Grugliasco (TO). Virginia insegna a ballare a Fabio e Irene. Virginia è spastica, Fabio e Irene sono down e nessuno dei tre è patetico. Per prima cosa bisogna trovare una piccola porta dentro un muro, sembra una metafora, invece è un indirizzo. Siamo a Grugliasco, appena oltre Torino dove Torino finisce, dentro un parco che si chiama Le Serre: ospita diverse attività e, naturalmente, alberi. La scuola di danza ha pareti gialle e un nome che già mette voglia di agitarsi, Enjoy Latin Dance Studio. L’insegnante Stefania Ressia chiede a Virginia se è pronta, se ha finito di cambiarsi, se è tutto a posto ed eccola infine. Un grumo di enorme energia, una mano tesa e un sorriso. “Prima di cominciare a ballare non stavo neanche in piedi da sola, mi appoggiavo sempre a qualcuno. Avevo undici anni, adesso ne ho ventiquattro”. Le parole, insieme ai gesti, escono da Virginia come creature magnifiche e difficili, però con naturalezza. Tutto chiede pazienza. Virginia si siede, Stefania le massaggia i muscoli un po’ più indolenziti del solito in questi giorni e poi, con lo sforzo di una cosa bellissima da dire, Virginia Di Carlo racconta la sua storia.

“Avevo undici anni e chiedevo a mamma di accompagnarmi con mia sorella Martina e mio fratello Michele alla scuola di danza, però lei non voleva: aveva paura che rimanessi delusa. Ma io ho la testa dura. Da piccola, papà mi portava al parco giochi e mi faceva andare sullo scivolo anche se ho la tetraparesi spastica, colpa di negligenza medica durante il parto. Le parole della mia malattia le ho imparate bene: asfissia neonatale e paralisi cerebrale. Ero solo un vegetale con un cuore che batteva. Dissero alla mamma che, se andava bene, sarei arrivata a diciott’anni, invece eccomi qui”. Prende fiato, Virginia, e Stefania la aiuta con qualche parola più difficile che s’attorciglia in bocca e non vuole uscire. Si conoscono e si vogliono bene da vent’anni, la maestra e l’allieva a sua volta maestra.

“Andai a questa lezione con i miei fratelli, e mentre sentivo la musica caraibica cominciai a muovermi. La maestra di danza, Daria Mingarelli, se ne accorse e mi chiese se volevo provare: è andata così. Io lo chiamo il miracolo di iniziare a camminare danzando”. La ragazza che prima ha ballato e poi camminato si mette le scarpette rosa e racconta di quando ha cambiato scuola, di come ha conosciuto Stefania, di quando hanno deciso di darsi obiettivi concreti, prima i passi elementari, poi in coppia con la sorella Martina, poi una piccola coreografia tutta da sola, poi il balletto soltanto per lei. Racconta di come ha preso il diploma di perito informatico e poi la patente, di quando si è iscritta a Scienze motorie, “mi mancano mezzo esame e la tesi sulle danze paralimpiche, mi laureo in primavera e voglio aprire una scuola di ballo per disabili: ho già il nome, Special Angels, angeli speciali, e ho anche creato un’associazione per sostenere il progetto”. Angeli: perché la coreografia più amata da questa formidabile ragazza è un paio d’ali.

Ed ecco la parte più incredibile della storia: Virginia con l’aiuto di Stefania è diventata maestra di danza. Si occupa di ragazzi con handicap fisici o psichici, per adesso qui alle Serre di Grugliasco ma il sogno è trovare locali e aiuti per fare da sola, perché tutto questo diventi un lavoro. Rossella, la mamma di Virginia, spiega chi sono gli amici che credono nel sogno: “Prima di tutto la scuola Enjoy che è proprio una famiglia, la nostra seconda casa. E a giugno ho incontrato Giovanni Malagò, il presidente del Coni, che ci ha ricevuti a Roma ed è stato squisito, ha dedicato molto tempo a Virginia e insieme stiamo provando a far conoscere a tutti il progetto. Anche la sindaca Appendino è stata gentile con noi”. Si può aiutare e contattare Virginia su Facebook (facebook.com/SpecialAngels.DiCarloSisters) e questo è l’Iban dell’associazione: IT25 K033 5901 6001 0000 0140 989. Il 6 maggio 2017 ci sarà un grande spettacolo al Teatro Concordia di Venaria, “La danza dei fili”, regia di Alessandra Silvia De Simone, protagonista Virginia Di Carlo, segnatevi già la data.

Saliamo al piano di sopra, nella sala da ballo con palchetto e specchi. Sono arrivati Irene e Fabio, gli allievi. “Sto scrivendo un libro con la mia storia, in tutti questi anni ho tenuto un diario, ero sempre arrabbiato ma ora invece sono contento. E ballando ho vinto un sacco di medaglie”, spiega Fabio che ha 19 anni e la sindrome di down. Come Virginia e Irene, anche lui partecipa alle gare, è utile la dimensione dell’agonismo che mette in gioco e stimola. “Aprite le braccia, alzate la testa”, ordina Virginia: è cominciato il riscaldamento e tra poco si balla. Stefania mette la musica, Loco di Enrique Iglesias, e in effetti un po’ matti bisogna essere per dire ai nostri limiti di farsi da parte e non scocciare. Fabio afferra Irene, ridono molto e si lanciano in una bachata mentre la sala comincia a vorticare dentro gli specchi. Pare che gli angeli speciali volino così.

Fonte: repubblica.it

(m.p.)