Maturano i nuovi frutti della feconda collaborazione tra Lenz Fondazione e il Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale dell’Ausl di Parma: dopo la ripresa di Adelchi debuttano nei fascinosi spazi del Museo Guatelli i primi due episodi del grande progetto biennale Il Furioso.LENZ

Che interagirà, nella fase autunnale, con alcuni pazienti finora detenuti in vari Ospedali Psichiatrici Giudiziari italiani, oggi ospiti della REMS di Mezzani in provincia di Parma. Aspettando Macbeth.

IL PROGETTO – È un progetto drammaturgico biennale che prevede una forma scenica installativa a episodi, creata in stretta relazione con spazi artistici e monumentali non teatrali. L’imponenza strutturale del progetto è determinata dalla necessità di costruire nessi profondi tra la natura plurima dell’Orlando Furioso, la molteplicità dei siti e la pluralità sensibile, altrettanto labirintica, degli interpreti del lavoro. Maria Federica Maestri ne Il Furioso di Lenz Fondazione cura installazione, elementi plastici e regia, ed è responsabile della relazione artistica con i suoi attori sensibili. Sono loro infatti i protagonisti del viaggio, persone con disabilità psichica e intellettiva assieme ai performer storici di Lenz, in un dialogo inesaurito e inesauribile per il rinnovamento della lingua teatrale contemporanea.

Il Furioso è l’ennesimo esito performativo della imprescindibile collaborazione con il Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale dell’Ausl di Parma, una fertile relazione pluriennale che si manifesta anche in un nuovo, utopico progetto, in un momento storico di particolare rilevanza in Italia per la gestione sociale della follia. Dal 31 marzo 2015, come è noto, la Regione Emilia-Romagna è impegnata in un’esperienza pilota a livello nazionale per il trasferimento in nuove strutture di accoglienza di pazienti precedentemente detenuti negli OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari) italiani. In particolare nel piccolo Comune di Mezzani, in provincia di Parma, è divenuta operativa una delle prime Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria (REMS). È a questi ospiti sensibili che Lenz intende rivolgersi per un percorso di sensibilizzazione teatrale finalizzato alla scoperta della propria identità artistica attraverso elaborazioni visuali e sonore. Il laboratorio, che coinvolgerà una decina di ospiti fra i 28 e i 60 anni, si svilupperà, in una prima fase fino a novembre 2015, con la direzione scientifica di Rocco Caccavari. Questa pionieristica esperienza, ideata e condotta da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, prevede, tra l’altro, lo studio della grammatica corporea e delle tecniche del dialogo spazio-corpo, l’apprendimento di partiture gestuali attive e passive ed esercizi di respirazione, vocalizzazione e articolazione del moto vocale.

IL TEATRO PER LA RIABILITAZIONE – La collaborazione con Lenz Fondazione fa parte dei progetti di riabilitazione e reinserimento sociale tramite l’attività teatrale proposti ad alcune fasce di utenti e assistiti dell’Azienda Usl di Parma. Da oltre 10 anni il Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale e Dipendenze Patologiche (DAI-SMDP) promuove progetti riabilitativi a favore di persone in cura nei propri servizi, attraverso percorsi d’arte: dalla scrittura creativa, alla libera espressione artistica (art brut), e appunto il teatro. Il teatro in particolare, si rivela sempre come forte strumento terapeutico capace di sviluppare e potenziare competenze cognitive, comportamentali e comunicative che la malattia spesso nasconde, favorendo così un generale miglioramento delle condizioni di vita, una maggiore consapevolezza di sé e il recupero di abilità da esprimere anche in ambiti lavorativi e di vita quotidiana. Non di minore importanza, l’esperienza del teatro consente inoltre di intessere nel territorio relazioni in grado di favorire l’attenuazione dello stigma nei confronti della malattia mentale e nuove modalità di inclusione sociale e sviluppo culturale.

FESTIVAL VERDI 2016: GLI ALLESTIMENTI –  Per il Festival Verdi 2016, inoltre, Lenz Fondazione sta elaborando un allestimento del Macbeth di Giuseppe Verdi (che il compositore trasse dall’omonimo dramma di William Shakespeare). Gli ospiti della REMS parmense collaboreranno alla creazione “imagoturgica”: i loro volti diventeranno il transfer visivo (sociale, emozionale) per gli spettatori del Macbeth e la questione della follia e delle visioni di Lady Macbeth e del suo consorte diventeranno materia vivente, atto violento rimembrato e rielaborato, allucinazione rimessa a fuoco in un contesto drammaturgico e di rappresentazione dell’opera verdiana.

Fonte: parmatoday.it
(e.v.)