Dal 6 ottobre al 24 novembre 2015 presso il Cinema Romano in p.za Castello (galleria Subalpina) – ingresso gratuito.

Il riconoscimento universale ed il rispetto della dignità di tutti gli esseri umani e dei loro diritti inalienabili rappresentano un traguardo importante per una società democratica nei fatti e non solo nelle parole. Nel solco di tale orientamento, il Comitato regionale per i Diritti Umani ha promosso, con la collaborazione dell’AIACE, la rassegna cinematografica “Rights on the movie”, che affronta e declina tali complesse tematiche in una grande varietà di sguardi.
Con proiezioni aperte e gratuite per tutta la cittadinanza saranno presentate otto pellicole molto diverse e tutte intense, precedute da un’introduzione degli esperti che compongono il Comitato: una riflessione necessaria in un momento di “urgenza” sociale ed umanitaria, che vuole essere nel contempo un atto di coraggio e fiducia in una possibile riappropriazione di valori, nel contesto globale della libertà e dei diritti umani. Il filo rosso che lega tra loro le storie e i protagonisti dei film selezionati è senz’altro la scelta dell’ esserci, la volontà di agire in prima persona per affermare istanze di giustizia e desideri di verità, con la necessaria presa di coscienza che diviene motore per la diffusione di una cultura basata sul rifiuto di ogni tipo di discriminazione e sulla costruzione di una nuova civiltà dei diritti.

LE TRAME DEI FILM:

1. GABRIELLE – UN AMORE FUORI DAL CORO di Louise Archambault, con Gabrielle Marion-Rivard, Mélissa Désormeaux-Poulin, Alexandre Landry, Vincent-Guillaume Otis – Drammatico, 104 min. – Canada 2013.

Gabrielle ha vent’anni, un deficit intellettivo e un grande amore, Martin. Vivace e dotata di un grande talento musicale, Gabrielle canta nel coro de Les Muses de Montréal e vive in un centro per ragazzi ‘come lei’. Amata e legata a Sophie, la sorella maggiore che sogna di raggiungere il fidanzato in India, Gabrielle ama riamata Martin e desidera con lui un appartamento e un appuntamento, dove consumare la loro prima volta. Osteggiati dalla madre di Martin, Gabrielle e Martin vengono ingiustamente separati. Ma Gabrielle è decisa a vivere una vita normale. Un concerto d’estate e una canzone di Robert Charlebois realizzeranno i suoi sentimenti e la sua ‘indipendenza’.

2. LE COSE BELLE di Agostino Ferrente, Giovanni Piperno  – Documentario, 88 min. – Italia 2013.

Attraverso una relazione molto articolata tra testa e cuore, il documentario di Ferrente e Piperno registra il loro presente e richiama il loro immediato passato. L’esperienza umana di Silvana, Adele, Enzo e Fabio si colloca nella dimensione reale, in una città che ha assunto i contorni inquietanti di un luogo in declino per le faide camorristiche, l’emergenza rifiuti, la crescita dell’immigrazione e le conseguenti dinamiche urbane, economiche, sociali e umane. Le cose belle riflette allora sulla realtà sociale e culturale di Napoli, interrogando o facendosi interrogare da quattro ragazzi che volevano essere modelle, ballerine, cantanti o calciatori, magari sposarsi, magari avere un appartamento in centro o magari ancora tornare nella casa della prima infanzia. Volevano tante cose belle, quelle che si augurano alle persone congedandosi da loro, quelle che anche i napoletani pronunciano in italiano perché siano comprensibili e annuncio di buon auspicio.

3. IO STO CON LA SPOSA di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry. Con Tasneem Fared, Abdallah Sallam, MC Manar Manar, Alaa Bjermi, Ahmed Abed – Docu-fiction, 89 min. – Italia, Palestina 2014.

Documentario nomade finanziato ‘dal basso’, Io sto con la sposa mette letteralmente in schermo un matrimonio e il suo corteo di invitati mai così partecipi. Perché i cinque protagonisti di questa avventura sono in fuga dalla guerra e dal loro Paese fiaccato dalla belligeranza. Palestinesi e siriani sopravvissuti ai marosi, sbarcati a Lampedusa e decisi a raggiungere ‘creativamente’ la Svezia. Ad aiutarli un regista, un giornalista e un poeta sirano-palestinese convinti che nella vita prima o poi bisogna scegliere da che parte stare. Schierati da quella del sogno, disattendono le leggi del Vecchio Continente e arrivano in meta. Non la casa base ma una nuova casa, che alleggerisca a chi ha chiesto loro soccorso, le ragioni per cui hanno rischiato la vita, spaiato i loro affetti e abbandonato tutto quello che avevano costruito.

