Camminare e riflettere. Anche: camminare per riflettere. Ancora: camminare per far riflettere. La viandanza alla fine è questo. Anna ha preso i concetti che fanno della viandanza uno stile di vita e li ha applicati alla propria.marcIn un abbraccio che coinvolge. Questo è “Il Cammino di Marcella”: 24 ore di cammino con brevi soste che sono solo incontri. Venerdì e sabato sarà a Milano, dopo averne fatti in tutta Italia e all’estero, oltre 1600 chilometro con andamento lento. C’è un tema di riflessione: la disabilità. Che vuol dire inclusione e accoglienza sulle tracce che Anna lascia. Non è mai sola. Ci sono amici, quelli che si organizzano e chi si raccoglie per strada. Perché ognuno è invitato a farlo, a condividere momenti del cammino, tanti o pochi minuti, notte o giorno, perché quelle 24 ore sono piene (per la tappa di Milano, qui il link della pagina di facebook per chi volesse aggregarsi, sotto un programma con i luoghi toccati e le piccole soste).

Anna ha poco più di cinquanta anni. Al lavoro in varie aziende ha sempre aggiunto quello di mamma, con tre figlie sue e molti di più avuti in affidamento familiare, anche per periodi lunghi. Marcella è una delle figlie di Anna. Aveva otto anni quando stava percorrendo con mamma alla guida l’autostrada A26. Un incidente e viene sbalzata fuori dall’auto, cadendo da un viadotto. Era notte, difficile trovarla, dopo quel volo di 28 metri. Anna fa una promessa: “Se la ritrovano viva, vado a piedi a Lourdes”. Poco dopo accade: la caduta le ha lasciato disabilità, ma anche la vita. Passa qualche tempo e Anna non smette di pensare a quella promessa. La mantiene. Parte nella primavera del 2011 da Rossiglione, nel genovese, il luogo dove avvenne l’incidente, e giunge a Lourdes dopo due mesi con circa 1300 chilometri percorsi camminando. In questo percorso incontra persone, parla con la gente, racconta la vita. Ecco l’embrione dal quale nasce nel 2014 Il Cammino di Marcella (è diventato anche un libro, edito da Ali&no), da portare nelle città e nei paesi, per spiegare e capire la disabilità.

Dice Anna: “Si cammina per 24 ore consecutive, senza dormire, spostandosi da un luogo all’altro, luoghi in cui ci fermiamo per circa alcuni minuti per raccontare il nostro cammino in una manciata di parole e raccogliere le iniziative che andiamo a conoscere. Chiunque può unirsi anche solo per qualche passo. Qualcuno può provare a confrontarsi con i propri limiti venendo a camminare per l’intera giornata, circa 80 km senza dormire, partendo dall’assioma che talvolta non riusciamo ad accettare i limiti degli altri perché non accettiamo i nostri”.

Il Cammino di Marcella

A Milano la tappa conclusiva sarà un luogo inaspettato: “C’è l’esigenza di mettere in rete e far conoscere realtà associative che realizzano iniziative, anche semplici, a dimostrare che un’Italia inclusiva è possibile. In ogni città organizziamo l’iniziativa in collaborazione con persone che lì abitano. A Milano ho avuto la fortuna di conoscere Martina Gerosa, un vulcano di idee, che ha permesso di inserire il Cammino di Marcella 24h/24 nella programmazione del Festival Internazionale di Poesia di Milano”. E’ bello che si concluda al uno straordinario evento che sabato 14 maggio si terrà a Milano, ma anche in innumerevoli luoghi del mondo: il Festival internazionale di poesia prima edizione curato da Milton Fernandez e il team del Festival della Letteratura di Milano.

Fonte: invisibili.corriere.it

(s.c./l.v.)