Dal 7 al 25 ottobre 2015 a Palazzo Barolo, sale del Legnanino via Corte d’Appello 20- Torino
Ingresso gratuito alla mostra.

ANDARE OLTRE
INSTALLAZIONE DI POP UP GIGANTI IN CARTA FABBRICATA A MANO, DI RECUPERO

Un progetto di Arte Plurale.Un percorso condiviso per tradurre parole, emozioni e pensieri in concetti visivi, volumi e superfici sensibili, pensando anche a chi non sa leggere, non sa la nostra lingua o non ci vede.

L’opera sviluppatasi nell’alveo di un progetto più ampio – Stazione Ginzburg, ancora in fieri, ideato dall’Associazione Aiuola Donatello, Circoscrizione 8 – ispirato ai temi del libro Lessico familiare della scrittrice Natalia Ginzburg, che, vissuta a lungo nella casa di famiglia in via Pallamaglio, oggi via Morgari, ha sempre avuto con Torino un rapporto particolare.
L’opera viene presentata in anteprima a conclusione del ciclo scolastico degli studenti del Primo Liceo Artistico che hanno vissuto questa esperienza – di lavoro artistico Plurale e di riflessione sulle tematiche dell’esclusione – insieme al Servizio Disabili con gli allievi e operatori del Laboratorio la Galleria, Servizio Passepartout e l’Associazione Volonwrite.

Valore aggiunto all’esperienza è la possibilità, per i giovanissimi protagonisti, di dialogare con il pubblico in un contesto storico di grande bellezza: Palazzo Barolo, luogo che sul territorio è di ispirazione alla Città anche per l’impegno attivo dell’Opera nel rispondere concretamente ai bisogni di crescita e formazione delle nuove generazioni: un impegno che si manifesta con continuità sin dal 1864 con la lungimirante azione di collegare assistenza, educazione e cultura.
A cura di Tea Taramino, Giuliana Ravaschietto e Maresa Pagura

CONCEPT
Partendo dalla riflessione su alcuni brani di Lessico familiare si è proposta una riflessione sulle leggi razziali in un’ottica sia specifica sia universale, poiché discriminazione, razzismo, esclusione, manipolazione della realtà mutano bersaglio, ma purtroppo non perdono di attualità.

L’installazione è realizzata con carta fabbricata a mano, giornali, libri, fili di cotone e luci elettriche,
come scelta dal valore fortemente simbolico in quanto tali materiali si prestano a comunicare in modo immediato i concetti sui quali il gruppo ha dibattuto: una materia fragile per indicare precarietà e insicurezza; la carta diviene semi- trasparente, se illuminata, per far emergere segni, forme e figure altrimenti non visibili, per avere la possibilità di vedere oltre e attraverso se traforata;
i frammenti di parole triturati nell’impasto per significare quanto una sopraffazione improvvisa interrompa qualsiasi discorso e a volte le parole possano perdere senso e potere a causa dell’ingiustizia subita che rende fragile la persona;i fili bianchi spezzati , inseriti come trama, come metafora perché la discriminazione separa e allontana le persone; spessori, pieghe e lacerazioni per sottolineare ferite, cicatrici e deformazioni fisiche e della realtà, percepita e comunicata.

La carta è un materiale familiare, di uso quotidiano ed è presente in molti aspetti della vita personale e sociale: comunicazione, studio, arte, igiene, confezioni, valuta.
La carta è un prodotto interculturale e migrante: inventata dai cinesi, diffusa nel mondo dagli arabi e perfezionata dai giapponesi e dagli italiani.
La carta adoperata dal gruppo è di recupero quale gesto dal valore simbolico, sociale e ambientale.
Inoltre fabbricare la carta è un procedimento semplice di facile comprensione ed esecuzione adatto a tutti.

GRUPPO DI LAVORO
Città di Torino
Laboratorio La Galleria, Servizio Disabili e ETH della Circoscrizione 8
Massimo Ambrogio (disegni e stilizzazioni), Valentino Ancora (disegni e stilizzazioni), Marcello Corazzi (disegni e stilizzazioni), Tea Taramino (direzione artistica e curatela) www.comune.torino.it/pass/arteplurale

Servizio Passepartout, Servizio Disabili
Maresa Pagura (responsabile redazione Città Aperta)
www.comune.torino.it/pass/artecultura

Associazione Volonwrite
Ario Dal Bo (documentazione video), Claudia Cespites (reportage) e Vittoria Trussoni (reportage)
Giada Morandi (redazione)

Hanno collaborato:
Erika Cristina (Associazione Arteco), Roberta Palermo, Sara Trusciglio, Ronny Eliott Lopez Arauco e Javier Demetrio Bravo Lucana, Caterina Marinelli (Servizio Civile); Noureddine Khaidoune (Associazione Le Flambeau), Caterina Chiarello, Mamady Cisse, Momodou Sambou, Toussaint Diatta (volontari); Chiara Golino e Francesca Pedretti (Accademia Albertina di Belle Arti di Torino) Angela Robert e Lidia Del Zoppo (La Galleria).

Primo Liceo Artistico
Studenti dalla classe 5 D, Architettura e Ambiente
Marta Aidala (rapporti con i media), Lorenzo Filardi (disegni e stilizzazioni), Giuseppe Gatti (raccolta materiali), Mattia Moretti (aggiornamento web), Martina Petiti (documentazione fotografica), Alessandro Venuto (stesura rilievo architettonico);

docenti
prof.ssa Giuliana Ravaschietto (coordinamento studenti e cura aspetti letterari del progetto)
prof. Valter Cortelazzo (discipline architettoniche, supervisione rilievi);
Hanno collaborato: Cesare Viottini, Andrea Cordero (Direttore Artistico di Ars Captiva)

INGRESSO GRATUITO ALLA MOSTRA NEL LEGNANINO

Per chi volesse anche cogliere l’occasione di visitare il Palazzo, le tariffe di ingresso sono:
Intero € 4,00
Ridotto € 2,50: minore 18 anni ; maggiore 65 anni ; possessori Torino+Piemonte Card
Gratuito: accompagnatori di disabili; disabili; minore 10 anni ; possessori di Abbonamento Musei

visite guidate Prenotazione obbligatoria per gruppi e scuole minimo 10 – massimo 50.
Tel.: 0112636111.
Descrizione Visita al museo e agli Appartamenti Storici. Durata della visita 1 ora e 15 min. circa

Ingresso via Corte d’Appello 20
ORARI DI APERTURA

Dal 01/01/2014 al 31/12/2015
Lunedì Chiuso

Martedì | Mercoledì | Giovedì | Venerdì
10.00-12.00 ; 15.00-17.30

Sabato | Domenica
15.00-17.30
Telefono: +39 0112636111 – Web: www.palazzobarolo.it
Email: info@palazzobarolo.it – segreteria@palazzobarolo.it