Cinque anni fa sei donne – Flavia, Carmela, Alessia, Maria, Giovanna e Rosalia, davano il via ad un progetto piccolo ma dalle grandi aspettative: “volevamo creare qualcosa che partisse dalla cultura e mettesse al centro la persona. Palermo ha così tanto da offrire: volevamo dare a tutti l’opportunità di accorgersene, dare il via ad una forma di trasmissione culturale nuova che fosse accessibile a tutti, attenta ai temi dell’inclusione sociale e ai bisogni delle persone con esigenze speciali”.

È questo il dietro le quinte della nascita di TACUS Arte Integrazione Cultura, un’associazione di promozione sociale senza scopo di lucro che trova origine nei concetti di Territorialità, Accessibilità, Cultura, Unione e Solidarietà. Sei donne unite dalla  convinzione che, come sancito dalla Costituzione italiana all’art. 3, «tutti i cittadini hanno uguale dignità e sono uguali davanti alla legge senza distinzione […], di condizioni personali […]», che l’accessibilità sia un diritto e una necessità da salvaguardare.

“Attive e partecipi ai bisogni sociali, difendiamo le disabilità, le identità e l’integrazione – dice il presidente, Flavia Corso – sosteniamo gli ideali di coesione e intercultura; lavoriamo per l’inclusione sociale che vuol dire occuparsi del bene di tutti, perchè crediamo nelle pari opportunità e nell’accessibilità del patrimonio storico culturale del nostro territorio. Dal 2015 organizziamo attività culturali e di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e immateriale. Abbiamo iniziato con un tour ispirato alla storia della Baronessa di Carini e da allora non ci siamo più fermate!”, continua scherzosamente.

Visite guidate, tour tematici o passeggiate raccontate, dal taglio storico-antropologico, sono alcune delle attività di punta di TACUS che, attraverso la forma del racconto, permettono la partecipazione anche a persone disabili. Arte, architettura, storia, magia popolare, i celebri e misteriosi Beati Paoli ed argomenti più particolari e peccaminosi come i luoghi della prostituzione a Palermo, sono solo alcune delle tantissime sfumature del complesso e affascinante mondo delle tradizioni popolari.

Senza dimenticare l’opera di promozione verso artisti e autori locali, impegnati in presentazioni atipiche ed itineranti, che mettano in rapporto diretto opera e utente

“Mettiamo in campo tutto il nostro impegno – conclude Maria, mamma e mascotte dell’associazione – in nome di un progetto legato a nuove forme di turismo, accessibile e sostenibile, mirate all’inclusione delle persone con esigenze speciali. Il nostro sogno è quello di un territorio accessibile a tutti”.

Fonte: siciliaweekend

(c.a.)