Sono in undici e si sono incontrati nella Cooperativa Sociale H-Anno Zero Onlus che da oltre trent’anni si occupa di assistenza alle persone disabili a Roma. Suonano, compongono, fanno teatro. Perché l’arte, a volte, è il mezzo più potente per essere felici: “Stiamo scrivendo il nostro futuro”

L’ispirazione arriva dall’articolo 27 di una carta molto speciale: la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Dice: “Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici”. Era scontato, quindi, che la band uscita da queste parole sarebbe stata più che speciale. Si chiama Scooppiati e, nel mezzo, mostra orgogliosamente il suo intento. Coop, intesa come Cooperativa Sociale H-Anno Zero Onlus che, nella Capitale, da trent’anni non si occupa solamente di assistere le persone disabili ma di includerle nella società.

Peppe Salis, sardo di origine ma romano d’adozione, mente dietro il gruppo insieme al collega Andrea Curatolo e bassista sul palco, ci ha raccontato come sono nati gli Scooppiati. “La band è composta da alcuni utenti della Cooperativa, da alcuni volontari, disabili e non, e da alcuni operatori. Ognuno suona uno strumento: io il basso, Daniele Ponziani la batteria, Andrea Curatolo, Raffaele Annunziata ed Enzo Tognazzi le chitarre, Cristiano Tanturri le tastiere, Federico Zattini le percussioni, mentre Viviana Franchini, Manuela Crisafio ed Alessandro Tognazzi cantano. Ci siamo formati nel 2011 dopo varie esperienze di laboratori musicali rivolti ai ragazzi disabili”, racconta Salis. “Si sente tanto parlare di cooperative e troppo spesso in maniera negativa. All’interno di queste organizzazioni, se gestite bene, si coopera invece davvero, tutti assieme, per conseguire dei risultati comuni volti a fare del bene al prossimo. Nel nostro caso io ottengo il risultato salendo sul palco ma anche il mio collega, che fa un lavoro di background in ufficio, ha dato il suo contributo fondamentale. È un gruppo integrato, composto da ragazzi diversamente abili e normodotati, accomunati da una grande passione per la musica. Passione che li rende protagonisti di un progetto che utilizza la musica come canale d’inclusione sociale”.

Fonte: repubblica.itscoppiati

(s.c./m.n.)