatrizzanti perfetti contro le screpolature. Se proprio non volete rinunciare al colore un valido escamotage è quello di colorare le labbra con una matita da ammorbidire dopo la stesura con il burro di cacao. In questo modo il colore sulle labbra sarà saturo e la bocca idratata. Al contrario applicare prima il burro di cacao e poi la matita darà allle labbra un effetto gloss. Da evitare la cipria sul rossetto. Rende il colore più saturo ma impasta le labbra e le secca. Da ricordare anche di non applicare mai il fondotinta sulle labbra per evitare la formazione di righe antiestetiche.

Quale make up realizzare nelle giornate no?

Riga sugli occhi e rossetto rosso.

Giuditta, quale aiuto invece dal trucco semipermanente?

E’ una tecnica, utilizzata per scopi sia estetici sia terapeutici, che prevede l’introduzione di pigmenti bio-riassorbibili nel viso o nel corpo o nel cuoio capelluto, a livello del derma superficiale. L’effetto può durare da un minimo di 8 mesi a un massimo di tre anni. Molto meno invasivo rispetto al tatuaggio corpo, serve a ridefinire l’arcata sopraccigliare e l’occhio. Si deve fare prima di iniziare il trattamento chemioterapico o, se il medico dà il via libera, si può realizzare fra il primo e il secondo ciclo perché la chemio tende a indebolire il sistema immunitario.

Come si tatuano occhi e sopracciglia?

Si possono tatuare le sopracciglia con un “effetto peletto”, invisibile, che serve a rinfoltire l’arcata sopraccigliare. Quando le sopraciglia ricresceranno si avrà un effetto definito ma naturale. Per quanto riguarda gli occhi si effettua una riga lungo l’attaccatura delle ciglia, come una linea di eyeliner , che definisce e dà risalto allo sguardo. Sono però interventi da fare prima di iniziare la chemioterapia prima che il sistema immunitario si indebolisca. In alcuni casi si può intervenire fra la prima e la seconda chemio ma deve essere l’oncologo a dare il via libera in base agli esami.

E per migliorare l’aspetto del seno dopo un intervento?

C’è la possibilità di ricostruire l’ areola e il capezzolo. Si tratta di interventi di micropigmentazione paramedicale. L’areola può essere ridisegnata completamente o in parte. Nel caso del capezzolo invece è il chirurgo plastico che si occupa della ricostruzione. Purtroppo però il capezzolo si riassorbe nell’80% dei casi. Ed è qui che intervengo io creando un’illusione ottica, un vero e proprio trompe-l’œil, per ridare volume al capezzolo e migliorare l’aspetto del seno.

E sulle cicatrici, come si può intervenire?

Si può realizzare un camuffamento con un effetto pixel. Si fa una scansione di tutti i colori presenti nella pelle che viene così ripigmentata. Dopo l’intervento comunque consiglio di trattare la parte con creme a base di vitamina E che aiuta a “rimpolpare” la zona. Nella prima fase bisogna puntare al nutrimento. Solo dopo si può valutare la situazione con un esperto. Per schiarire le cicatrici rosse inoltre è utile applicare acido glicolico e retinolo. Solo quando saranno diventate bianche sarà possibile trattarle.

 

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  • venerdì, 13 Novembre 2015