Le toccano il viso per intuire le sue espressioni, prendono le sue mani tra le loro le mani per imitare i suoi gesti. Sono gli allievi di Carola Stagnaro. Non l’hanno mai vista a teatro né al cinema e neppure nelle serie televisive che continuano a passare in replica, da “Centovetrine” a “Don Matteo” , da “Un posto al sole” a “Il generale Dalla Chiesa”. Non la vedranno neppure in “La Regina disadorna” spettacolo tratto da un celebre affresco di Maurio Maggiani sullo sfondo del porto di Genova che verrà riproposto sabato 24 lungo un percorso che va da San Matteo a palazzo Spinola.

Nel frattempo ha aperto la stagione di Lunaria a Nervi con un toccante lettura de “Il gabbiano Jonathan Livingstone”, accompagnata dal collega Paolo Drago e, al pianoforte, dal maestro Alessandro Cadoli rispi, non vedente come i suoi allievi. “Il gabbiano” è dedicato a loro e il suo volo non si fermerà dopo questo recital. L’avvio del seminario che Carola Stagnaro, inglese di nascita, genovese fin dalla prima infanzia, romana per esigenze di lavoro, ha allestito in collaborazione con l’unione Italiana Ciechi presieduta da Eugenio Saltarel sta andando oltre ogni finalità terapeutica.

L’intento ora è di creare un vero e proprio gruppo teatrale misto, esaltando le diverse sensibilità e capacità sensoriali, creando uno scambio artisticamente inedito. “Con loro la grande metafora del romanzo di Richard Bach, la voglia inesausta di lottare volare già raccontata nell’omonimo fil m del 73, potrebbe diventare uno spettacolo vero e proprio”. Dice. Per questo non risparmia al suo gruppo nessuno degli esercizi che si fanno all’Accademia, come del resto aveva già fatto a Roma con un gruppo di malati di Parkinson. Per il suo nuovo lavoro ha trascurato parecchi provini televisivi e teatrali ma non è pentita. “La mia fiction “ confida “ in questo momento è un teatro ch faccia stare meglio me stessa e gli altri”.

E’ convinta che a volte un certo tipo di percorso possa essere più facile nella grande provincia italiana che non a Roma. Lo stesso discorso vale per la ricerca della qualità. Sono tornata a Genova per motivi familiari, ho scoperto nuove opportunità”. Con Lunaria è stato facile riannodare le fila di un’antica stima , affrontando le cattive del mondo Classico e “ Giovanni Episcopo” di Dannunzio.

Fonte: ilsecoloXIX.it

(m.p.)