Chiudete gli occhi. Immaginate la suggestione delle forme geometriche, la spiritualità dei marmi sprigionate da alcune delle più note opere dell’antichità conservate al Museo Egizio del Cairo. Ora l’incontro con queste opere è possibile anche alle persone non vedenti grazie al percorso tattile sviluppato in collaborazione con l’italiano Museo Tattile Statale Omero di Ancona.

LE OPERE SCELTE

Dodici le opere scelte per la lettura tattile, tra le più note al mondo, tra le quali: il faraone Amenhotep II (1428-1397 a.C.) con la dea Meretseger; la statua seduta della dea Sekhmet, dal tempio di Mut entrambe da Karnak (Luxor); la sfinge del faraone Amenemhat III (1842-1794 a.C.); la triade del faraone Menkaura (2494-2472 a.C.), da Giza.  D’ora in poi queste opere si potranno toccare, e saranno corredate dalle relative targhe didascaliche in Braille inglese, arabo e italiano; inoltre ogni opera sarà fornita di reading pen con i file audio nelle tre lingue con le relative didascalie e descrizioni. Oltre a ciò viene consegnata una mappa a rilievo del museo con l’indicazione della posizione delle opere e relativa legenda in Braille inglese e arabo.

I CORSI DI FORMAZIONE

Nei giorni dell’inaugurazione, Aldo Grassini, presidente del Museo Omero, insieme ai due operatori Andrea Socrati ed Annalisa Trasatti, sono stati docenti di un corso di formazione per gli operatori museali egiziani per creare un sistema di accessibilità per le persone con disabilità visiva, affrontando temi che vanno dall’educazione dei sensi, alla formazione dell’immagine tattile e valutazione estetica, fornendo quindi anche tecnologie e strumenti per futuri sviluppi. Durante il corso le esercitazioni sulla lettura tattile si sono articolate su quattro elementi: la scultura, l’architettura, la pittura, l’archeologia. È stato poi progettato e condiviso un percorso di accessibilità del museo, definendo attività educative specifiche e una corretta comunicazione e studiando possibili sinergie con il territorio per la migliore inclusione culturale e sociale delle persone con disabilità visiva.

IL PROGRAMMA DEL MINISTERO

Il coinvolgimento del Museo Omero rientra nel programma “Vivere all’italiana” del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale coordinato dall’Istituto Italiano di Cultura diretto da Paolo Sabbatini e dal Centro Archeologico Italiano del Cairo con la manager Giuseppina Capriotti Vittozzi.
Uno scambio Italia- Egitto di esperienze altamente professionali, che colpisce positivamente per la sensibilità delle autorità egiziane nei confronti dell’accessibilità ai beni culturali, benché, si spera, la cultura possa portare anche maggiore sensibilità su altri temi.

Fonte: artribune

(c.a.)