Stasera alle 21 al teatro Carignano di Torino - piazza Carignano 6, ore 21 – il Festival Torinodanza presenta «Set and reset/reset» e «Face in», spettacolo inserito in MiTo. Corpi con diverse disabilità creano danza integrata, un incontro fra danzatori abili e diversamente abili in un fluido dinamico che valorizza le singolarità. Il nome viene da «can do», nel senso letterale: «si può fare».

Cambiare sguardo sul corpo e percezione dell’abilità. Godere del virtuosismo ed emozionarsi davanti all’armonia delle differenze: qualcosa di speciale che si celebra quando le diversità, incontrandosi, si valorizzano. Lasciarsi trasformare da una nuova idea di arte e creatività. Tutto questo e molto di più succede di fronte alla Candoco Dance Company.

Venticinque anni, 60 paesi, 500 spettacoli, 7.500 laboratori, 400 mila spettatori: questi i numeri della compagnia di danza integrata più famosa al mondo che crea spettacoli con effetti sorprendenti e virtuosismi straordinari. I più grandi coreografi, che da anni lavorano con Candoco, possono spingersi con tutti i danzatori della compagnia, disabili e non, verso territori inesplorati dell’espressione. «Cerchiamo di raggiungere pubblici nuovi correndo anche dei rischi – racconta Pedro Machado, co-direttore artistico della compagnia – godendo della diversità come mezzo per arricchire la danza». Un’esperienza unica come unici sono i componenti del gruppo. Machado non ha dubbi: «Immaginazione, creatività e senso dell’umorismo sono le caratteristiche fondamentali di chi danza con noi, oltre a generosità e ambizione».

 

A Torinodanza Festival l’ensemble porta due lavori firmati da due grandi coreografe, lontane nel tempo ma vicine nella forza espressiva: Trisha Brown, pioniera della danza americana che aveva cominciato a danzare con Merce Cunningham per poi portare la danza fuori dai contesti tradizionali, come parchi e musei, recentemente scomparsa; e la giovane israeliana, cresciuta a New York e poi tornata in Israele, Yasmeen Godder.

 

«Set and Reset/Reset» nasce come evoluzione del celebre spettacolo della Trisha Brown Dance Company, allestito per la prima volta nel 1983 con musiche originali di Laurie Anderson e costumi di Robert Rauschenberg. Per la realizzazione di questa versione è stato fondamentale l’apporto di Candoco. Abigail Yager, ex membro della Trisha Brown Dance Company, ha trasmesso alla Candoco Dance Company le sequenze esatte dalla coreografia originale, guidando il gruppo poi in un ampio e coinvolgente processo di improvvisazione. In questo modo è stato possibile mettere a frutto le stesse modalità che avevano fatto dello spettacolo originale un successo internazionale: semplicità, azione che nasce seguendo gli impulsi e l’istinto, dialogo fra visibilità e invisibilità. Bellezza, eleganza, leggerezza, sintonia, un unico corpo composto da più danzatori che si muovono nello spazio rendendolo denso e vibrante.

La nuova creazione «Face In» di Yasmeeen Godder nasce dalla particolare attenzione della giovane artista alla centralità dell’individuo nel mondo contemporaneo. Entrare in contatto con quello che c’è dentro di noi è l’unico modo per superare dubbi e paure come quella di scomparire, di non essere abbastanza bravi, di non valere mai abbastanza per gli altri ma anche per noi stessi.

di Francesca Rosso

Fonte: lastampa.it

(m.p.)

 

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