Cultura, arte e inclusione sociale vanno a braccetto nel nuovo allestimento di Palazzo Silva presentato ieri al pubblico dall’amministrazione comunale, dal conservatore dei musei civici domesiAntonio D’Amico e dal presidente del Ciss Ossola Giorgio Vanni. A cinquecento anni dalla fase costruttiva che ha conferito all’edificio il suo aspetto rinascimentale, a Palazzo Silva è stato inaugurato un nuovo allestimento. La novità è rappresentata dalla mostra «La stanza in cui mi piace stare solo». Qui con i reperti provenienti dalle collezioni dei musei civici ci sono le opere create dai ragazzi disabili del Ciss Ossola e da quelli di «Idea Copernico» di Milano, e altre cinque realizzate da artisti contemporanei sui temi della diversità.

Al taglio del nastro con il sindaco Lucio Pizzi, gli assessori alla Cultura Daniele Folino e alla Coesione sociale Antonella Ferraris, per il Ciss Ossola il presidente Giorgio Vanni, ilcoordinatore del centro diurno Il Melograno Massimo Vicedomini, il conservatore dei musei civici domesi Antonio d’Amico il parroco don Vincenzo Barone.
L’inaugurazione è stata anche l’occasione per ‘svelare’ il ritratto di Gian Giacomo Galletti eseguito dal pittore vigezzino Carlo Giuseppe Cavalli e restaurato grazie all’intervento economico di un privato.
Versava in condizioni pietose – ha detto Antonio D’Amico – era lacerato pieno di strappi”. L’apertura dei Musei Civici di Palazzo Silva è resa possibile grazie alla sinergia tra l’Amministrazione comunale e la Fondazione Ruminelli con la collaborazione dell’Associazione Musei d’Ossola. La riapertura è avvenuta dopo la manutenzione delle superfici murarie interne. “Ogni sala è stata oggetto di una riorganizzazione – ha detto Antonio D’Amico – restituendo al palazzo una dimensione più coerente con la sua storia di “casa museo”. Le tante collezioni, acquisite nel corso del tempo dalla Fondazione Galletti e oggi di proprietà della Città di Domodossola, hanno trovato una collocazione che le rende più affascinanti e le armonizza come in una vera e propria wunderkammer o meglio tante camere delle meraviglie”.

Nella cucina si possono ammirare alcuni capolavori inediti dell’artista ottocentesco Federico Ashton e le opere di artisti e quelle realizzate dai ragazzi disabili, al secondo piano si trovano i manufatti lignei che giungono dalla Chiesa dei Cappuccini sul Sacro Monte Calvario di Domodossola, tra cui la bellissima ancora intagliata con San Francesco che riceve le stimmate di Giulio Gualio e la sala d’onore dove fanno bella vista di sé le due pale d’altare di Lorenzo Peretti e Giuseppe Mattia Borgnis.
La stanza in cui mi piace stare solo‘ nasce dalla collaborazione tra gli assessorati alla Cultura e alla Coesione Sociale del Comune di Domodossola, il CISS – Ossola, la Cooperativa Universiis e Idea Copernico di Milano, un progetto attivo dal 2016 presso il Centro Diurno Disabili il Melograno. “La stanza – ha detto l’assessore Antonella Ferraris – è il risultato di un workshop di arte contemporanea ideato e curato dall’artista Gianluca Quaglia”. Sulla valenza sociale della mostra si è soffermato l’assessore alla Cultura Daniele Folino. Anche il presidente del Ciss ha rimarcato il fatto che il progetto favorisce l’integrazione. La mostra contiene anche opere di artisti contemporanei che si sono interfacciati con la diversità: Daniela Ardiri, Devis Bergantin, Ilaria Cuccagna, Donatella Izzo e Matteo Suffritti. A luglio e ad agosto il venerdì tra le 16 e le 18 i visitatori potranno essere accompagnati nella visita dagli artisti con disabilità del CISS – Ossola, per scoprire i segreti che risiedono nelle opere esposte. Già oggi gli artisti disabili hanno illustrato le loro opere ai visitatori. Una curiosità in esposizione in una teca anche dei panini che arrivano dalla Francia del 1871, che non si sono deteriorati. “Il deposito di Palazzo Silva – ha detto Antonio D’amico è molto ricco e lo sveleremo poco alla volta”.

Fonte: ossolanews

(c.a.)