Alle gallerie di palazzo Zevallos visite guidate gratuite alla scoperta di Caravaggio.

Un appuntamento al buio, per scoprire l’arte a occhi chiusi. Visite guidate per  ipovedenti e non vedenti, grazie a un libro tattile. A partire dal 18 giugno, alle Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano  –  polo museale di Intesa Sanpaolo a Napoli  –  sarà possibile prenotare visite guidate gratuite dedicate a persone con deficit visivo, realizzate in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi, con l’Università degli Studi di Napoli Federico II e con il centro Sinapsi dell’Università Federico II.

Per rendere fruibili le collezioni del museo e consentire agli utenti ipo o non vedenti di muoversi in maniera autonoma all’interno degli spazi espositivi, le Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano ricorreranno a un libro tattile – disponibile per i visitatori dal 19 giugno – composto da una mappa degli spazi museali e le riproduzioni di alcune opere della collezione con la tecnica del fornetto Minolta, correlate da tavole didattiche Braille. Il volume è stato predisposto in collaborazione con il centro Sinapsi dell’Università di Napoli Federico II.

Per promuovere il progetto sono state organizzate due visite guidate nelle giornate di venerdì 3 e venerdì 17 luglio alle ore 17. Successivamente il libro tattile sarà a disposizione, gratuitamente, su richiesta dei singoli visitatori con minoranza visiva o per visite guidate di gruppo, fino a un massimo di 10 persone, presso il bookshop delle Gallerie.

La visita guidata, della durata di un’ora, inizia introducendo il visitatore allo spazio museale anche con il supporto di una pianta in rilievo. Con l’ausilio di un mediatore culturale i partecipanti hanno modo di muoversi nel museo supportati da tavole a rilievo, consultabili tattilmente, che riproducono le opere selezionate (tra cui l’ultimo Caravaggio) da esplorare nel percorso, sviluppato in collaborazione con Civita, la società culturale che gestisce i servizi museali delle Gallerie d’Italia.

Nelle tavole utilizzate, il rilievo del segno grafico non intende in alcun modo richiamare direttamente il volume degli oggetti rappresentati, ma serve unicamente a rendere accessibili al tatto i punti, le linee e le superfici di cui si compone il disegno, consentendo di rappresentare anche oggetti complessi e tridimensionali attraverso figure piane e a due sole dimensioni.

Partecipano all’iniziativa anche alcuni dipendenti ipo e non vedenti di Intesa Sanpaolo.

“La fruizione delle opere d’arte da parte di persone non vedenti è un diritto della persona inalienabile”, afferma il professore Alessandro Pepino, Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie della Informazione Università degli  Studi di Napoli Federico II.  “Le nuove tecnologie offrono numerose possibilità per garantire questo diritto e gli scenari che si aprono consentono anche il miglioramento delle modalità di fruizione  da parte di tutti. La presentazione dell’iniziativa realizzata da Intesa Sanpaolo intende da un lato sensibilizzare la pubblica opinione sulla importanza di rendere accessibile l’arte a tutti, dall’altro mostrare anche alcune soluzioni sostenibili”.

“Le visite guidate dedicate alle persone ipo e non vedenti rientrano nelle attività che Intesa Sanpaolo sviluppa per rendere le proprie collezioni d’arte e i propri edifici storici accessibili a pubblici estesi, che comprendono, fra gli altri, i disabili e i malati di Alzheimer.”  –  dichiara Michele Coppola, dal prossimo luglio responsabile dei Beni Culturali di Intesa Sanpaolo  –  “In questo modo la Banca vuole contribuire concretamente alla creazione di opportunità sociali, alla crescita civile e culturale del Paese e a una reale inclusione delle persone con difficoltà di varia natura.”

In Italia sono 320.000 le persone non vedenti e oltre un milione quelle con deficit visivo grave. Ci si domanda se la persona ipo o non vedente possa costruirsi una rappresentazione mentale dell’opera d’arte attraverso il tatto o la descrizione verbale. Numerosi esperti sostengono come non sia tanto importante

che l’opera d’arte trasmetta la medesima emozione al vedente e al non vedente, quanto piuttosto che susciti un’emozione. L’approccio quindi si sposta dall’analisi storico-critica degli studiosi dell’arte alla sfera delle sensazioni che il non vedente coglierà dall’opera attraverso altri canali sensoriali non legati a quelli tradizionali quali, per citare alcuni esempi, l’intensità del colore, la forza della luce o i cromatismi.

Fonte: napoli.repubblica.it

(m.p.)