All’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza di Bologna è nato il Museo Tolomeo.

Con la direzione artistica di Fabio Fornasari, curato da Lucilla Boschi e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, la nuova creazione propone il viaggio alla scoperta di Bologna intorno a una stanza. La sala museale consiste in una installazione che raccoglie diversi oggetti, tecnologici e non, che hanno attraversato la storia del Cavazza e si sono intrecciati con la vita della città di Bologna. Sia per i vedenti che per i non vedenti, i suoni in maniera acustica entrano nello spazio senza che ci sia la possibilità di capire da dove essi arrivino, contribuendo alla costruzione di una visione analitica, analoga a quella tattile.

Il Museo, intitolato a Tolomeo (colui che senza poter far affidamento sulla vista, strumento limitato nello spazio, ha proposto una possibile visualizzazione, anche concettuale, del mondo), diviene quindi non solo luogo di conoscenza legato alla storia ma ambiente di promozione di linguaggi contemporanei che esplorano nuovi modi di percepire il passato ed il presente riscoprendo, da altri punti di vista, il mondo che ci circonda. In linea con l’attività dell’Istituto per non vedendi (prestigioso centro di istruzione, educazione e formazione all’avanguardsia anche in ambito tecnologico e di produzione e ditribuzione di materiali nonché primo museo tattile di pittura antica e moderna) il nascente Museo sostiene la ricerca nell’incontro e confronto tra le arti attraverso la creazione di un itinerario immersivo che coinvolge i cinque sensi e di appuntamenti con artisti, musicisti e studiosi.

Il nuovo ente racconta la città attraverso gli oggetti e le tecnologie multimediali grazie al video «Cose che passano» (disponibile su http://www.cavazza.it/?q=it/node/959) che racconta come è cambiata la scrivania del non vedente nel corso dell’ultimo secolo. Il Tolomeo è composto da una sola sala museale, in sostanza un’unica installazione arricchita da oggetti, tavoli, sedie, lampade, macchine da scrivere, legati alla storia dell’Istituto Cavazza e alla vita della città delle Due Torri. L’ambiente permette di effettuare una esperienza intermediale, interattiva e ambientale, comprendendo che cosa significa essere privati di un senso fondamentale come la vista. L’installazione è dotata anche di un commento sonoro, non solo un audio utile agli oggetti esposti, quanto una «guida» utile ad accompagnare l’elemento visivo. In questo modo si crea un doppio canale esperienziale, visivo e non visivo.

www.cavazza.it

(m.p.)