Si intitola “Iron Mark” e racconta di Marco Maria Dolfin – quarto posto nei 100 rana SB5 alla Paralimpiade di Rio 2016 – tra sport, lavoro e vita personale. Il libro sull’atleta della BLM Briantea84 Cantù e della Nazionale Italiana Finp – Federazione Italiana Nuoto Paralimpico -, sarà disponibile e in vendita a partire da giovedì 3 settembre. L’opera, composta per mano del fratello Alberto Dolfin – giornalista e scrittore alla sua prima pubblicazione letteraria edita da Bradipolibri – è già stata presentata dalla stessa casa editrice piemontese come esempio di “ripartenza” in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino EXTRA organizzato lo scorso maggio in forma digitale a causa della pandemia e delle restrizioni legate all’organizzazione di eventi di questo calibro.

 “Quando è nata l’idea di scrivere questo libro, mi aspettavo fosse più semplice raccontare una persona che conosco da quando sono nato – ha dichiarato Alberto Dolfin, fratello di Marco e autore del libro Iron Mark -. Invece, mese dopo mese, mi sono accorto che dovevo ancora scoprire tante sfaccettature del carattere di mio fratello e che alcune sfumature della sua vita potevo vederle soltanto grazie alla possibilità di raccontare la sua storia ad altre persone.

 Mi ha stupito anche come Marco si sia aperto con me come forse non aveva mai fatto – ha continuato Alberto Dolfin -. L’obiettivo di questo libro è cercare di dare un’ispirazione, una spinta in più a tanti ragazzi e ragazze che si trovano ogni giorno ad affrontare quelle che Luca Pancalli – Presidente del Cip, Comitato Italiano Paralimpico – definisce le Paralimpiadi quotidiane.

Sport, famiglia e lavoro sono i tre cardini che hanno aiutato mio fratello maggiore a rialzarsi – ha concluso l’autore Dolfin -. A me e a Marco, inoltre, ha fatto molto piacere che proprio lo stesso Pancalli ci abbia omaggiato della sua prefazione”.

 “…soprattutto, aveva bisogno di un allenatore che riuscisse a prenderlo di punta e al tempo stesso entrasse in sintonia col suo carattere deciso. L’incontro con Alessandro Pezzani fu proprio quella scintilla che scatenò il tutto. <<Vedo un ragazzo accompagnato soltanto dalla moglie, un viso nuovo nel nostro mondo e la sua nuotata a stile libero, con una grande frequenza di bracciata, mi incuriosisce subito>>, ricorda il tecnico lombardo.

fonte: gazzetta.it

(lv/la)