Treviso: “Mi hanno regalato un sogno. La scherma, lo spriz e le Paralimpiadi” (Rizzoli, 2015), il primo libro dell’atleta paraolimpica Bebe Vio sarà presentato a Treviso nella suggestiva location di Ca’ dei Ricchi giovedì 11 giugno alle 18.30: l’incontro è organizzato dal Club di Treviso del Soroptimist International, di cui la fiorettista diciottenne è testimonial per l’Italia.LIBRO BEBE VIO

Uscito lo scorso 23 aprile, il volume è stato scritto assieme alla redattrice e autrice Serena Piazza, che giovedì interverrà assieme a Bebe. La giovanissima e vulcanica atleta, originaria di Mogliano Veneto, spiegherà come sia nato il progetto del libro e quali messaggi abbia voluto inserire ma, soprattutto, con l’entusiasmo e il carisma che la contraddistingue continuerà la sua missione: far capire a tutti, con o senza disabilità, che «la vita è proprio una figata!».

BEBE E LORENZO, DUE SOGNATORI Il titolo nasce dalle parole del ritornello di uno dei pezzi più famosi di Lorenzo Cherubini – Jovanotti, “Ragazzo fortunato”, brano che il cantante ha dedicato a Bebe durante un concerto a Conegliano qualche anno fa. Ma non solo, è una frase che esprime tutto l’entusiasmo e la voglia di vivere della ragazza: per Beatrice quel sogno è diventato realtà, perché da un’esperienza grave e difficile come la malattia è rinata più positiva e più forte, diventando un simbolo nel mondo dello sport e per tutti i suoi coetanei. Il rapporto con Lorenzo, poi, da quel concerto è rimasto speciale. Il cantante, che ha curato la prefazione del libro, scrive: “Quando qualcuno ti conosce succede che vuole essere migliore, se ti incontra un uomo potente vorrà usare il suo potere per qualcosa di grande e utile, se ti incontra un cantante poi vorrà far meglio il suo lavoro, se ti incontra un dottore diventerà un dottore migliore, se ti incontra un canguro poi salterà alto il doppio”.

IL LIBRO “Mi hanno regalato un sogno” apre una finestra nella vita di una diciottenne molto speciale. Bebe come tutti i ragazzi della sua età ama divertirsi: andare al centro commerciale o ai concerti con le amiche, mettersi in tiro per uscire la sera. E non ci sarebbe nulla di strano se non stessimo parlando di Beatrice Vio che a undici anni, dopo essere stata colpita da una forma di meningite acuta, ha subito l’amputazione di gambe e braccia. Ma per Bebe la malattia non è la fine, anzi rappresenta soltanto una piccola parentesi tra quello che era prima – una bambina con una famiglia fantastica, moltissimi amici e le “tre S” (scuola, scout, scherma) – e quello che è diventata, ovvero un’adolescente felice, con ancora più amici di prima e sempre le “tre S”, ma un po’ cambiate: oggi frequenta le superiori, ha ormai ricevuto il suo nome-caccia scout (Fenice Radiosa) e ha già vinto diverse medaglie in competizioni paralimpiche di scherma, anche internazionali, di altissimo livello. Eccezionale atleta e insieme ragazza scoppiettante di vita, Bebe si racconta in queste pagine che traboccano di entusiasmo: dalle gare in giro per il mondo alle vacanza all’Elba, dalle figuracce in tv alle gioie delle protesi con tacco, dai faccia a faccia con i suoi miti agli incontri motivazionali che tiene nelle piazze e nelle scuole. E dei suoi sogni. Perché dopo avere fondato con i genitori Art4sport (un’associazione onlus che avvicina i ragazzi con disabilità fisiche allo sport), avere fatto la tedofora a Londra 2012 e avere gareggiato con le atlete più forti al mondo, ha ancora qualche sfizio da togliersi.

Fonte: trevisotoday.it
(e.v.)