A cosa serve la conoscenza dei segreti del fascino dell’Arte? Risponde Mario Salvo, artista e maestro d’arte. Esistono realtà poco conosciute, ma che meritano di essere raccontate. Lontane dai riflettori, lontane dal mercato, dai musei e dalle gallerie. Una di queste è l’Associazione Onlus Aletes di Roma, che organizza dei corsi d’arte per disabili. Il suo presidente, l’artista Mario Salvo, ha risposte ad alcune domande, per spiegare di cosa si occupa e a chi si rivolge.

Valentina Mariani: Quando e come è nata l’Associazione Aletes Onlus, di cui lei è presidente?
Mario Salvo: L’Associazione Aletes Onlus è nata nel novembre del 2009, attraverso un atto del notaio Maria Paola Lanzo di Roma, per un preciso desiderio del sottoscritto che maturava da oltre una quindicina di anni. Purtroppo, all’epoca del concepturus, il lavoro non mi consentiva di esercitare le attività proprie dello statuto, pertanto ho dovuto pazientemente attendere il mio pre-pensionamento, avvenuto nel mese di maggio 2009. Arte è comunicazione e penso che sia forse l’insostituibile strumento a disposizione per coloro che soffrono in silenzio la consapevolezza della loro diversità, o la delusione per la violenza subita, fino a giungere al dramma per la loro malattia, spesso incurabile.

V.M: Lei dichiara che il suo obiettivo è “portare la gioia dell’arte nella vita di persone che hanno smarrito i colori all’interno dell’anima”. In che modo?
M.S: “…per restituire i colori a chi li ha persi…” è il motto che lancio orgoglioso in qualità di Presidente e Docente sui nostri volantini, sulla carta intestata e sui biglietti da visita. Ed è quello che ci proponiamo di riuscire a fare noi tutti dell’Associazione, proprio per donare quegli attimi di serenità, di autostima e di conforto indispensabili a tutti coloro che quotidianamente convivono con i fantasmi all’interno dell’anima… Aletes è una parola greca che letteralmente significa “coraggioso, leale“: so perfettamente che tale progetto è già di per sé arduo, figuriamoci in un paese dove stanno crescendo a dismisura egoismo e indifferenza…

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Alessandra Fiorentini

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Alessia Baia

V.M: Aletes si occupa da più di un anno di corsi di pittura rivolti a persone disabili, presso l’Associazione Culturale “Crescere insieme”, a Roma. Vuole raccontarci qualcosa di questa esperienza?
M.S: Ho avuto modo di conoscere l’Associazione Crescere Insieme Onlus ed il loro Presidente, la dott.ssa Valeria Fabretti: capii subito che erano proprio lì altri tipi di angeli donati dal Signore per supportare tantissime persone, stavolta di tutte le età, attraverso una disponibilità costante ed una dedizione di assoluto amore per i loro “figlioli”. Da parte mia completa abnegazione verso l’Arte sposando necessariamente alcune diversità, assolutamente normali per tali ambienti. Un sorriso sincero e la sviscerata determinazione nel seguirmi liricamente, dal punto di vista emozionale ed artisticamente. Non è affatto facile per un “diversamente abile” riuscire a seguire e rendere perfettamente bene quanto richiesto, ma con una giusta interpretazione del corso, allegra e divertente, si riesce a far concepire opere d’arte.

V.M: Come è nata, in un artista affermato come lei, il desiderio di insegnare a disegnare e dipingere a persone che vivono difficoltà sociali o legate alla salute?
M.S: A cosa serve la conoscenza dei segreti del fascino dell’Arte? A nulla se non si riesce a trasmetterla ad altri. Figuratevi se non si fossero tramandate nei secoli tali conoscenze: non sapremmo purtroppo nulla delle varie civiltà artistiche di popoli tra i più importanti del mondo. E cosa c’è di più bello che donare attenzione ed amore oltre ai normodotati, principalmente a coloro che già vengono discriminati rispetto agli altri “sani”? C’è un mondo bellissimo a colori sommerso nei loro cuori che solo in pochi riescono a vedere. E la cosa meravigliosa è che l’imprinting cromatico non riflette affatto il dolore, la sofferenza e la rabbia interiore. Tutt’altro.

V.M: Nel 2010 avete tenuto anche un corso d’arte per quattro persone non vedenti. Banalmente pensiamo che la pittura sia legata principalmente al senso della vista, ma evidentemente si tratta di una visione molto limitata della disciplina. In che modo una persona non vedente si avvicina a questo corso? Quali risultati ottiene?
M.S: Preciso che tali persone avevano perso la vista durante gli anni, pertanto conoscevano già dall’infanzia i colori e le loro sfumature. Pertanto, racchiudendo nella mia mano la loro, descrivevo ogni sequenza artistica che svolgevo dando loro la percezione dei colori miscelati ed ottenuti prima di porli sulla tela. E’ stata per loro una visione cromatica finale totalmente mentale avvenuta in una crescente sequenza creativa, sia attraverso la mia descrizione, sia dal “terzo occhio” che ogni artista possiede. Ed in persone con quelle specifiche patologie, “non vedenti”, il terzo occhio è il loro punto di forza. Un’esperienza meravigliosa per loro e principalmente per me, che riuscivo a percepire perfettamente le vive emozioni delle loro anime attraverso il tremolio delle loro mani. Indescrivibili alcuni momenti altamente commoventi e palpabili dalle lacrime di felicità per tutti noi!!!

