Lo ha scritto Jessica Perego, brianzola, ed è dedicato in particolar modo a suo fratello Daniele.

“Nio nel pianeta delle meraviglie” racconta l’autismo. Il piccolo alieno se l’era inventato quando era ancora una bambina. Frequentava le elementari. Nio, lo ha chiamato, ispirata dal personaggio che Keanu Reeves interpretava nella celebre trilogia «Matrix».

Dai comportamenti «strani», talvolta in difficoltà nell’esprimersi, ipersensibile agli stimoli, è la più immediata delle personificazioni dell’autismo. Ed insieme la più semplice, subito comprensibile dai più piccoli. Divenuta grande, ne ha fatto il protagonista di una storia che l’anno scorso aveva allegato alla tesina di maturità, al liceo delle Scienze umane dell’Istituto Greppi di Monticello.

Ventitre tavole tra parole e illustrazioni – «Nio nel pianeta delle meraviglie», il titolo – ora divenute un libro, pubblicato da Bellavite Editore e destinato ad entrare nelle scuole per far conoscere e comprendere agli alunni i comportamenti tipici di una persona autistica, in modo da insegnare loro come rapportarsi a chi è affetto da questo disturbo.

E proprio a Besana, grazie al supporto dell’Amministrazione comunale, le scuole del territorio hanno ricevuto una copia del libro per ogni classe. E sono in arrivo anche una nuova serie di incontri con i ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Besana.

L’autrice di Besana.

La sua autrice è giovanissima. Si chiama Jessica Perego, ha vent’anni, studia Lettere all’università e vive a Vergo Zoccorino con la sua famiglia. Mamma Angela – esperta nel campo dell’ABA (Applied Behavior Analysis), terapia specifica per l’autismo – papà e il fratello minore Daniele.

Daniele è un bel ragazzo che ama disegnare e cucinare, autistico ad alto funzionamento. Anche a Jessica, quando aveva 15 anni, è stata diagnosticata la Sindrome di Asperger. Ha quindi provato sulla sua pelle le difficoltà che incontra un bambino o ragazzo autistico nell’integrarsi con i coetanei.

L’idea di rivolgersi ai più piccoli.

E allora ecco l’idea di rivolgersi ad un pubblico dai sei ai quattordici anni – ma la lettura farebbe assai bene a molti adulti -, con una modalità diversa rispetto alle pubblicazioni sul tema in commercio. Il punto di vista è quello del bambino normodotato, Ron nel libro. Davanti agli strani atteggiamenti di Nio, inizialmente non sa come reagire, è confuso e disorientato, ma poi si sforza di comprendere, per creare un prezioso rapporto d’amicizia. Allargato anche al resto del gruppo.

«Vorrei diffonderlo negli istituti scolastici, almeno uno per classe – aveva spiegato Jessica in un’intervista sul nostro settimanale, nel luglio scorso – e organizzare lezioni per spiegare l’autismo ripercorrendo le avventure di Nio». Jessica è già stata al «Greppi» e alla secondaria di primo grado di Besana dove, a presentarla agli studenti delle classi prime, è stato il fratello Daniele.

Fonte: il giornaledimonza

(c.a.)