4. TIMBUKTU di Abderrahmane Sissako, con Ibrahim Ahmed, Toulou Kiki, Abel Jafri, Fatoumata Diawara, Hichem Yacoubi – Drammatico, 97 min. – Francia, Mauritania 2014.

A poca distanza da Timbuktu, dove domina la polizia islamica impegnata in una jihad in cui divieto si aggiunge a divieto, una famiglia vive tranquilla sulle dune del deserto. Sotto un’ampia tenda Kidane, Satima e la loro figlia Toya possono solo cogliere dei segnali di quanto accade in città. Il giorno in cui il loro pastore dodicenne si lascia sfuggire la mucca preferita che distrugge le reti di un pescatore nel fiume che scorre tra la sabbia, tutto però muta tragicamente. L’animale viene ucciso e Kidane non accetta il sopruso.

5. SELMA di Ava DuVernay, con David Oyelowo, Tom Wilkinson, Cuba Gooding Jr., Alessandro Nivola, Carmen Ejogo – Biografico, 127 min. – Gran Bretagna 2014.

Nella primavera del 1965 un gruppo di manifestanti, guidati dal reverendo Martin Luther King, scelsero la cittadina di Selma in Alabama, nel profondo sud degli Stati Uniti, per manifestare pacificamente contro gli impedimenti opposti ai cittadini afroamericani nell’esercitare il proprio diritto di voto.

L’afroamericana 42enne Ava DuVernay, miglior regista al Sundance Film Festival del 2012 per Middle of Nowhere, sceglie a sua volta quell’episodio storico come cartina di tornasole della battaglia per i diritti civili in America e offre un ritratto complesso e sfaccettato di una delle personalità più influenti e meno cinematograficamente documentate del passato americano.

6. NON ACCETTARE SOGNI DAGLI SCONOSCIUTI di Roberto Cuzzillo, con Giuseppe Claudio Insalaco, Daniel De Rossi – Drammatico, 70 min. – Itali 2015.

Le nuove leggi anti-gay sono state appena approvate in Russia. Dopo una gara a San Pietroburgo, il nuotatore italiano Massimo incontra un russo della sua stessa età, Vladimir, che lavora come interprete per la delegazione della quale fa parte Massimo. I due uomini si innamorano, ma dovranno affrontare le barriere culturali tra loro, così come i vecchi e nuovi stereotipo della figura del macho.

7. MATEO di Maria Gamboa, con Carlos Hernández, Felipe Botero, Miriam Gutiérrez, Samuel Lazcano, Leidy Nino – Drammatico, 86 min. – Colombia, Francia 2014.

Colombia, regione centrale del fiume Magdalena. Mateo è un adolescente che vive solo con la madre e subisce il fascino dello zio Walter, arricchitosi come strozzino, un essere umano violento e senza pietà. Per evitare di venire espulso da scuola, Mateo accetta di frequentare un corso di teatro, condotto da un prete che sta cercando di aiutare la comunità ad uscire dalla paura e dalla connivenza con la criminalità. Il corso apre gli occhi al ragazzo sulla pericolosità dello zio, ma potrebbe essere troppo tardi.

8. DIFRET – IL CORAGGIO DI CAMBIARE di Zeresenay Berhane Mehari, con Meron Getnet, Tizita Hagere, Haregewoin Assefa, Shetaye Abreha, Mekonen Laeake – Drammatico, 99 min. – Etiopia, USA 2014.

1996. Etiopia. In un villaggio nell’area di Addis Abeba la quattordicenne Hirut viene rapita e violentata da colui che la pretende come sposa nonostante l’opposizione dei genitori di lei. La ragazzina riesce a fuggire impossessandosi di un fucile e uccidendo il suo sequestratore come auto difesa. Tutto però è contro di lei, sia la legge dello stato sia le regole ancestrali delle comunità rurali. Solo Meaza Ashenafi, avvocato e leader dell’associazione Andenet (uno studio legale al femminile che assiste gratuitamente donne che altrimenti non avrebbero alcuna possibilità di difendersi dai soprusi di una società dominata dai maschi) decide di assisterla. La battaglia contro i pregiudizi non sarà facile né indolore.