Un amore nato nei corridoi del Centro Protesi Inail di Budrio, in un luogo che è rimasto loro nel cuore, con tanta gratitudine. Michele e Daniela si incontrano così, mentre ognuno prova le protesi con cui dovrà convivere. Lui al braccio sinistro, lei ad entrambe le gambe. «Daniela camminava così bene, che non avevo capito avesse una protesi, meno che meno due. E non si nota tuttora» racconta Michele Specchiale, 43 anni, che la data del suo incidente con il trattore non vuole dirla. È il suo unico veto, per il resto nessuna remora a parlare di questa sua nuova vita iniziata vent’anni fa.

«Non mi sono arreso, anzi mi sono svegliato subito e già dopo una settimana mi allacciavo le scarpe da solo. All’epoca la robotica e l’elettronica non erano ancora tecnologicamente così avanzate come oggi, ma hanno fatto passi da gigante e ora con la mia mano Bebionic mi trovo benissimo, al punto che mi ha permesso di crescere nella mia carriera con la musica».

Michele, in arte Dj Miky Bionic, e Daniela, 37 anni, hanno due bellissime bambine. «Daniela è la mia guerriera» così la chiama suo marito. «Ha affrontato due gravidanze, importanti se devi reggerne il peso su due trampoli, ma lei lo ha fatto a testa alta, senza mai un momento di stanchezza e le ha concluse entrambe con un parto naturale e le sue protesi». In questo racconto Michele usa spesso l’aggettivo “normale” e con questa idea sono cresciute anche Martina e Giulia, di tre e nove anni. «Le nostre bambine vedono in noi la normalità, giocano con le nostre protesi, soprattutto la sera quando ci “smontiamo” prima di andare a dormire».

Questa normalità Michele e Daniela cercano di comunicarla anche agli altri bambini, che «in spiaggia ci guardano all’inizio con curiosità, così ci avviciniamo, mostriamo loro lo stupore della robotica e spieghiamo che anche questo può fare parte della vita». Alcune foto al mare hanno fatto il giro del web e del mondo attraverso Instagram, in particolare quella in cui Michele aveva lasciato il suo braccio “appeso” all’ombrellone prima di andare a fare il bagno. «Scherziamo molto su quella che per noi non è una disabilità, giochiamo con ironia soprattutto sui social e le nostre protesi sono colorate e stravaganti. Ho trascinato con me Daniela, che all’inizio non amava metterle in mostra e ora sfoggia una protesi sgargiante che le ho decorato io. Insieme andiamo nelle scuole e negli ospedali per portare la nostra testimonianza e mostrare concretamente che anche in queste situazioni la vita va avanti. Non ci si deve fermare, anzi bisogna trovare la forza di vivere e di inseguire i propri sogni». Il suo è quello di partecipare ad un reality di talenti per «dimostrare che la disabilità, di cui si parla molto nello sport, non è un limite neanche nella musica! Sono l’unico dj con una mano bionica e suono alla consolle mixando solo con quella. Voglio dimostrare che si può fare tutto, con grinta, caparbietà, studio e allenamento».

Anche la sua passione per la musica house, Michele la condivide con Daniela, tanto che lei lo segue in consolle, accompagnandolo negli effetti sonori mentre suona. «L’unica cosa che non ho è il tatto, quindi non ho percezione quando premo un tasto, ma ormai so gestire anche questo» spiega Dj Miky Bionic, che è pronto a ricevere una nuova protesi di ultimissima generazione. «Spero le abbia presto anche mia moglie, insieme cerchiamo di fare capire che bisogna onorare e rispettare la robotica e l’elettronica perché ci permettono di vivere una vita serena, senza barriere architettoniche».

Una serenità che questa famiglia bionica, come amano definirsi, condivide nella casa di Salerno con tanti alberi da frutta, un orto, il prato e un pollaio. «Una vera fattoria, dove non ci manca nulla. Ho costruito tutto da me e sono persino tornato a guidare il trattore. Prima lo guardavo con orrore, come un pericolo, ma adesso ho capito che è stata solo una disgrazia e ho trovato la forza per riavvicinarmi anche a questo mezzo, che è utile per il nostro quotidiano».

Merito – grandissimo – anche di Daniela e della musica, che «dopo la mia famiglia è la seconda cosa più importante della mia vita. Suono tutti i giorni nel mio studio, anche solo cinque minuti in consolle mi aiutano a scaricare le tensioni della giornata». E adesso che Dj Miky è quasi una celebrità, dopo il boom avuto in rete tre anni fa «quasi per gioco», è pronto per pubblicare il suo primo singolo, realizzato proprio in quello studio che lui stesso si è costruito. Con una mano sola, anzi con due.

Fonte: corriere.it

(v.c. / c.a. )