La storia vera di Fulvio Frisone, nato con una tetraplegia spastica distonica che ha ispirato il film “Il figlio della Luna”. Come sta e che fa oggi?
Come sta e cosa fa oggi Fulvio Frisone? L’uomo affetto da tetraplegia spastica distonica fa tornare a parlare di sé per la messa in onda su Rai 1 del film Il figlio della Luna che racconta la sua storia vera. Oggi l’uomo è ricercatore del dipartimento di fisica e astronomia dell’Università di Catania. Non ha abbandonato di certo però la sua grande passione per pittura e poesia, che riempiono completamente la sua vita privata. Al suo fianco ha ancora i suoi splendidi genitori che hanno dato tutto per renderlo felice e dargli la possibilità di raggiungere dei risultati incredibili, considerando anche la posizione di svantaggio dalla quale partiva per via della sua patologia. Quello che sappiamo è che di certo Fulvio è un uomo realizzato e che grazie alla sua grandissima personalità è riuscito a superare quelli che sono dei limiti oggettivi e molto difficili con cui convivere.

Quando denunciò la sorella.
Fulvio Frisone ha vissuto molti momenti difficili nella sua vita, alcuni li vedremo nella storia vera raccontata da Il Figlio della Luna. Tra gli episodi più raccapriccianti c’è quello legato alla questione che l’obbligò a denunciare la sorella e il marito di questa. Nel maggio del 2019 la vicenda venne resa nota dalle pagine di cronache di tutti i giornali del nostro paese. L’uomo infatti aveva dichiarato di essere stato aggredito in casa della sorella. L’avvocato Giuseppe Lipera, suo legale, parlò di un atto “inaudito” nei confronti di una persona affetta da una patologia molto grave come la tetraplegia spastica distonica. Questa infatti lo costringe oltre a stare su una sedia rotelle anche ad essere aiutato per mangiare oltre che ovviamente per muoversi. Non venne mai reso noto cosa accadde dopo e non è chiaro nemmeno perché avvenne un fatto così spiacevole e francamente disumano. (agg. di Matteo Fantozzi)

La tetraparesi spastica con distonie.
La storia vera di Fulvio Frisone, il fisico, poeta e pittore nato con una tetraplegia spastica distonica che ha ispirato il film “Il figlio della Luna” in onda venerdì in prima serata su Rai1. Il film, prodotto da Rai Fiction e da 11 marzo Cinematografica, è diretto da Gianfranco Albano e nel cast figurano Lunetta Savino, Antonio Milo, Nicoletta Nicotra, Alessandro Morace, Paolo Briguglia. Una storia vera ispirata alla vita di Fulvio Frisone nato il 19 gennaio del 1966 a Catania. Durante il parto per via di un errore il bambino nasce affetto da tetraparesi spastica con distonie; una malattia che lo costringe sin da piccolo a stare su una sedia a rotelle. Non solo, Fulvio presenta anche una serie di difficoltà: non sa parlare, non può mangiare e non è in grado di muoversi da solo. Una vita segnata quella di Fulvio, ma grazie all’ingegno del padre tutto improvvisamente prende una piega inaspettata. Il padre, infatti, inventa un casco con un’asta che permette al giovane Fulvio di fare tantissime cose: scrive, disegna, interagisce con i familiari, ma è anche in grado di utilizzare il computer.

Fulvio Frisone, la sua storia nel film per la Rai “Il figlio della Luna”.
Fulvio Frisone comincia così a dare libero sfogo alla sua creatività riuscendo a diventare fisico, poeta e pittore. Dal 1995 lavora come ricercatore presso il dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Catania e dieci anni dopo viene istituita la Fondazione Fulvio Frisone. La fama di Fulvio supera i confini nazionale grazie alla tesi di laurea “Le reazioni di fusione D-D in palladio deuterato” incentrata sulla Fusione fredda. Un lavoro che viene apprezzato in tutto il mondo portando l’uomo in Russia, Cina, Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti. Nel 1992 vince il Premio Toyp per la ricerca scientifica, mentre nel 2004 il premio Goccia di Rapolano Terme per i suoi studi. Qualche anno dopo la sua meravigliosa storia diventa un film dal titolo “Il figlio della luna” in cui viene raccontata la lotta della madre Lucia che, sin dalla nascita, si è dedicata affinché il figlio potesse avere una vita normale. La pellicola, presentata in anteprima nel teatro Sangiorgi di Catania nel 2006, ha riscosso un grandissimo successo vivendo anche il premio speciale Amade-Unesco a Montecarlo, mentre alla 13esima edizione del Festival internazionale di Shangai ha vinto il Premio per la miglior regia televisiva.

Fonte: ilsussidiario