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Beatrice De Vito

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Fioribhel Caraig

V.M: Tra le altre cose, lei tiene dei corsi d’arte presso le scuole elementari e medie. Con quali obiettivi ha avviato questa attività?
M.S: I bambini possiedono doni unici nelle loro piccole mani: originalità, spontaneità e sfacciataggine cromatica, inimitabili concettualmente per un artista adulto. Guardando i loro lavori si resta affascinati in modo stupefacente, credetemi. L’obiettivo è quello di concedere loro una possibilità maggiore, in quanto la novità del corso d’Arte è data principalmente dallo svincolo delle linee pragmatiche già didatticamente definite per fasce d’età dalle scuole, unita all’accensione di un personale cromatismo interiore che dovrà ingegnosamente definire e contornare le linee e le forme personalmente create. Davvero interessante fare apprendere i fondamentali necessari e poi lasciare operare al loro istinto impertinente. Pensate, sono riuscito ad insegnare, già nelle prime classi elementari, il fascino delle “ombre”, sia proprie che riflesse, sugli elementi e sul piano, in bianco e nero, a colori, stuzzicando la loro attenzione facendo attentamente osservare gli oggetti in classe colpiti dalla luce del sole. Chissà se riusciamo, magari divertendoci assieme, a far nascere alcuni validi artisti in futuro…

V.M: I suoi corsi prevedono un insegnamento preciso di alcune regole del disegno, come la proporzione, la composizione o il chiaroscuro. Ritiene che queste regole siano un limite o un supporto alla creatività infantile?
M.S: Assolutamente no! Apprendere i fondamentali non limita affatto la creatività infantile, anzi… Servono per coloro che magari prediligono linee e forme misurate con la realtà, o addirittura si sentono stimolati da forme umane o volti trattati attraverso una logica concettuale. Credetemi, non è una cosa artisticamente bella vedere forme umane sproporzionate o mancanza di profondità in un paesaggio!!! Si rischia di scadere nel ridicolo o quantomeno, nell’espressione di arte “non professionale”. Quindi, l’apprendimento dei fondamentali può essere solo un grandissimo supporto tecnico, che correda il bagaglio artistico di chiunque voglia cimentarsi nell’arte, a qualsiasi corrente artistica voglia appartenere.

V.M: Come viene recepita l’attività di Aletes? Quali riscontri, positivi o negativi, avete?
M.S: Sono sincero: moltissimi apprezzamenti ed incoraggiamenti pervengono sia dalle diverse figure e Dirigenze scolastiche che dai genitori, oltre che dai piccolini che vedono il loro “Maestro d’Arte” come un “antistress” naturale che mentre insegna cose importanti e serie li fa divertire davvero… Vorrei ricordare a tutti che i bambini sono delle “spugne” viventi, cioè apprendono tutto ciò che colpisce il loro interesse e, al momento giusto, dimostrano di avere recepito il messaggio perfettamente. Parlo con questa certezza poiché sono stato io stesso oggetto di insistenti attenzioni artistiche da parte di mio padre, Accademico d’Arte ed insegnante scolastico, che mi ha iniziato all’arte del disegno e della pittura a soli 6 anni di età… Quindi, per rispondere alla sua domanda, direi senza ombra di dubbio che vi è un riscontro non solo molto positivo, direi entusiasmante. Unico neo è che queste attività propedeutiche dovrebbero attuarsi in modo sistematico ed esteso in ambiti Regionali per tutti gli Istituti scolastici in modo capillare, selezionando i docenti tra le miriadi di artisti disoccupati, ma allo stesso tempo artisticamente meritevoli per le loro capacità.

V.M: Quali sono i vostri progetti per il futuro?
M.S: Progetto fondamentale è quello di formare una rete di sinergie artistiche attraverso settori di attenzione istituzionalmente conosciuti, per dare il nostro apporto fondamentale, sia diretto alle scuole che a supporto della medicina tradizionale, come “Art Terapy”. Abbiamo avviato numerosi contatti in campo medico oncologico e psichiatrico, nonché motorio, con diversi Direttori Sanitari e Primari di Istituti Ospedalieri a Roma. E’ mio preciso desiderio riuscire a creare dei nuclei in diverse parti d’Italia, reclutando e formando artisti “docenti” di questa filosofia, che diventino “soci” e replichino nelle loro zone di appartenenza il credo della nostra Associazione. Sono già pronti tre o quattro artisti da formare per divenire “soci-docenti” ed entrare prontamente in azione rispettivamente nel Veneto, in Sicilia, un valido aiuto in Toscana ed uno a Roma, dove c’é forse la maggiore concentrazione del lavoro. E’ fuori di dubbio che, per una reale diffusione a carattere nazionale, c’è bisogno di forti aiuti economici, possibilmente Istituzionali. Attendendo che qualche organismo istituzionale si accorga di noi e smuova qualcosa di economicamente interessante, siamo già operativi con sponsorizzazioni locali significative (Istituti Bancari, Assicurativi, Laboratori di Ottica, ecc. – per informazioni consultare il sito web http://www.aletesonlus.it/, alla voce sponsor) e con la raccolta del 5 per mille dell’IRPEF attraverso il nostro codice fiscale: ALETES Onlus C.F. 97577330588.

di Valentina Mariani
(30/11/11)

Fonte: teknemedia.net – m.p.