Insegna ai disabili a “suonare giocando” con Figurenotes porta il metodo innovativo in giro per il mondo.

Era una bimba Gabriella Ferrari e ascoltava la radio, quella grande con le manopole. E Gabriella ballava, ballava, sentiva che la musica le entrava nel corpo. E quando vivi quest’esperienza, quest’estasi, questo rapimento, no, non puoi non cercare di vivere tutta la vita con la musica. Ma Gabriella è di Pinzolo. E non è facile trovare una strada lastricata di musica. Devi fare tanti sacrifici e crederci tanto tanto. «Appena ho potuto sono andata nella banda del paese, poi alle medie non mi perdevo nemmeno uno dei concerti che d’estate venivano eseguiti in valle. Ah! Ma ho capito bene quanto amavo la musica in terza elementare col maestro Monfredini!» e mentre racconta, gli occhi di Gabriella sorridono e ballano. Poi fanno una pausa: «Finite le medie sono andata a ragioneria e poi» (riecco gli occhi brillare!) «al pomeriggio, andavo a Riva, alla scuola musicale». Gabriella si diploma in clarinetto al Conservatorio di Trento. Ma non le basta. Sente che “la musica può fare” e che bisogna estendere sempre più l’accesso alla musica. «Perché viviamo tempi moderni in cui la musica è stata un po’ rinchiusa dentro certi spazi, quelli dello studio e della tecnica: sembra che la musica sia solo per chi la studia. Ma non è così! C’è la musica che abbiamo dentro!».

Sì, la musica è per tutti, la musica può fare. «E quindi anch’io quando mi diplomo voglio tenere aperta la via del virtuosismo e dischiudere sempre più la via degli artisti del quotidiano: portare la musica nella quotidianità delle persone». Ed è così che Ferrari va a studiare alla scuola d’animazione musicale a Lecco e scopre fino in fondo il suo talento: che è musica, creatività e un mare d’entusiasmo. Ora Gabriella è un’insegnante della Scuola musicale delle Giudicarie di Tione e opera su tre fronti: insegna clarinetto; insegna “musica giocando”, ossia porta i ragazzi disabili a suonare il pianoforte (e anche il basso elettrico), e infine coordina il laboratorio di teatro musicale dove arrivano i contributi di tutta la scuola e dove, in pratica, tutto si unisce.

Ma Gabriella Ferrari, nel frattempo, diventa un’autorità a livello nazionale (e oltre) nell’insegnamento della musica ai ragazzi con disabilità, perché diffonde – dopo la collaborazione con i colleghi finlandesi che l’hanno inventato – il metodo «FigureNotes» ossia il sistema per imparare a suonare facilmente con i simboli colorati: un sistema di notazione innovativo, che rende la musica un gioco, coi pallini colorati sul foglio musicale e gli stessi palllini sui tasti del pianoforte.

Ora i ragazzi con disabilità che suonano alla scuola di Gabriella Ferrari sono ben 35: una grande banda musicale! E quanto suonano! Ma che cosa insegna la musica? «La musica apre uno spazio dentro di te e fuori di te: è una questione di felicità! Vedo i miei allievi che quando suonano sono felici, perché la musica fa sperimentare la felicità. Quando porto una canzone nuova poi mi emoziono anch’io a vederli: loro guardano il foglio di Figurenotes e appena riconoscono la canzone allargano il sorriso».

Ma quanto manca a tutti noi la musica? «Manca tantissimo. Nel mondo ne serve tanta, tantissima. Di più». Ora il laboratorio di teatro musicale sta allestendo l’«Orlando così furioso» e Gabriella Ferrari a luglio sarà a Edimburgo per l’Isme (società internazionale per l’educazione musicale) e nella

commissione per l’edizione musicale speciale “Music for all” porterà l’esperienza di Tione. Gabriella è anche direttore del progetto in Italia di Figurenotes. Va di regione in regione e cerca di portare il sorriso sempre, ovunque. Lei ce l’ha il sorriso, non le manca mai. Una musica può fare.

Fonte: trentinocorrierealpi.gelocal.it

(m.m./m.p.)