Pinocchio sognava di essere un bimbo normale. Uno in carne e ossa, come tutti gli altri. E invece le articolazioni di legno, le braccia e le gambe rigide di una marionetta, il naso lungo per le bugie raccontate, lo rendevano irrimediabilmente diverso. «Ma i sogni si possono realizzare, come si possono anche superare i proprio limiti, fisici e non – spiega Alberto Ferrari, artista, regista e producer dell’agenzia lodigiana Altamarea -: ed è più facile farlo quando si è amati». E allora Pinocchio può realizzare il suo sogno – sentire il suo cuore di legno trasformarsi in muscolo e carne viva, come il resto del piccolo corpo da marionetta – e i ragazzi disabili di No Limits possono integrarsi alla perfezione, da attori provetti, in un gruppo di normodotati, diventando una vera compagnia e dando vita a un musical.

Per il secondo anno consecutivo, grazie alla sinergia tra Altamarea Produzioni e l’associazione No Limits di Claudio Minervino, sotto l’egida del più grande “cappello” di Special Olympics, nasce un musical speciale, come speciali sono attori, ballerini e cantanti che da settembre si riuniscono in sala prove ogni mercoledì per preparare lo spettacolo. Lo scorso anno, sul palco, era arrivato l’immortale Grease, successo senza tempo grazie alle interpretazioni di John Travolta e Olivia Newton John, fatto rivivere dalla compagnia formata per l’occasione con casting misti tra ragazzi disabili e non. Oggi tocca alla fiaba collodiana di Pinocchio, per cui sono già stati selezionati 22 protagonisti. Da settembre a dicembre, i ragazzi hanno scoperto se stessi – con le loro potenzialità, i loro limiti, gli ostacoli da superare, la paura del palco – in una sorta di palestra dell’attore, «molto simile a quella che affronta ogni protagonista prima di iniziare a lavorare su un testo – spiega Alberto Ferrari di Altamarea -: si lavora sulla capacità attoriali, canore, sulla predisposizione alla danza». Un percorso che ai ragazzi è servito moltissimo, «perché prepara all’utilizzo dei mezzi di ciascuno che serviranno poi in scena. Senza contare l’importanza nella costruzione di un gruppo affiatato. Qui si sentono le emozioni, si sviluppa la fantansia, si sperimenta l’improvvisazione teatrale e fisica, ma si apprendono anche nozioni generali di teatro». Su cui i ragazzi “speciali” sono ormai ferrati. «Rispetto allo scorso anno, oggi i ragazzi (di tutte le età ndr) sono più interessati e curiosi, fanno domande, interagiscono – racconta ancora chi lavora con loro ogni settimana -: si divertono ad andare contro le regole della normalità che è loro richiesta nella vita di ogni giorno, giocano con la follia dell’attore e si divertono».

Da gennaio è iniziato il lavoro sul testo e sulle musiche, su quella che sarà la prova con il pubblico del musical. Il titolo? Pinocchio No Limits; la scena, invece, dovrebbe essere all’aperto, in una delle piazze di Lodi, per la rassegna Lodi Al Sole, tra la fine di giugno e gli inizi di luglio. Oltre la messa in scena, il momento conclusivo di vittoria oltre i limiti e i confini dei concetti di disabilità e diversità, c’è la ricchezza di un percorso che «fa innamorare chiunque lo conosca – chiude Ferrari – : è un gruppo capace di trasmettere un’energia pazzesca, in un ambiente in cui si sperimentano il massimo livello di calore umano e libertà di espressione».

Fonte: ilcittadino.it

(m.p.)