In cinque giorni di passaparola Varese si è mobilitata per conquistare i 1.200 posti ad invito per la prima de “I MiserAbili” all’Apollonio: per la pièce della Cooperativa “L’Anaconda” con la regia di Luisa Oneto è già tutto esaurito. Lunedì alle 20.30 settanta attori in scena, disabili e non, daranno vita ad un evento straordinario: «Ma straordinario è il percorso riabilitativo ed educativo che in due anni e mezzo abbiamo potuto offrire ai “ragazzi” del nostro Centro e delle cooperative “Cura e Riabilitazione” e “Solidarietà e Servizi con cui siamo in rete», precisa Gianni Nocera direttore dell’Anaconda.TEATRO MISERABILI

Una bellezza grandissima

«Tramite il laboratorio, che è una delle attività condivise dai centri diurni socio-educativi e comunità-alloggio, grazie al favoloso lavoro della regista Oneto, riusciamo a fare emergere nei ragazzi capacità dalla valenza impressionante: dalla parola ai movimenti, al canto, all’espressione teatrale». L’idea di portare insieme in scena disabili di ogni età ed educatori o professionisti del teatro, con una produzione di altissimo profilo, è nata quindici anni fa: quest’anno si affronta un classico francese dell’ ‘800, molto impegnativo per lunghezza e articolazione, che è stato a volte difficile condensare in due ore. «Importante è la soddisfazione dei nostri ragazzi quando leggono la bellezza del loro lavoro, la sorpresa di essere visti “oltre la disabilità”, negli occhi di chi assiste allo spettacolo: ogni volta lo raccontiamo con commozione».

«In questi ultimi giorni », dice Luisa Oneto, «vivo la trepidazione del lascito che consegnerò a questi “ragazzi” al momento di andare in scena: ho inteso mettere nel loro cuore e animo un’ idea, uno stimolo per valorizzare la loro bellezza grandissima, che resta nascosta dalla difficoltà fisica e dalla sofferenza. Victor Hugo, attraverso la consapevolezza dell’Amore divino, ha voluto riscattare nei “Miserabili” tutti gli sconfitti. Su questo io ci investo la mia vita».

Preparazione professionale

Assistiti dalla direttrice di scena Daniela Sessa, con Luisa Oneto alla regia in platea, i “ragazzi” saliranno soli sul palco, chiamati a raggiungere con la loro forza un obiettivo difficile per la maggior parte delle persone. Nonostante le varie disabilità, dal punto di vista tecnico la preparazione è stata del tutto professionale, grazie al supporto della compagnia Splendor del Vero: da Silvio, consulente della parte musicale insieme al maestro Salvato, a Selene, a Lucina per musical e canto, a Natalia, e Aurora nella parte di Cosetta.

«Facciamo tesoro delle esperienze passate: dai materiali, ai costumi, alle persone: hanno collaborato con noi Elvis Zulli per l’ensemble delle musiche, Enrico Bonisolo e Padre Gianni di Radio Missione per la registrazione delle voci di scena, Eugenio Bollani per il video e l’allestimento del libretto-testimonianza del backstage tecnico ed emozionale, Saby al trucco e parrucco, la costumista G abriella Roggero, la sarta Giovanna Simonetto».

Un tour importante

«Moltissime le scenografie filmate ambientate localmente – si riconoscono la chiesina di San Cassiano a Velate, il Primo Arco della Via Sacra, il Seminario di Venegono, il Monte Martica, Villa Cagnola, Biumo, ma anche l’orrido di Nesso, i Sassi di Matera, alcuni luoghi in Sicilia e persino gli antichi sotterranei della metropolitana milanese, che ricordano il sistema fognario ottocentesco di Parigi. Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con il Comune di Varese, sarà replicato di nuovo all’Apollonio in ottobre: nel frattempo sarà a Gallarate al Teatro Condominio il 5 giugno, a Milano al Teatro Carcano l’1 ottobre, e a Busto al Teatro Sociale l’8.

Fonte: laprovinciadivarese.it
(e.v.)