Il 7 dicembre si è conclusa, con un’asta di solidarietà, l’edizione 2013 di Arte Plurale: un progetto di arte contemporanea – a carattere relazionale – che si svolge in contesti educativi.

Nelle diverse sedi Borgo Medievale, Teatro Nuovo e Promotrice delle Belle Arti il numeroso pubblico, di ogni età, ha potuto visitare installazioni e sistemi interattivi, osservare video, cartoni animati, fotografie, pitture, sculture, mostre nella mostra, spettacoli o partecipare a laboratori quali itinerari di conoscenza delle diverse realtà umane e sociali coinvolte nel progetto: persone con disabilità (intellettiva, motoria, sensoriale, psichica) o in situazione di fragilità sociale (senza fissa dimora, immigrati).

Affluenza giornaliera di circa 450 persone al giorno e 750 durante l’inaugurazione (contate con blocchetti a doppia numerazione).

Totale stimato 4.800 visitatori in 10 gg. (circa il 30% in più dell’edizione precedente, vedi altro allegato).

Tipologia dei visitatori: utenti e operatori dei servizi e delle associazioni, insegnanti e studenti, artisti, famiglie e qualche professionista del settore.

205 opere, realizzate nel corso di quattro anni, provenienti da tutti i servizi per la disabilità, da alcune scuole e musei di Torino e provincia, dalle diverse regioni italiane e dal resto del mondo: Francia, Germania, Svizzera, Norvegia, Ucraina e Guinea Bissau.

Realizzazioni a più mani nate dalla curiosità reciproca e dal desiderio di segnalare pensieri e cammini/storie. Presenze diverse che si incontrano ed esprimono attraverso il dialogo artistico, il confronto culturale e il fare insieme. Coppie e gruppi di lavoro o vere e proprie formazioni interdisciplinari, migliaia di autori di ogni cittadinanza e qualità possibile, di tutte le età, persone che rispecchiano la varietà, l’incontro, la composizione, la combinazione delle differenze e delle competenze che confluisce in Arte Plurale.

Arte Plurale è una manifestazione culturale sostenibile, una grande iniziativa di rete, un passa parola nazionale e internazionale, dove ogni ente partecipante, pubblico o privato (cooperative, associazioni, scuola di ogni ordine grado, università, accademie, fondazioni, musei, ecomusei, cittadini, ecc.) ha dedicato parte del regolare budget per le attività alla produzione delle opere o messo in campo risorse ed esperti.

Si segnala che l’ottanta per cento del costo della manifestazione è stato sostenuto dalla rete dei servizi per persone con disabilità attraverso il dieci per cento del ricavato di tre anni di vendite presso InGenio, bottega d’arti e antichi mestieri (www.comune.torino.it/pass/ingenio)

(N.B. il 90% delle vendite dei manufatti ritorna direttamente ai realizzatori).

“Un’adesione che ci pare dettata sia dal piacere di partecipare all’evento, articolato e ricco di stimoli, sia dalla volontà di sostenere il pensiero che lo anima: tutti hanno diritto ad accedere alla cultura sia come fruitori sia come protagonisti attivi, autori e attori”

Dichiara Tea Taramino, responsabile del progetto

“Arte Plurale è soprattutto un incontro di talenti creativi che proviene dalla base ed è fortemente sostenuto dagli operatori sociali e culturali, dagli artisti, dalle persone con disabilità, disagio psichico o sociale e da tutti coloro che credono che la società migliore sia quella disegnata e agita con il contributo di tutte le differenze”.

Comunicazione: avvenuta principalmente attraverso la mailing list del progetto, via web, dalla la rete costituitasi tra i partecipanti e dal passa parola dei visitatori, nessun riscontro dalla stampa cittadina.

Sono state di particolare interesse per il pubblico:

le ricerche sulla multisensorialità con le opere del famoso fotografo cieco Evgen Bavcar e i dispositivi per l’accessibilità presentati dal Parco Arte Vivente o le installazioni interattive di Ennio Bertrand prodotte dall’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti; le opere/laboratorio interdisciplinare e interculturale quali il progetto L’arte di fare la differenza promosso dal Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino o Torino Mad Pride con indagini sulla permeabilità del confine normalità/follia; le azioni di arte partecipata quali tesserexessere di Giustino Caposciutti o il paesaggio Fiori ‘Irlanda in uno specchio d’acqua di knitting art in costruzione con il pubblico a cura della ASL TO 1; le opere con riflessione sull’identità quali I /O il progetto transnazionale e inclusivo del brasiliano Cèsar Meneghetti portato ad Arte Plurale dalla 55. Biennale di Venezia o I volti della passione con le foto di Giò Galliano di persone con disabilità che ribaltano l’idea secondo cui la bellezza sta nella perfezione o nell’idealizzazione che di essa si è creata la società. Anche  Belli dentro, del Centro Diurno A.I.S.M.,che sdrammatizza la condizione di ‘malato’ di Sclerosi Multipla, attraverso l’ironia, senza mai permettere allo status di disabilità di predominare su quello di persona, ha coinvolto nella riflessione adulti, ragazzi e bambini. I laboratori educativi – rivolti a tutti.  sia quelli condotti da esperti, sia quelli fai da te connessi alle opere Press Play della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Carta Bianca del Kunstmueum Bonn – sono stati letteralmente presi d’assalto (una media di cinque classi al giorno, più pubblico eterogeneo).

Forte richiesta di visite guidate sia da parte di gruppi di persone con disabilità (in particolare non vedenti) o dalla scuola.

I manufatti presenti nello shop di InGenio hanno attirato molti compratori con un giro di vendite di circa € 350 al giorno per un totale di € 3.500 per i 10 giorni della mostra.

Anche gli spettacoli teatrali e i film sono stati animati dalla presenza di un folto e partecipe pubblico.

Il convegno Arte Plurale: viaggio intorno al limite ha offerto relatori e moderatori di alto profilo culturale attirando intellettuali, artisti, insegnanti e studenti universitari con circa 160 iscritti al giorno con domanda superiore, ma con blocco delle iscrizioni per insufficienza di posti a sedere.

L’asta di solidarietà ha avuto minore introito rispetto all’ultima edizione, il ricavato è stato di € 2.500 con 25 opere vendute delle 64 messe all’asta. Le opere non vendute potranno essere ancora comprate al negozio InGenio (Via Montebello 28B) e alla sede del laboratorio La Galleria di C.so Sicilia 53.

Fonte: Città di Torino – Ufficio Stampa e Relazioni con i media

Link ad altri articoli