Dare forma musicale alla pittura. Quadri e dipinti che sostituiscono le note sul pentagramma della classiche partiture musicali.

Follia? Sì, sublime follia della creazione artistica del metodo inventato da Adolf Wölfli, il pittore svizzero morto nel 1930 dopo 35 anni passati in un manicomio, esponente di quella che sarebbe poi stata definita Art Brut, arte grezza, che nasce fuori dalle convenzioni, l’arte degli outsider, dei non professionisti e di chi è stato bollato come matto.  
Il metodo di Wölfli ispira questa sera l’appuntamento alla Fondazione Merz: il concerto, co-prodotto con la Fondazione stessa, di ClgEnsemble & Willy Merz Project (ore 21, ingresso gratuito con registrazione in lista) in cui il celebre collettivo di musicisti, che mette insieme operatori e ospiti disabili psicofisici dell’omonima Cooperativa sociale, diretti da Dario Bruna, incontra un trio classico diretto da Willy Merz con partiture tutte da interpretare. Toccherà a questa inedita orchestra dare una forma musicale ai quadri realizzati da ClgEnsemble e a quelli di Wölfli, fino alla costruzione di una vera e propria opera musicale inedita e inaudita, con una ventina di musicisti e perfomer – tra cui Ramon Moro in versione elettronica – impreziosita dalla voce narrante di Vanessa Roghi, come omaggio a Franco Basaglia. 

 

La rassegna

L’appuntamento apre «Dai diamanti non nasce niente», il primo segmento del Flowers Festival, rassegna curata da Hiroshima Mon Amour che da oggi propone quattro serate dedicate al dialogo tra il mondo della musica pop, l’arte e la psichiatria. Il prologo alla Fondazione Merz di via Limone, è l’unico appuntamento torinese prima del trasferimento della carovana a Collegno. Ideato per celebrare il quarantennale della Legge Basaglia, il poker di appuntamenti prosegue domani alla Ex Lavanderia a Vapore di Collegno, costruzione inaugurata nel 1897 e che arrivò a pieno regime ad affrontare 97 mila capi al mese, tanta era la necessità dell’Ospedale Psichiatrico. Il primo artista invitato ad affrontare il tema tra quelle mura è Giovanni Lindo Ferretti, che al disagio mentale ha dedicato ampio spazio sia nelle sue avventure collettive con Cccp Fedeli alla Linea e C.S.I. che in veste solista. Molte le citazioni che si possono incontrare nelle sterminate discografie di questi progetti: dal leggendario tormentone «Emilia paranoica» a «Stati di agitazione» e a «Valium Tavor Serenase», le suggestioni non sono mancate allo sciamanico cantautore e scrittore emiliano per costruire lo spettacolo cantato, recitato, suonato e salmodiato «Perizia psichiatrica nazional popolare» (alle 21,30.) Lui stesso ammette di aver ripreso buoni rapporti con le canzoni dei Cccp solo in tempi recenti, dopo aver provato al loro ricordo disagio. Così l’operazione suona ancora più convincente, come quell’ossessivo «sono la terapia, sono la terapia, sono la terapia» che caratterizzava uno dei brani maggiormente adatti al contesto della Ex Lavanderia: «Curami». Il biglietto costa 25 euro. «Dai diamanti non nasce niente» si concluderà venerdì e sabato, sempre alla Lavanderia, con il doppio show di Eugenio In Via Di Gioia.

Fonte: lastampa.it