Un percorso per disabili visivi con 23 opere della collezione permanente da toccare e didascalie in alfabeto braille realizzate in collaborazione con il museo tattile statale Omero di Ancona e una sezione “tattile” della musmamostra temporanea “¡mira! – Ortega.

A partire dal mese di giugno 2015 il MUSMA partecipa alla VI edizione della Biennale Arteinsieme  – Cultura e culture senza barriere, iniziativa promossa da TACTUS – Centro per le Arti contemporanee, la Multisensorialità e l’Interculturalità del Museo Tattile Statale Omero, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, lo Sferisterio – Macerata Opera Festival e l’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche.

L’iniziativa, nata nel 2003, Anno Europeo del Disabile, ha lo scopo di favorire l’integrazione scolastica e sociale delle persone con disabilità e di quelle svantaggiate per provenienza da culture altre e per condizione sociale, attraverso la valorizzazione della cultura e dell’espressione artistica contemporanea, viste come risorse per l’educazione e la crescita personale di tutti.
Per superare ogni barriera e discriminazione e favorire la più ampia partecipazione del pubblico con disabilità, il MUSMA ha ideato due percorsi “tattili” tra gli spazio di Palazzo Pomarici.

Il primo, all’interno della collezione permanente, comprende 23 opere da toccare, accompagnate dalle didascalie in alfabeto Braille realizzate dal Museo Statale Omero di Ancona. Le sculture sono state scelte focalizzando l’attenzione su diversi artisti, italiani e internazionali, in modo da permettere ai visitatori di conoscere da vicino il maggior numero di modi di fare arte.
Toccando le opere, gli utenti hanno, inoltre, la possibilità di entrare in contatto con la varietà dei materiali utilizzati dagli scultori, dal marmo al bronzo, dalla plastica al legno e al gesso, così da poter approfondire la conoscenza di uno degli elementi più importanti della scultura contemporanea, la materia.

Il secondo percorso pensato dal MUSMA per la Biennale Artensieme si articola all’interno dellamostra temporanea “¡Mira – Ortega a Matera!”. Il messaggio fondamentale del linguaggio di José Ortega è che l’arte debba essere accessibile e comprensibile a tutti. In linea con questa idea è stata allestita una sezione della mostra in cui i visitatori hanno la possibilità di toccare le opere del maestro spagnolo e i materiali con cui le stesse sono state realizzate. Il segno a rilievo tracciato da Ortega, le irregolarità e le imperfezioni di un materiale artigianale qual è la cartapesta, la potenza delle forme plasmate dal maestro spagnolo con l’aiuto degli artigiani materani, permettono di entrare in pieno nel mondo di un artista per il quale comunicare alla gente, attraverso l’arte, è stato uno degli scopi principali della sua esistenza.

Il museo è, secondo la definizione dell’ICOM (International Council of Museum) “un’istituzione permanente al servizio della società e del suo sviluppo (…) che raccoglie le testimonianze dell’uomo e del suo ambiente naturale, le conserva, le comunica e soprattutto le espone a fini di studio, educazione e diletto”. Dovere dei musei è, pertanto, dotarsi dei mezzi necessari per garantire a tutti l’accesso alla conoscenza.
La crescita culturale e l’integrazione sociale sono due dei ruoli fondamentali dei musei, ragion per cui è fondamentale per il MUSMA trasformarsi in una struttura all’avanguardia in questo campo, attraverso i mezzi più idonei per garantire l’accoglienza paritaria dei visitatori.

Fonte: sassiland.com
(g.m.)