“Genitori”, il nuovo film di Alberto Fasulo, sarà proiettato il 10 agosto in anteprima al Festival di Locarno, dove è stato selezionato nella sezione Fuori Concorso.

Dopo il trionfo al Festival di Roma 2013 con il Marc’Aurelio d’Oro per “Tir”, seguito da un’importante attenzione internazionale, Alberto Fasulo arriva al Festival di Locarno con il nuovo film doc “Genitori”. Un viaggio dentro un’esperienza quotidianamente eccezionale. 

Prodotto da Nadia Trevisan il film è una produzione Nefertiti Film con Rai Cinema in associazione con Friuladria Crédit Agricole e con il sostegno di Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, Friuli Venezia Giulia Film Commission, Associazione Vivere Insieme.

Dopo il Festival di Locarno, il film arriverà nelle sale italiane in autunno, distribuito da Luce-Cinecittà.

Intendo raccontare il mondo della disabilità senza pietismo ma piuttosto con eroismo. Questi genitori, nell’arco degli anni in cui li ho frequentati e filmati, mi stanno dando più una visione di tenacia eroica che di compassione pessimistica. Questo gruppo, che credo rappresenti bene uno spaccato del valore del confronto anche se doloroso e rischioso per la propria persona, va raccontato in presa diretta attraverso un documentario semplice e diretto. Con “Genitori’’ intendo contribuire a quell’idea che il cinema possa anche essere considerato di formazione permanente, cioè un mezzo per arrivare, per entrare nelle case dove si vive il disagio della propria condizione umana e comunicare che l’incontro con i propri simili può essere una possibilità per esorcizzare e alleviare il peso della propria condizione quotidiana. Alberto Fasulo

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IL FILM

Una famiglia con un figlio disabile è una famiglia disabile?

“Genitori” è un film documentario che si permette la libertà di entrare, immaginare e comprendere la realtà di famiglie che vivono l’esperienza con un figlio disabile.

Negli ultimi sedici anni un gruppo di genitori (12 madri e 2 padri) si sono incontrati ogni quindici giorni per parlare della loro vita quotidiana e per trovare soluzioni al miglioramento della vita dei loro figli. Dopo tanti anni, il gruppo è diventato una micro-società con un suo equilibrio. Il gruppo è diventato anche una famiglia. Aiutare se stessi per prendersi cura degli altri è il concetto fondante di questo gruppo.

Rimorso, paura, senso di colpa, gioia, rabbia, ricerca continua di soluzioni realizzabili, sono gli ingredienti dell’incontro eccezionale e quotidiano con queste persone che siedono in cerchio e identificano nel confronto e nella condivisione, beni comuni che possono contribuire a migliorare la loro vita.

Indipendenza, sessualità, limite, senso di colpa, diritto al lavoro, sono gli argomenti che affrontano. Come qualunque altro genitore, come qualsiasi figlio.

Un film sul dolore senza dolorismo, dove si respira coraggio, e il coraggio della paura, e desiderio, commozione e sorrisi. Facendo dimenticare che queste storie non ci toccano direttamente, ma con leggerezza ci possono toccare.

 

Fonte: rbcasting.com

(m.p.)