Guardano insieme fuori dalla finestra: c’è il sole. Lei attacca a sorridere, lui fa lo stesso. Anche se lei è cieca, e autistica, e il panorama che si vede attraverso i vetri può solo immaginarlo. Sono Leon Borensztein, polacco, fotografo professionista e padre single, e sua figlia Sharon. Lui, da quando è nata, ha immortalato ogni momento della sua crescita, nei suoi scatti in bianco e nero.

E adesso, per i trent’anni della figlia, ha voluto rendere pubbliche quelle fotografie, e ha realizzato un libro con tutti i suoi ritratti, con tutta la storia, dall’inizio a oggi, della loro relazione. Da quando lui, giovanissimo, la teneva in braccio, fino a oggi: il padre è ancora la sua guida, la tiene per mano, percorrono insieme i sentieri e guardano insieme dalla finestra.

«Come artista e fotografo documentarista, per me è stato naturale fotografare mia figlia», ha detto Borensztein, che ha vissuto nella Bay Area della California per circa 40 anni. «L’impulso era ancora più forte da quando ho scoperto la portata della sua disabilità: vivevo nell’incertezza per quanto riguarda il suo futuro».

Oltretutto, Borensztein è stato l’unico genitore di Sharon (alla mamma, gravemente tossicodipendente, avevano il diritto di vederla): «Lo stress delle famiglie monoparentali è incredibile. Nella maggior parte dei casi, però, sono i padri a lasciare la famiglia».

«Nelle lunghe notti passate a scegliere le fotografie di Sharon, le mie reazioni sono state molto sentimentali. Guardando il suo volto, sorridevoo, sentivo che il mio cuore si stava riscaldando, alcune volte mi veniva da baciare la foto. Ma quando leggo quello che ho scritto nei miei diari, le mie emozioni sono opposte. Non riesco a immaginare il suo volto, e le mie parole lasciano trapelare tutto lo stress, i momenti di frustrazione assoluta, la disperazione, i momenti al confine con la pazzia. E’ difficile credere a quello che abbiamo passato».

Il progetto «Sharon», così si intitola il suo libro fotografico, è molto importante per lui: è un libro d’arte, ma anche un’occasione per fare luce su molte questioni importanti come la disabilità, l’essere genitori single, l’essere il padre di una figlia disabile. «In un certo senso è anche informativo, e la mia speranza è che possa fornire alcune indicazioni preziose per i genitori con bambini piccoli disabili».

Fonte: vanityfair.it
(e.v.)